Home Aneddoti NBAEcco chi è Jonathon Simmons

So che è difficile crederlo, pure io impiego la vostra stessa identica fatica, ma i San Antonio Spurs sono una squadra in piena ricostruzione.
No, no, non ridete, non c’è niente da ridere dato che è esattamente così. Avete ragione, la parola “ricostruzione” ed i San Antonio Spurs non hanno niente a che fare da quel lontano 1996/97 disgraziato, in fondo nemmeno tanto, quando arrivarono ultimi guadagnandosi la prima scelta assoluta al Draft seguente (e sappiamo tutti come finisce il romanzo). Ma nonostante quello che ci racconta la classifica generale ad Ovest, dove occupano la seconda posizione dietro Golden State ma prima del “Beard & Moustache Show”, i San Antonio Spurs sono in piena ricostruzione per il futuro.E’ pur sempre sorprendente come all’ombra dell’Alamo riescano a ricostruire continuando a vincere. Merito ovviamente che va a Popovich, a Buford e all’intelligenza dei giocatori in maglia nero-argento. Mancano però ancora dei pezzi, leggi ad esempio una guardia tiratrice che tolga pressione al solo Danny Green ed un lungo che aiuti Pau Gasol ed Aldridge nei momenti in cui la palla pesa di più, che faccia un po d lavoro sporco (un po come faceva Garnett ai Nets per intendersi). In più Parker appare, anno dopo anno, sempre meno fresco. Un giocatore che non manca è il classico “giocatore d’energia”, una specie di Shumpert a Cleveland o Ariza a Houston o Faried a Denver. Insomma uno che entra in campo, qualsiasi minuto sia e gioca come se fosse l’ultimo minuto della sua vita. Questo ruolo, nello scacchiere di Coach Pop, è occupato in maglia 17 da Jonathon Simmons.

MA CHI E’ JONATHON SIMMONS?

So che non solo l’unico che si è posto questa domanda e quindi divorato dalla mia proverbiale ed infernale curiosità, sono andato a prendere qualche informazione per capire meglio chi fosse il tizio che nella prima gara stagionale ha inchiodato l’ultimo Bi-MVP al tabellone, nonostante fossero a +16. Intanto è Texano dal 1989, viene da Houston dove ha frequentato prima la Smiley High School e poi ha girovagato tra i Community College.

SIMMONS IN MAGLIA HOUSTON COLLEGE

Il Community college è un college a rette molto più abbordabili per gli studenti, i quali però danno la possibilità di poter seguire corsi generali su più materie e potersi trasferire in un college molto più prestigioso appena si raggiungono voti che ti permettono di farlo Per un ragazzo come Jonathon, seguito solo dalla madre LaTonya Simmons, si rivela un’ottima soluzione per poter giocare un basket collegiale, perchè Jonathon è bravo ma non è stato notato dalla maggior parte degli scout collegiali. Dopo aver giocato al Paris Junior College al primo anno ed al Midlands Community College al secondo, il 5 novembre 2010 firma una lettera di intenti per l’università di Houston, la stessa che frequentò più di 15 anni prima il signor Akeem (no, non Eddie Murphy ne “Il Principe cerca moglie”, ma Hakeem Olajuwon).
Per via di alcune regole della NCAA, Jon non potrà giocare a basket durante il suo terzo anno da collegiale, rinviando tutto all’anno successivo, nonché ultimo. In 30 partite, di cui 29 come titolare, realizzerà una media di 14.7 punti e 5 rimbalzi a partita, numeri ottimi ma non certo eccellenti e lo scoprirà ben presto.
Suona la campana del 2012 ed ovviamente si va per il Draft.
Jonathon riceve moltissimi inviti agli Workout NBA pre-Draft, dove vengono assommati prospetti per valutare l’interesse, ma non verrà scelto da nessuno, restando seduto per tutte le 3 ore di durata della Kermesse. Uno strazio per il giovane Simmons, un ragazzo sicurissimo dei suoi mezzi, che si chiede come mai gli altri non vedono in lui lo stesso fuoco che sente dentro. Decide di andare a giocare nella neofita ABL (American Basketball League), una emergente lega minore americana. In 16 partite assembla 36 punti a partita. Troppo forte per loro, questa lega non gli appartiene, lui merita di stare nel gradino superiore.

