LeBron James? Kevin Durant? Stephen Curry? O Carmelo, Thompson, Draymond Green? Magari Cousins, Aldridge o Pau Gasol?
Niente affatto la frase l’ha pronunciata un certo Isaiah Thomas, playmaker dei Boston Celtics, autore di una ultima stagione davvero sugli scudi per guidare la franchigia ai playoffs.
Il giocatore più basso della NBA, Isaiah Thomas, ma non per questo gli manca la sicurezza nei propri mezzi:
Nessuno può marcarmi, non mi importa chi ho di fronte in campo. Nessuno mi contiene. I tifosi mi hanno mostrato grandissimo amore, questo ha cambiato molto la mia carriera nell’ultimo anno e mezzo. Mi trovo benissimo a Boston.
A 27 anni Isaiah Thomas ha raggiunto un livello di coscienza dei propri mezzi davvero incredibile: dopo le stagioni a Phoenix e Sacramento ha trovato a Boston la sua dimensione ideale. 82 gare, tutte le 82 gare della passata stagione con 22.2 punti, 6.2 assist, 3 rimbalzi e 1.1 palle rubate con la sua prima chiamata per l’All Star Game. Nonostante gli addii di Jared Sullinger e Evan Turner, Isaiah Thomas si è detto davvero molto eccitato di giocare con due giocatori di assoluto valore come Al Horford, arrivato via Atlanta durante la free agency, e Gerald Green, che torna invece a Boston dopo le esperienze in giro per la NBA (ultima maglia vestita quella dei Miami Heat):
Dobbiamo giocare uniti, dobbiamo lavorare insieme e speriamo che avremo un’altra grande stagione da affrontare.

