Celtics Breakdown, identità ritrovata?

di Salvatore Caligiuri

Ciclo di partite di partite molto positivo in casa Boston Celtics, i quali hanno portato a casa 4 vittorie su altrettante partite disputate. Di seguito i risultati:

vs Charlotte Hornets 96-88 (Thomas 26 pti, Horford 8 reb, Thomas 5 ast)

@ Miami Heat 105-95 (Thomas 23 pti, Horford 7 reb, Horford 8 ast)

@ Memphis Grizzlies 112-109 (Thomas 44 pti, Horford 14 reb, Thomas 6 ast)

@Indiana Pacers 109-102 (Thomas 28 pti, Horford 11 reb, Thomas 9 ast)

Rientro di Thomas e identità ritrovata

All’indomani delle brutte sconfitte contro i Denver Nuggets e i Washington Wizards ad inizio novembre Isiah Thomas aveva lamentato la mancanza di identità e coesione all’interno del team.

“Non stiamo giocando da Celtics”, aveva detto il playmaker. “Dobbiamo giocare come facciamo da un anno a questa parte”.

Quelle dichiarazioni hanno sortito l’effetto sperato considerato gli ultimi risultati positivi della squadra. Con la vittoria di stanotte contro gli Indiana Pacers, Boston ha vinto la sua quarta partita consecutiva ed è terza, dietro ai Toronto Raptors e ai Cleveland Cavaliers, nella Eastern Conference.

Dallo scorso 11 novembre, I Celtics hanno un record di 14 vinte e 8 perse e un defensive rating di 100.9, il terzo migliore in questo lasso di tempo.

Da quando Thomas ha recuperato dall’infortunio al polpaccio la scorsa settimana, i Celtics non hanno mai perso. La starting lineup formata dal play nativo di Tacoma, Avery Bradley, Jae Crowder, Amir Johnson e Al Horford è riuscita a giocare solamente 14 partite vincendone ben 11.

“Continuare su questa strada”

I Celtics, però, stanno cercando di tenere i piedi e di non entusiasmarsi troppo riguardo i recenti risultati.

“Non stiamo giocando bene come dovremmo, questo è sicuro. Dobbiamo cambiare passo”, ha dichiarato coach Brad Stevens ai reporter di Indiana.

E’ davvero impressionante come, ad esempio, Thomas abbia elevato il suo gioco. Nelle ultime quattro partite, il playmaker sta mettendo a referto 30.3 punti con il 50.7% dal campo. Il suo compagno di backcourt, Bradley, ha innalzato il già ottimo contributo difensivo, avendo marcato in maniera impeccabile Mike Conley e Paul George nelle ultime due partite.

La franchigia del Massachusetts deve ancora dimostrare di poter battere anche i team più forti. La vittoria contro Memphis di giovedì scorso è stato uno dei rari successi contro una squadra con il record positivo. Con un gruppo sempre più folto alle loro spalle, i Celtics devono mantenere questo ritmo per assicurarsi una buona posizione per i playoff.

Considerando dove i Celtics erano sei settimane fa, ci sono stati dei progressi e avere a disposizione tutti i giocatori è stato sicuramente uno dei fattori. Boston ha riscoperto la sua identità, ed è arrivato il momento di far vedere di che pasta sono fatti.

You may also like

1 commento

Nunzio Balducci 24 Dicembre 2016 - 23:02

Horford ha dato una grande consistenza alla squadra, ma in nba si vince con i fenomeni…Thomas sta sbocciando secondo ogni più rosea previsione. L’identità c’è sempre stata, anche se è normale che qualche dubbio sia apparso di fronte a certe sconfitte dolorose ma comprensibili. Rimaniamo una squadra operaia in fase di rifinitura e se mancano pezzi importanti,si arranca e non può essere altrimenti. Tutte le squadre devono convivere con gli infortuni, ma noi dopo Horford abbiamo il nulla o quasi, infatti Amir ha dato segni di inconsistenza fisica anche quest’anno. Mentre se manca Thomas perdiamo il nostro artista dello scoring. Bradley sarebbe un giocatore utilissimo a tutte le altre 29 squadre nba, ma offensivamente si è costruito mattone su mattone…e c’è una bella differenza tra questa tipologia di attaccanti e chi ce l’ha nel “sangue” ( come direbbe un Terence Hill d’annata ). Il salary salirà a 102 m di $, come pure le eccezioni di middle level e la mini…e noi partiamo da circa la metà…dobbiamo aggiungere cm, forza fisica e talenti offensivi…la cosa bella è che possiamo sia tentare che sbagliare, senza magari farci troppo male…incrociare le dita però è d’obbligo. Forse si ripartirà da Yabusele ha registrato 30 punti con buone percentuali dal campo, Zizic sta facendo benissimo come Nader…ma tutti e tre stanno fronteggiando montagne di zucchero….anziché terreni rocciose come può essere l’nba.

Risposta

Lascia un commento