Home NBA, National Basketball AssociationNBA DraftSo you wanna be a star: Luka Doncic

So you wanna be a star: Luka Doncic

di Francesco Gulfo
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Doncic non è una novità per gli appassionati di basket europeo e per gli scout di tutto il mondo. Lui non è uno di quei giocatori che hanno bisogno di essere scoperti, nel vivaio di qualche squadra di periferia. Non ci vorrà tempo per accorgersi di lui, perché Luka Doncic è semplicemente un predestinato.

Data di nascita: 28 febbraio 1999
Luogo di nascita: Ljubljana, Slovenia
Altezza: 2,01 cm
Peso: 99 kg
Squadra: Real Madrid
Ruolo: Combo-guard
Titoli di squadra: 2x Liga ACB (2015, 2016) / Coppa Intercontinentale FIBA (2015) / Copa del Rey (2016)
Titoli individuali: MVP Euroleague Basketball Next Generation Tournament (2015)

Doncic non è una novità per gli appassionati di basket europeo e per gli scout di tutto il mondo. Lui non è uno di quei giocatori che hanno bisogno di essere scoperti, nel vivaio di qualche squadra di periferia. Non ci vorrà tempo per accorgersi di lui, perché Luka Doncic è semplicemente un predestinato.

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Con il padre, Sasa Doncic, ex-campione di Slovenia con l’Olimpia Lubiana

Gli inizi: Olimpia Lubiana

Luka Doncic è cresciuto nella squadra principale della sua città, l’Olimpia Lubiana. Il talento ne fa quasi subito un giocatore impossibile da affrontare per i suoi coetanei, e anche per i più grandi. Già a Budapest nel 2011, dove si gioca la finale della Vasas Cup, questo ragazzo è una spanna sopra tutti gli altri. Ha 2 anni in meno rispetto a tutti gli altri, e anche se la finale viene stravinta dai giovanissimi del Barcelona per 117-66, il migliore in campo è lui, lo sloveno.

Figlio d’arte – il padre Sasa ha vinto il titolo di Campione di Slovenia, anni prima, con la squadra della capitale – e dotato fin da subito di una maturità psicologica e cestistica fuori dalla norma, nel 2012 tutti gli occhi sono puntati su di lui. Luka è l’MVP del Torneo di Lido di Roma. Contro il Lazio Basket, in finale, di punti ne ha lasciati lì 54 . Con gli 11 rimbalzi, i 10 assist e la tripla doppia conseguente dimostra un bagaglio tecnico notevole nonostante la giovane età. I team più blasonati d’Europa si avventano come falchi sul gioiello più prezioso dell’Olimpia. Il Real Madrid se lo aggiudica, nel settembre 2012.

Il processo di maturazione: Real Madrid

In realtà la giovane promessa già a febbraio aveva vestito il blanco. Ceduto in prestito dall’Olimpia, ha infatti disputato la finale di Mini Copa del Rey 2012 contro il Barcelona, mettendo a segno 20 punti. Già in quell’anno era alto circa 1,90 cm, giocava principalmente da guardia. Al Madrid la sua superiorità fisica rispetto ai coetanei si fa ancora sentire. Nel 2013 i blancos vincono la Mini Copa del Rey e Doncic manco a dirlo è il migliore. Conferma oltre alle doti già note una ottima capacità di segnare in tutti i modi. Quando deve finire al ferro ha reattività e forza per spostare gli avversari, fuori dall’arco invece il suo tiro gli permette di aprire il campo. Si fa rispettare anche a rimbalzo, su entrambi i lati del campo (24.5 punti e 13 rimbalzi di media durante la manifestazione).

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Qui festeggia la vittoria dell’Adidas Next Generation Tournament con Florentino Perez

Un rettile a sangue freddo. Questo è Doncic. Durante la stagione 2014-15 continua a giocare per le giovanili del Real e per il Madrid B, che milita in quarta divisione spagnola. Se nel settore giovanile domina, in quarta divisione prende per mano i compagni di squadra e li guida al primo posto in campionato. Ha compiuto 16 anni da un paio di mesi ormai, e il 30 aprile 2015 avviene il debutto in prima squadra: è il più giovane di sempre a vestire la maglia dei blancos. Sono quasi due minuti di scarsa importanza contro l’Unicaja Malaga. Doncic, nel delirio generale del pubblico, riesce a renderli due minuti speciali. Il primo pallone che tocca è una tripla che va subito a segno.

