
Kevin Garnett (fonte twitter @celtics)
Nella NBA hanno deciso di spezzarci il cuore. Dopo il “Farewell Tour” di Kobe Bryant, che ha accompagnato il lento e lungo addio del “Mamba” per tutta la Stagione 2015-2016, e il silenzioso saluto di Tim Duncan, ecco i saluti di un altro protagonista assoluto degli ultimi 15 anni di NBA, da oggi è un ex giocatore anche Kevin Garnett.
La notizia era nell’aria da qualche mese, e ha preso consistenza negli ultimi giorni, ma adesso è ufficiale, KG, The Big Ticket, The Revolution, The Kid, decidete voi a quale di questi nickname, siete più affezionati non calcherà più il parquet della Lega.
Kevin Garnett è nato a Grennvile, South Carolina il 19 Maggio 1976 ha giocato indifferentemente come ala grande e ala piccola. Nel suo palmares troviamo un titolo NBA, la mitica vittoria dei “Big Three” Allen, Pierce e appunto Garnett, della stagione 2007-08 con i Boston Celtics, un titolo di MVP nella regular season del 2003-04 con i Minnesota Timberwolves, ben quindici convocazioni per l’All-Star Game e il premio come miglior difensore nel 2007-2008.
Le sue squadre sono state i Minnesota Timberwolves 1995-2007 e 2015-2016 dove ha messo insieme 970 presenze e 19239 punti, i Boston Celtics dal 2007 al 2013 con 396 presenze e 6.233 punti e i Brooklyn Nets 2013-2015 43 presenze e 160 punti. Kevin Garnett è anche Campione olimpico grazie alla vittoria a Sydeny 2000 con il Team Usa.
Di Kevin Garnett va ricordato anche il grande impegno fuori dal campo, nel 2006 è stato insignito del premio J. Walter Kennedy Citizenship award per il giocatore che più si era distinto in generosità e solidarietà; da ricordare il clamoroso gesto del novembre 2005 quando donò 1.2 milioni di dollari all’Oprah’s Angel Network per aiutare le zone colpite dall’uragano Katrina.
Il video-tributo della NBA per il ritiro di Kevin Garnett
Per celebrare i 21 anni di carriera di Kevin Garnett l’NBA ha postato un video che evidenzia le 50 giocate più intense, spettacolari e spesso decisive della sua storia. In cima alla lista, e non poteva essere altrimenti, il canestro in sospensione, con tre difensori attaccati alla canotta, con cui, proprio sul suono della sirena, diede la vittoria ai Timberwolves contro i Portland Trail Blazers.

