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From the Corner #15: il successo dell’All-Star Weekend

di Antonio Sena

Nella settimana dell’All Star Weekend,  From The Corner non poteva non dedicarne un articolo. Soprattutto quest’anno, dove la manifestazione assume connotati unici. L’ All Star Game di domenica scorsa, è stato uno dei più combattuti degli ultimi anni, e sia nella Three-point Contest che nello Slam Dunk Contest, è stata lotta aperta fino alla fine. I tragici eventi degli ultimi mesi hanno fatto il resto, rendendo l’All Star Weekend 2020 uno dei più iconici del secolo.

From the Corner #15: Three-point e Slam Dunk Contest

All-Star Saturday vincitori

Derrick Jones Jr, vincitore tra le polemiche dello Slam Dunk Contest

Non è stato solo l’All Star Game a tenere banco in questo weekend, con le sue novità epocali.

Nella giornata di sabato, dopo uno Skill Challenge nella norma, con la vittoria dell’ underdog Bam Adebayo, il Three-point contest e lo Slam Dunk contest, hanno sorpreso tutti, andando oltre le più rosee aspettative.

Nella gara del tiro da tre, la grande novità è stata il Mountain Dew, due palloni di colore verde aggiunti alla solita carrellata, piazzati oltre un metro abbondante dietro la linea, dal valore unitario di 3 punti. L’innovazione è interessante, ed è calzante in una lega dove ormai molti giocatori sono abituati a tirare ben oltre l’arco dei 7 metri. Il vincitore è stato lo specialista Buddy Hield, in una finale emozionante dove il giocatore dei Sacramento Kings è riuscito a spuntarla all’ultimo tiro 27 a 26, contro la stella Devin Booker.

Riesce a fare ancora meglio lo Slam Dunk Contest, caratterizzato dalla sfida infinita tra Derrick Jones e Aaron Gordon. Servono infatti ben 3 ‘tempi supplementari’ per decretare il vincitore, dopo una sfilza di schiacciate mirabolanti di entrambi gli atleti, con i giudici quasi costretti a premiarli, turno dopo turno, sempre col punteggio massimo di 50.Il finale è giunto tra le polemiche, con Gordon che ha sorpreso tutti schiacciando sulla testa del colosso Tacko Fall, nel tripudio generale della folla. La sua vittoria è parsa certa, ma clamorosamente i giudici hanno deciso di far vincere Jones (comunque spaziale anche lui), con uno scarto finale di appena un punto. Dire che Gordon (e non solo) non l’abbia presa bene è eufemistico, tenendo anche conto che questa è la seconda beffa dei giudici nella competizione, per il lungo degli Orlando Magic.

L’All Star Game

La partita delle stelle domenicale è stata speciale, emotivamente e sportivamente.

La scomparsa di David Stern ed in particolare di Kobe Bryant, ha dominato la manifestazione, con una presenza costante in molti momenti dell’evento. Su tutti segnaliamo il discorso di un Magic Johnson che ha stento ha trattenuto le lacrime. Molto toccanti anche gli elogi musicali di Jennifer Hudson e del rapper Common per Kobe e la figlia Gigi, omaggiati da tutti i giocatori che hanno indossato solo i numeri 2 e 24. Importante che anche David Stern abbia ricevuto il giusto omaggio, per ricordare a tutti che probabilmente la gran maggior parte di noi amerebbe un altro sport se non fosse stato per lui e la sua volontà di rendere il basket il gioco universale dello sport americano.

Anche in loro memoria, il format dell’All Star Game è stato stravolto. Nel tentativo di rendere più competitivo l’evento, si è deciso di azzerare il punteggio alla fine di ogni quarto, con la squadra vincitrice pronta a donare 100.000 dollari ad un ente benefico scelto dal proprio capitano. Nell’ultimo periodo, niente cronometro, vince la squadra che raggiunge il punteggio dato dalla somma dei punti dei tre quarti della squadra in vantaggio di  24 punti. Tra schiacciate in alley-oop e contropiedi solitari, i primi due quarti sono passati via agevolmente, con una larga vittoria di Team LeBron nel primo quarto, ed una ancora più largo successo di Team Giannis nel secondo.

Nel terzo periodo si è cominciato a fare sul serio, ed il punteggio di parità, 41-41, ne è la riprova.

From the Corner #15: la battaglia dell ultimo quarto

lebron paul all-star game

L’inusuale schiacciata di Chris Paul, protagonista nella vittoria di Team Lebron

Il quarto periodo è stato uno spot per il nuovo format.

133-124 il punteggio iniziale a favore di Team Giannis, con 157 punti obiettivo finale delle due squadre.

La partita è cambiato radicalmente, i giri delle difese son saliti,l’agonismo è stato alto ed i falli sono aumentati. Il vantaggio di Antetokounmpo ed i suoi sembra poter fare la differenza, ma dall’altra parte ci sono campioni come LeBron, Harden, Davis, Paul e Leonard, che proprio non ci volevano stare stare. Il clima è stato quello tipico dei playoffs: tanti errori, tanti viaggi in lunetta ed i fenomeni che salgono in cattedra. La tripla di Harden del 146 pari è un esempio calzante.

Da quel momento in poi è statae bagarre, con gente che si butta su ogni pallone e scene di lotta selvaggia raramente viste in un All Star Game. C’è tempo anche per l’instant replay degli arbitri sul 152 pari che nega due tiri liberi ad Embiid e sul 154-153 con la super stoppata di Giannis su LeBron. Alla fine, con un Harden indemoniato in difesa la decide Davis dalla lunetta per il 157-155 finale, con il premio meritato di MVP della manifestazione, che va a Kawhi Leonard, con i suoi 30 punti finali.

Sono quindi tanti i punti di forza mostrati dal nuovo All Star Game, che ha pienamente raggiunto l obiettivo di tenere alto il livello della competitività fino alla fine, in piena controtendenza rispetto al recente passato. Un esordio niente male per una innovazione che sicuramente rivedremo.

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