 

AUSTIN TOROS

Come detto, è del Texas e nonostante in Texas ci siano 3 squadre NBA, forse per arrivarci la via potrebbe essere un pochino più complicata. Magari non servirà a niente, ma nella vita bisogna tentare, tentare con tutte le proprie forze se necessario. Paga 150 dollari per un provino con gli Austin Toros (poi ribattezzati Spurs), squadra della NBDL, la lega di sviluppo della NBA ed affiliata ai San Antonio Spurs. Al provino piace, impressiona ed Austin lo invita al Training Camp seguente.

IN PALLEGGIO CON LA MAGLIA DI AUSTIN

Durante la prima stagione il giovane Simmons mette a segno quasi dieci punti di media, mostrando in generale un bel gioco intenso, solo che dalla NBA ancora zero interesse. Il periodo è piuttosto complicato per lui, padre di 4 figlie, in cerca di una via per il successo personale. La paga di un giocatore della NBDL non è il massimo della vita, anzi. Tempo fa Mario Boni che ha giocato in una lega minore americana, in un momento di riposo durante un allenamento, mi disse una frase piuttosto dura, riferendosi al sistema americano: “Se non sei nella NBA, ti trattano come uno stronzo!”.
Jonathon pensa spesso di smettere di giocare e mettersi a lavorare per mantenere la sua numerosa famiglia, in fondo lui il college lo ha anche finito, magari un buon posto è capace di trovarlo. Resisterà all’idea, rincuorato dalle donne della sua vita che si dimostreranno forti anche per lui. Sua madre LaTonya, la sua compagna e le sue figlie lo sostengono ad ogni partita, nonostante alle volte si sentisse solo loro da quanta poca gente ci fosse al palazzetto. Ma si sa, la fortuna es una roléta.

FINALMENTE THE LEAGUE

Alla Summer League 2015 di Orlando, Simmons arriva in florida come componente della compagnie in maglia Nets, ma dopo appena solo 3 partite i San Antonio Spurs vanno a parlare con lui e col suo agente per proporre un cambio di casacca per il torneo NBA subito successivo, ovvero quello di Las Vegas.

SIMMONS E POP A COLLOQUIO

Infatti nella città decantata da Elvis Presley, Simmons vestirà lo stesso colore nero ma con lo Sperone argentato sul petto. Possibilmente motivato dal giocare per una squadra texana, non solo vincerà quella Summer League ma con 20 punti nella finale viene eletto anche MVP del torneo. Gli Spurs non hanno dubbi, Popovich e Buford neppure e due giorni dopo Simmons metterà nero su bianco la sua prima firma su un contratto NBA.
La prima stagione per la verità non è stata proprio sfavillante. Jonathon continua a fare ancora avanti e indietro con la NBDL, in realtà sempre per periodi brevissimi, magari utilizzando il fatto che avrebbe saltato una partita di panchina NBA per una di gioco NBDL.
Ma simmons è uno che lavora duro, cosa che ha conquistato coach Pop ed i frutti si cominciano a vedere. alla fine della prima stagione infatti non solo viene riconfermato per la seguente, ma con un minutaggio aumentato sensibilmente, sfiorando ad oggi i 20 minuti di media a partita. E quando calca il parquet lo senti eccome dato che la sua energia in campo elettrizza anche il resto dei compagni.
Ora ha un vero contratto NBA, non deve più pensare che forse per mantenere le sue 4 figlie deve trovarsi un lavoro vero.
Ora nessuno gli canta più “Who are you?” mentre è in lunetta, come successe a Phila un anno fa.
Ora è nella migliore organizzazione del mondo. Può chiedere di meglio? Si. E’ piccolo, lucente e prezioso.

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