Home NBA, National Basketball AssociationNBA TeamsWe The North #11: Squadra che vince…si cambia

We The North #11: Squadra che vince…si cambia

di Paolo Sinacore

Terrence Ross è uno dei ricambi di lusso che permettono all’attacco dei Raptors di mantenere sempre ottimi livelli

Con la regular season che sta entrando nel vivo, possiamo già osservare come sia in atto la metamorfosi che nel corso degli anni ha completamente trasformato il gioco dei Toronto Raptors di coach Dwane Casey.
Non stiamo parlando solo di risultati, in miglioramento costante da almeno 3 anni. Non ci riferiamo nemmeno alla crescita dei singoli, evidente in ogni aspetto (decision making, leadership, intangibles), ma legata a stretto contatto all’esponenziale aumento di vittorie menzionato prima. Quello che più balza agli occhi in questo inizio di stagione 2016/17, è l’incredibile cambiamento nel modo di giocare dei Raptors.
Nel 2011 i canadesi intrapresero un nuovo percorso con Dwane Casey, con l’obiettivo primario di sistemare la difesa, e con la speranza che ciò portasse a una miglioria di risultati (all’epoca scadenti). Non per niente il coach veniva dall’esperienza di Dallas, dove da specialista difensivo nello staff di Rick Carlisle, aveva contribuito allo storico successo dei Mavericks di quell’anno. Tutti i buoni propositi hanno preso forma nella splendida stagione dello scorso anno: 98.2 punti subiti a partita (terzi assoluti), e un defensive rating finalmente di buon livello (105.2). Il secondo peggior dato statistico dell’intera lega per quanto riguarda il pace (stima del numero di possessi sui 48 minuti), rende l’idea di come Casey sia stato bravo ad adattare le caratteristiche del suo gioco a quelle dei suoi giocatori più rappresentativi (Lowry, DeRozan e Valanciunas nella fattispecie), facendo sì che l’abbassamento – anche esagerato – dei ritmi divenisse un punto di forza. Ciò ha permesso a Toronto di raggiungere la finale di Conference.
Ma ogni stagione fa storia a sé; una qualsiasi modifica al roster (come la partenza di un rim protector del livello di Biyombo) può far cambiare prospettiva e idee persino all’allenatore. E dopo 26 partite (in pratica 1/3 di Regular Season), il confronto con i dati del 2015/16 ci lascia di stucco: i punti subiti sono saliti a 103.9 e il defensive rating si è alzato pericolosamente fino a 109.1. Cosa permette ai Raptors di mantenere così alto il loro rendimento? Semplice, l’attacco. L’offensive rating è di 117.9 (primi in Nba), i punti a partita sono 112.3 (terzi), e inoltre sono già 8 le gare sopra i 120 punti, a un passo dal record di franchigia di 9. Senza snaturare le peculiarità di DeRozan e Lowry, sempre più trascinatori della squadra, la palla sta girando con molta più fluidità, e l’attacco funziona qualunque siano i suoi interpreti.
I possibili effetti collaterali si colgono nelle parole di coach Casey alla fine dell’ultima partita persa contro gli Hawks: “Abbiamo segnato a sufficienza – 121 punti – tirando col 54% dal campo, e col 47% da 3. Non ci vuole uno scienziato per capire dove risieda il nostro problema.”
Insomma: bello l’attacco, bello segnare tanto, ma se non si dà una registrata anche alla metà campo difensiva, le probabilità di ripetere il cammino della passata stagione si assottiglieranno sempre di più.

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