Shea Serrano, “staff writer” di The Ringer, il sito erede del defunto Grantland (RIP) di Bill Simmons, ha provato a esaminare il carattere dei 10 giocatori più interessanti della lega in questo momento e rappresentarlo con semplici diagrammi di Venn. Ogni grafico sintetizza l’essenza del giocatore in due caratteristiche fondamentali: in alcuni casi sono basate sul carattere dei giocatori, in altri sulle loro capacità dentro e fuori dal campo. Il risultato? Giudicate voi stessi, io ho provato a fare una mia personale classifica dei giocatori in ordine crescente, dal più banale al più divertente:
10. NBA characters: Russel Westbrook

Ad essere sincero, tra tutte le grafiche quella su Westbrook è l’unica che trovo deludente.
Sappiamo tutti che Russel in campo è una bestia indomabile, sia dal punto di vista positivo che da quello negativo, però trovo che sarebbe stato di maggiore effetto se avesse incluso tra le due caratteristiche fondamentali di Westbrook qualcosa legato alla sua “eleganza” fuori dal campo: per esempio “Ninja turtle” o “Power ranger“.
9. NBA characters: Stephen Curry

Per anni il soprannome del due volte MVP Steph Curry è stato “baby faced assassin” e questa grafica lo rappresenta a pieno.
Se fino a poco tempo fa era considerato il classico bravo ragazzo (“cutie pie” significa “tesorino”), oggi Curry è uno dei personaggi più discussi della NBA, per l’arroganza con cui umilia gli avversari, per la fiducia che ha in sé stesso e per la sua “clutchness” nei momenti che contano, escluse le Finals.
8. NBA characters: Kristaps Porzingis

Non poteva non rientrare in questa classifica “Porzingod”. D’altronde quando a soli 20 anni hai la città più importante del mondo dal punto di vista mediatico ai tuoi piedi, tanto da essere eletto divinità e salvatore dei Knicks da parte dei tifosi e avere una delle canotte più vendute dello scorso anno, i complimenti e le prime pagine li meriti tutti.
L’aspetto che i fans di New York amano di più del ragazzone lituano è il fatto che quando è in campo sembra non avere paura di nulla: si avventura spesso dove un uomo di 2 metri e 16 non si spingerebbe normalmente e allo stesso tempo ci regala cioccolatini del genere, buttandosi su ogni rimbalzo offensivo. Un unicorno.
7. NBA characters: Kawhi Leonard

“The Claw”, il leader silenzioso dei redivivi San Antonio Spurs, che in questo inizio di stagione ha stupito i tifosi NBA con una partenza a dir poco terrificante.
Conosciamo tutti la sua bravura difensiva e la sua efficienza offensiva, ma fino ad ora è sembrato che nessun avversario possa essere in grado di fermarlo, soprattutto da quando Pop gli ha lasciato carta bianca in attacco.
Quando perde la palla o segna da tre in transizione, quando sbaglia un tiro o fa una schiacciata poderosa, Leonard ha sempre la stessa espressione e sembra a volte che non sia in grado di sorridere.
Forse è meglio così. Ti amiamo anche per questo Kawhi.
6. NBA characters: Draymond Green

Secondo, ma non per importanza, giocatore dei GSW in questa classifica, Draymond Green ha fatto della aggressività e del desiderio di dimostrare a tutti il suo valore le caratteristiche più importanti del suo gioco sin da quando ha mosso i primi passi nella NBA.
Da eroe del popolo, underdog che tutti amano, Draymond è diventato forse il più grande villain della lega dagli scorsi playoff (probabilmente anche prima, se si chiede ai giocatori che hanno subito negli ultimi anni il classico blocco in movimento “alla Green” con ginocchiata sulla coscia e gomito largo) dopo il “kick-in-the-nuts” ai danni di Steven Adams.
Guardando il lato positivo, il grande pubblico è venuto a conoscenza del più grande dei talenti di Green: il karate. Oro olimpico assicurato per team USA alle prossime olimpiadi.
5. NBA characters: Lebron James

