La nuova stagione NBA è alle porte. Sarà la prima da vent’anni a questa parte senza Tim Duncan, Kobe Bryant e anche Kevin Garnett…e allora ti prende un po di nostalgia e torni indietro almeno con il pensiero…
Un ricordo (personale) del Mamba
Tutto ha inizio un lunedi mattina, era il 30 Novembre 2015 (data impossibile da dimenticare). Come ogni mattina faccio il consueto aggiornamento sulla NBA, risultati, notizie e chi più ne ha più ne metta. Quasi subito mi imbatto in un link che mi riporta alla lettera di addio scritta da Kobe Bryant e distribuita ai tifosi nell’ultima partita casalinga dei Lakers da poco conclusasi. La leggo, tutta di un fiato e di colpo quello che temevo (e immagino molti altri appassionati come me ) diventa realtà: il Mamba ha annunciato, a modo suo, il ritiro a fine stagione! Qualche giorno per elaborare il tutto, poi la decisione: il 13 Aprile voglio essere allo Staples per l’ultimo morso del Mamba!
Comincia cosi la ricerca spasmodica di biglietti accessibili, aerei, hotel e tutto il necessario…prima di Natale è tutto definito! Il 13 Aprile sarò allo Staples Center in compagnia di mio fratello, mio complice in questa pazzia. Il tempo passa tra qualche lampo di Kobe, qualche partita durata meno brillante e qualcuna durata poco per gli innumerevoli problemi fisici fino ad arrivare alla partita con gli Heat , a qualche giorno dalla nostra partenza in cui Kobe Bryant gioca 8 minuti e resta bendato come una mummia in panchina per tutto il resto della partita. Quelle foto faranno il giro del web e quell’immagine mi fece riflettere e mi fece capire che effettivamente il Mamba aveva fatto la scelta giusta. Mi ricordo che pensai “chissà quanto riuscirà a stare in campo nell’ultima partita, ma non importa, l’importante è essere li e potergli dare il giusto tributo”.
Arriva cosi il giorno della partenza. Arriviamo a Los Angeles il 10 Aprile e quindi abbiamo qualche giorno da dedicare alla città. C’è anche il tempo , il 12 Aprile , di andare a vedere allo Staples Center un non indimenticabile Clippers-Grizzlies che però mi ha fatto entrare in contatto con il mondo NBA dal vivo che è un qualcosa di eccezionale.
Mamba Out
Finalmente arriva il fatidico giorno: 13 Aprile 2016. Palla a due prevista alle ore 19:30 . In città c’è un clima elettrizzato, ci sono tantissime canotte giallo viola numero 8 e 24 (tra cui anche la mia , numero 8 e quella di mio fratello con il 24) che girano per la città. Tutti aspettano quella partita: chi ti incontra per strada o nei bar e vede la canotta ti chiede se hai un biglietto per la partita… quando rispondo in modo positivo riscuoto l’ammirazione e i complimenti dei più oltre ad un viaggio in bus gratis: non avevo monete e l’autista non era autorizzato a dare il resto, cosi guardando la canotta mi disse “Oggi è il Kobe Day , non fa niente”.
Si avvicina l’ora della palla a due e alle 17 sono gia li, in fila per entrare. Alle 18 si aprono i cancelli ed all’ingresso ad ognuno viene regalato un libro contenente poster e foto oltre che una foto del Mamba che ricorda i 20 anni in maglia Lakers…iniziamo bene! Tutti gli stand ed i negozi vengono presi d’assalto (me compreso) da persone di tutte le nazionalità per poter acquistare un ricordo, una t-shirt celebrativa,un cappello o qualunque altra cosa (perché effettivamente c’era di tutto).
Successivamente vado alla ricerca del mio posto (ovviamente ultimo anello, l’unico “accessibile” , però molto centrale) e lì sul sediolino trovo una maglietta nera con la scritta “Mamba Day”: c’è n’era una per ogni seggiolino. Girandomi verso il parquet non posso non notare il numero 8 e 24 disegnati ognuno in una metà campo: un ulteriore modo per omaggiare Kobe. Si avvicina l’inizio della partita e l’adrenalina sale:dopotutto, stavo per assistere alla storia!Ad un certo punto si spengono le luci e scendono dei teloni bianchi dal segnapunti centrale (quello in alto, in corrispondenza del cerchio di metà campo, per intenderci) dove vengono proiettate una serie di immagini che ripercorrono tutta la carriera in maglia Lakers di Kobe Bryant…che spettacolo!in America su queste cose ci sanno davvero fare, pensai. Alla fine del video si riaccendono le luci e i teloni vengono giù lasciando il palcoscenico ad un uomo con il microfono. Inizialmente quasi non ci ho fatto caso, poi guardando un po’ meglio mi rendo conto che quello è …Magic Johnson!! Uno dei più grandi interpreti di questo gioco era lì, a pochi metri da me: primo colpo al cuore!Dopo il ringraziamento e il discordo di Magic c’è la presentazione delle squadre con ovviamente Kobe protagonista indiscusso dei cori dei tifosi.
