Stefan Jovic è il protagonista della seconda puntata di “EuroStory”. Proviamo a raccontare la sua storia…
La “Kombank Arena” è un ambiente molto esigente. E’ uno di quei posti dove il basket si mette l’abito da sera. Il talento lì viene sempre riconosciuto e amato( oppure odiato). L’arena di Belgrado infatti ha buon gusto, nel corso del tempo è stata abituata benissimo. Sasa Obradovic e Aza Nikolic sono solo alcuni dei nomi che la Kombank ha reso veri e propri eroi. Diventare quindi un idolo di questo particolare palazzetto non è una cosa facile. Di recente la Stella Rossa sta vivendo un periodo particolare della sua storia. I serbi stanno cercando di ricostruire, senza però mai dimenticare gli antichi fasti. Uno degli assoluti protagonisti di questa “rebuilding” è il nuovo idolo della “Kombank Arena”: Stefan Jovic.
STEFAN JOVIC, UNA STELLA A NIS:
Stefan nasce a Nis, bellissima città a poco più di 200km da Belgrado. Nis è una città molto interessante dal punto di vista storico: qui durante la seconda guerra mondiale si trovava un lager nazista noto per la crudeltà delle sue guardia. Il regista Miomir Stamenković lo racconta perfettamente nel film “Lager Nis”. La cosa particolare è che, dopo alcuni anni, la città si ribellò al lager provocando la fuga dei restanti prigionieri. A testimonianza dello spirito ribella della città c’è tuttavia un’altro episodio: Nis infatti fu la prima città serba a ribellarsi a Slobodan Milosevic eleggendo come suoi politici autorità democratiche. L’ aria che si respira è un mix tra denso odore di fabbriche e sano patriottismo. In questo contesto nasce il nostro eroe coltivando, sin dai primi anni, la grande passione per la palla a spicchi.
I PRIMI PASSI: OKK KOSTANTIN E KK SLOGA
Jovic muove i primi passi della sua carriera nella squadra della sua città: l’OKK Kostantin. Sin da subito tutti a Nis si accorgono che il ragazzo è speciale. La “Cair Sports Center” ogni domenica si riempie per assistere alle magie di Stefan. Il ragazzo è un playmaker di livello superiore, questo sembra chiaro a tutti. Ha delle mani fatate, riesce a coinvolgere i compagni in maniera sublime.E’ un difensore di buon livello ma pare avere qualche difficoltà nel tiro. Questo inconveniente pare confinarlo nel limbo di coloro che non faranno mai il salto di qualità ma Jovic è diverso, è un guerriero. Nel 2010, dopo l’ennesima ottima stagione al Kostantin, il KK Sloga decide di puntare su di lui. La sua nuova casa è Kraljevo. Qui Jovic, dopo una prima stagione complicata causa infortuni, migliora ulteriormente. Nella sua seconda stagione viaggia a 8.9 ppg 5 apg 5 rpg 2 spg.
Prova anche a rendersi eleggibile per il Draft del 2012 ma senza successo.
KK RADNICKI: UNA GRANDE OCCASIONE
La grande chance arriva comunque. Coach Miroslav Nikolic stravede per lui e lo chiama per il suo Radnicki. La prima stagione tuttavia è complicata : solo 15 partite giocate con 8 minuti di media. Jovic vive un momento complicato della sua carriera. Il playmaker serbo è tentato dall’idea di tornare indietro, magari allo Sloga. Per fortuna del Radnicki alla fine sceglie di restare. I risultati della seconda stagione furono buoni. La squadra trova la sua dimensione con Jovic in campo. Il talento dei singoli, Bircevic e Kalinic su tutti, viene esaltato dalle caratteristiche di questo playmaker. Il Radnicki vive, tutto sommato, una buona stagione: semifinali di campionato e coppa, undicesimi in Lega Adriatica. Stefan nel complesso viaggia a 7 ppg 5 apg 4 rpg in appena 18 minuti giocati di media.
IL SOGNO DI UNA VITA: LA STELLA ROSSA
I numeri però non sono tutto. Le sue prestazioni e il suo QI cestistico superiore alla norma lo rendono oggetto del desiderio di molti addetti ai lavori. Jovic ama far giocare i compagni e le sue doti di difensore sono migliorate molto. E’ pronto per il grande salto. Il Radnicki ha deciso smobilitare e vende in un colpo solo tutti i suoi gioielli: Bircevic va all’ Estudiantes,Stefan Jovic e Kalinic alla Stella Rossa. Il suo sogno si è realizzato: gioca nella squadra più importante del paese. La prima stagione gioca poco: 59 gare tra campionato coppa ed Eurolega. Chiude la stagione con 4,14 ppg e 3 apg in 13 minuti giocati. Il motivo di questo scarso impiego è che la Stella Rossa ha Marcus Williams nel suo ruolo e l’ americano gioca molto bene.
JOVIC, IL GIOIELLO DI BELGRADO
Nel 2015 le cose cambiano radicalmente. La Stella Rossa punta forte sul playmaker serbo e cede Marcus Williams. La risposta di Jovic è da campione vero. Conclude la stagione con 69 partite tra Eurolega Coppa e lega ABA, 8 ppg 7 apg e 4 rpg. Trova il tempo per fare incetta di premi: vince Lega ABA( di cui è MVP delle finals) e Lega Serba ed è uomo dell’ anno della città di Nis. Stabilisce anche in record assoluto di assist in Eurolega: 19 in 31 minuti in casa del Bayer Monaco.
In questa stagione Jovic sta incredibilmente migliorando. 8 ppg 6 apg e 3 rpg per quello che ormai è il leader tecnico della rivelazione Stella Rossa. Jovic sembra essere anche più in fiducia con il suo tiro: 30% da 3 e 46% dal campo in totale. Non sono definibili i limiti del talento serbo, così come non lo sono quelli della Stella Rossa. La stella di Nis sta brillando nel firmamento di Belgrado.