Sicuramente il giocatore più iconico della NBA del 2016.
Lebron James la scorsa stagione ha smentito tutti i critici portando Cleveland alla terra promessa, con prestazioni a dir poco dominanti. In questo inizio di stagione sta viaggiando quasi a una tripla doppia di media, segno che non ne vuole proprio sapere di mollare lo scettro.
Oltre che in campo James è dominante anche nella vita: con la sua associazione aiuta migliaia di giovani disagiati del nord dell’Ohio a ottenere un’educazione universitaria, offrendo loro borse di studio.
Senza contare il suo ruolo di leader nella associazione giocatori, insieme agli amici della banana boat.
Il Re è tutto per Cleveland e, per qualche anno ancora, anche per la NBA.
4. NBA characters: James Harden

James “la-barba-con-il-giocatore-intorno” Harden sembra essere rinato, almeno in quanto a motivazione, grazie alla cura D’Antoni: spostarlo a playmaker de facto dei Houston Rockets è stata una mossa geniale, gli ha dato maggiori responsabilità e fino ad ora sta ripagando.
Come ogni anno c’è un po’ di diffidenza nei confronti del suo impegno nella fase difensiva e della sua presunta passività, ma sembra finalmente dare segni di miglioramento da questi punti di vista. L’aggettivo “deceptive“, ingannevole, calza a pennello ad un giocatore come Harden: guardando le sue partite ti sembra che non abbia fatto un granché, ma alla fine se guardi il tabellino ti ritrovi 35 punti e 15 assist.
3. NBA characters: D’Angelo Russell

D’Angelo Russell, il giocatore più odiato della NBA l’anno scorso, lo spione.
Sembra essersi giustamente lasciato tutto alle spalle D’Angelo, che è partito forte nelle prime partite della sua seconda stagione in NBA, mostrando le sue qualità viste a sprazzi lo scorso anno.
Fin dai tempi del college Russell ha fatto del “ball handling” la sua arma principale, ed è fondamentale per lui saper trattare bene il pallone, considerando che atleticamente spesso è inferiore ai playmaker che lo difendono.
La parte del suo gioco forse più sottovalutata è il controllo che ha del corpo e della velocità, e in questo è molto simile ad Harden: non va sempre al massimo della velocità, anzi quasi mai, ma spesso utilizza dei cambi di passo repentini per battere il difensore, con un più che discreto successo.
2. NBA characters: Joel Embiid

Se Porzingis è un unicorno, Embiid cos’è? Lo Yeti?
Dopo averlo aspettato due lunghi anni i 76ers si sono ritrovati un vero e proprio diamante grezzo tra le mani. Sarà lui il supereroe che salverà Phila? A giudicare dalle prime uscite stagionali sembra di sì, salute permettendo.
Un giocatore così, con i movimenti in post di Hakeem e il tiro da tre pulito come quello di una guardia forse non si era mai visto. Se a tutto ciò aggiungi che è il re incontrastato dei social network, era convinto che avrebbe fatto 40 punti in 15 minuti al debutto stagionale e si fa chiamare “the Process” in onore di Hinkie, non può che essere l’MVP dei nostri cuori. O perlomeno del mio.
1. NBA characters: Karl Anthony Towns

Parlando di unicorni e altre figure mitologiche, non si può non citare “the big KAT”, Karl Anthony Towns. Se Anthony Davis è il Kevin Garnett di questa generazione dorata di lunghi, Towns è Tim Duncan sotto steroidi, con in più un tiro dalla distanza più che affidabile e un controllo palla che fa invidia ai playmaker.
KAT è perfetto per la NBA del 2016, sia in campo che fuori: dalle interviste sembra un ragazzo molto intelligente rispetto alla media e con una personalità che ogni individuo che si trova intorno a lui finisce per amare. Non mi sorprenderei affatto se, una volta terminata una lunga e si spera vincente carriera, diventasse una figura di spicco della televisione sportiva americana: il suo sogno dopotutto è fare il giornalista. Non ci resta che augurargli un in bocca al lupo.




