“If there was an outcome I wasn’t expecting, it was this one. A 29-point lead against a team like them? I truly didn’t expect it.”
Manu Ginobili nei suoi ventun’anni di carriera le ha viste quasi tutte, da questa notte ne manca una in meno. Forse addirittura due, visto che l’undrafted Jonathon Simmons ha messo a referto 20 punti stupendo tutti. Dopo tutte queste sorprese troviamo due solide certezze: le prestazioni mostruose di Kawhi Leonard e Kevin Durant.
KAWHI LEADER MAXIMO

Leonard vs Warriors
Dopo il titolo di MVP delle Finals, Leonard si trova alla seconda svolta nella sua ascesa alla leadership: la prima partita post Duncan. Gli Spurs nella passata stagione hanno cercato in tutti i modi di far capire che la squadra era in mano a Kawhi, salvo doversi scontrare con l’aura di sacralità intorno a Tim. Volente o nolente (propendiamo per la seconda) era lui il giocatore con più peso in campo e nello spogliatoio. Con la prestazione di questa notte, il numero 2 ha dissipato ogni dubbio: career-high da 35 punti contro i vice-campioni NBA con 10-21 al tiro (malissimo però da tre con 0-3) conditi da 5 rimbalzi, di cui 3 offensivi, 3 assist e ben 5 rubate. Annuntio vobis gaudium magnum: habemus leader. Sempre se qualcuno dubitasse che lo sarebbe diventato.
AAAAH COME GIOCA DURANT
Nonostante la sonora sconfitta (129-100 a favore degli Spurs), Durant ha giocato un’ottima partita. La sua doppia doppia da 27 punti e 10 rimbalzi è una delle migliori notizie di serata per Kerr. Il problema a rimbalzo non farà infatti chiudere occhio all’ultimo “coach of the year”: KD e Green sono stati gli unici a tenere alta la bandiera (e le braccia) di Golden State nella lotta sotto canestro, stravinta dagli Spurs con 55 rimbalzi a 35. Il tabellino del suo esordio si chiude con 4 assist, 2 rubate e 2 stoppate.
C’è un po’ di tutto quindi, con una sola mancanza: il tiro da 3. Pochi, pochissimi tentativi (appena 3) e uno solo a segno. Nella squadra degli “Splash Brothers” è normale che siano loro a prendersi più responsabilità da fuori, va però presa in considerazione l’opzione di allargare la famiglia. Questo ha però consentito a Durant di mostrarci tutto il suo repertorio offensivo in area, una vera gioia per gli occhi. Vedere per credere.
CI RIVEDIAMO TRA CINQUE MESI
Cari lettori, ho brutte notizie: la prossima partita tra queste due squadre sarà l’11 marzo. Questa lunga attesa darà però ai Warriors il tempo di rodarsi, non un dettaglio insignificante. In mezzo ci sono cinque mesi in cui può succedere di tutto, potremmo anche vedere due squadre completamente diverse. Noi comunque ci mettiamo in attesa e ci godiamo lo spettacolo che offre la NBA. Forse, quell’11 marzo, assisteremo alle prove generali delle Western Conference Finals.
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