The Last Game:
Ci siamo. Inizia la partita. Kobe Bryant avverte un po l’emozione ed inizia sbagliando 5 o 6 tiri in fila ma dopo un’ottima giocata difensiva riesce a segnare il primo canestro, e poi il secondo , e poi il terzo…era iniziata per davvero la sua ultima partita!Sugli spalti si notava un fermento ed un’emozione incredibili…ad ogni canestro del 24 seguiva un boato e uno scrosciare di applausi…roba da brividi. Il secondo quarto è sulla falsa riga del primo: Kobe alterna buoni momenti ad alcuni errori ed i Jazz sono saldamente avanti . All’intervallo lungo però Kobe è gia oltre quota 20 punti.
Nel terzo quarto il Mamba parte forte e riesce a tenere a contatto i suoi Lakers che però sono in difficoltà. Kobe chiude il terzo quarto con un paio di air ball. Pensai subito che eravamo davvero alla fine, che non ne aveva più e che da lì a poco ci sarebbe stata la standing ovation finale per tributargli il saluto che meritava.
Arriva il quarto periodo. Kobe Bryant sfonda il muro dei 40 punti per tenere i suoi vicini,( prestazione inimmaginabile per chi aveva visto quella foto della partita contro Miami ) ma i Jazz a 3 minuti dal termine sono ancora avanti di 10 lunghezze o forse più, non ricordo benissimo perché quello che seguì da quel momento in poi fu un turbinio di emozioni…Come se fosse una delle migliori sceneggiature Hollywoodiane mai scritte, Kobe Bryant inizia a demolire la difesa dei Jazz…fa un canestro impossibile, poi un altro, poi un altro ancora !l’atmosfera nel palazzo si surriscalda , tutti sono in delirio…non sembra possibile. Kobe va oltre i 50 punti e i Lakers tornano vicini…arrivano a meno 4. Grande azione difensiva e tripla impossibile del Mamba e meno 1. Si scatena l’inferno allo Staples : tutti urlano come matti , la gente si abbraccia …inizia ad accarezzare l’idea che abbia in serbo l’ultimo colpo,l’ultimo morso. I Jazz non fanno un buon possesso offensivo e non riescono a trovare il canestro, manca meno di un minuto e i Lakers vanno in attacco…palla ovviamente a Bryant che sfrutta un blocco e va in palleggio arresto e tiro da 6 metri…mentre il pallone viaggia verso il canestro c’è quasi un silenzio surreale, sono tutti con il fiato sospeso…poi si sente il rumore della retina che si muove…canestro! LA avanti di 1! Tutto quello che era successo fino a quel momento è nulla in confronto al pandemonio che si scatena…tutti osannano e urlano il nome di Kobe e io sono ancora incredulo davanti a tutto ciò. I Jazz non trovano neanche in questo caso la via del canestro e sono costretti al fallo su Bryant che va in lunetta: cosi come aveva iniziato la carriera , chiude con un 2/2 dalla lunetta e il tabellone dice 60.SESSANTA! Kobe Bryant ne aveva messi sessanta nella sua ultima partita e l’aveva rimontata e infine vinta! !una cosa assurda , impensabile , forse irripetibile…
Poco dopo, a qualche secondo dal termine della gara , finalmente potette ricevere l’applauso e la standing ovation preparata per lui da tutto il popolo giallo viola..applausi,applausi e ancora applausi .A fine partita , prese il microfono per salutare il pubblico, visibilmente emozionato per poi chiudere con la celebre frase “ What can i say?…Mamba out…” . Adesso era veramente finito tutto. Calava il sipario sulla carriera di uno dei più grandi di sempre, una Leggenda. Uscendo dal palazzo incontro tantissime persone in festa, la città è impazzita, tutti cantano,urlano e piangono di gioia, c’è chi urla il numero sessanta in continuazione e batte il cinque a tutti i passanti…
Ecco, questo mi vien da pensare con la nuova stagione alle porte, perché non ci sarà nessuno con la canotta 24 gialloviola alla prima di regular season, ne alla seconda, ne alla terza…