Doncic, il predestinato

La stagione 2014-15 lo ha compiuto un importante passo avanti a livello fisico. Alto ormai 2 metri netti per quasi 100 chili di peso, si è guadagnato un ruolo fisso nella rotazione del Madrid, che comprende svariati ex-NBA e giocatori di fama ed esperienza mondiale. Ha conquistato Pablo Laso, il coach, a conferma della sua incredibile professionalità e voglia di lavorare. Non ha alcuna difficoltà a palleggiare con entrambe le mani, caratteristica che ha spinto Laso a impiegarlo anche da playmaker, oltre che nel suo tradizionale ruolo di guardia tiratrice.

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Avversario diretto di Russell Westbrook nell’amichevole prestagionale dei Thunder a Madrid

La visione di gioco di Doncic è stupefacente. Riesce quasi sempre a tenere la situazione sotto controllo e a trovare l’uomo libero, sebbene molto spesso si trovi ad effettuare passaggi in salto – non proprio da manuale. Ma gestire l’attacco del Real Madrid non presuppone solo un’ottima capacità di leggere il gioco – e il giovane sloveno ha enormi potenzialità in questo fondamentale. Doncic possiede quella personalità, a volte faccia tosta, a volte cojones, che serve per arrivare in alto. È in questo che davvero sembra un alieno. Riuscire a controllare sé stessi e il gioco in simili contesti è roba per pochi. A 17 anni è per pochissimi.

Sta confermando il suo talento ovunque, anche in Eurolega. L’esordio europeo di quest’anno è di pochi giorni fa. Nella partita vinta contro l’Olympiacos, Doncic (11 punti, 5 rimbalzi, 3 assist e altrettante palle perse in 17 minuti) ha mostrato tutta la sua versatilità. Lo abbiamo visto difendere su un 4 avversario e rubare il pallone anticipando il passaggio; prendere due rimbalzi offensivi cruciali in un paio di momenti della partita; gestire il pallone con autorità e sicurezza. Hugo Sconochini in telecronaca ha detto che “questo ragazzo respira pallacanestro”. Non lo si può definire meglio di così.

Il futuro

Per un talento del genere è chiaro che le sirene d’oltreoceano abbiano già iniziato a suonare. È il padre, l’ex-giocatore, che smorza subito i pensieri che volano troppo lontano. “La NBA?” dice Sasa Doncic, il padre, “Gli dico solo di divertirsi, essere un ragazzo, dimenticarsi dei soldi e delle macchine. Anche altri ragazzi hanno talento, ma sognano i dollari e non si concentrano sul basket. L’NBA di Luka per adesso è guardare i film di Michael Jordan e Magic Johnson”. Se il presente di Luka è straordinario, c’è ancora tanto da lavorare.

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Lo sloveno ha ancora ampi margini di sviluppo. Fino al 2018 (anno in cui diventa eleggibile per il Draft e gli scade il contratto col Real) avrà tutto il tempo di lavorarci. Dal punto di vista atletico, ad esempio, può migliorare molto: deve prepararsi ad affrontare avversari diretti sempre più rapidi. Non basta fermare Westbrook in amichevole a ottobre, certo, tuttavia è di sicuro un buon segno. L’amichevole contro OKC, in generale l’inizio di questa nuova stagione, ha ribadito lo straordinario feeling del giovanissimo atleta per il gioco. Con una maggiore continuità nella meccaniva di tiro e l’esperienza ad alto livello che accumulerà da qui a due anni, il talento sloveno sarà pronto al grande salto, quando sarà il momento.

Istinto formidabile, tecnica sopraffina, volontà da vendere, atletismo potenzialmente di ottimo livello. La NBA dovrà aspettare il suo turno. Ma dall’altra parte dell’oceano sono pronti ad accoglierlo a braccia aperte.

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