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From The Corner #12: NBA Trade deadline, chi si muove?

di Antonio Sena

Il 6 febbraio ore 21:00 italiane, è il termine ultimo per gli scambi nella NBA, risultati spesso decisivi per le sorti finali della stagione. Sono infatti molti i giocatori vogliosi di giocarsi le proprio chance di titolo, andando a rinforzare le contender di Est ed Ovest. Ed è proprio questo il tema settimanale di From the Corner, un’analisi delle squadre più interessanti ed attive in questa importante sessione di mercato. Ci soffermeremo sulle squadre che hanno qualcosa da dire in questo campionato, tralasciando chi si sta muovendo solo in ottica ricostruzione.

From The Corner #12: il derby di Los Angeles

Fin dall’inizio della stagione, Lakers e Clippers sono indicate come le principali contender della Western Conference, e forse dell’intera NBA. Non poteva essere altrimenti per due squadre ben costruite, con gerarchie chiare e campioni del calibro di LeBron, Davis, Leonard e George in campo.  La concorrenza è però molto agguerrita, ed entrambe le compagini sanno bene che dovranno limare tutti gli spigoli per presentarsi al meglio nella prossima post-season.

I Lakers guardano i cugini e tutto il resto della NBA (tranne i fenomenali Bucks) dall’alto, forti di un record molto positivo, figlio di un ritmo martellante, guidati dal duo LeBron-Davis, a tratti immarcabili per qualsiasi difesa. Qualche problemino nell’ingranaggio sembra però esserci, ed ultimamente sta uscendo fuori. Solo Kuzma a tratti sembra sostenere appieno il magnifico duo, con alcuni giocatori esperti ma datati, a cui si può chiedere solo il ruolo di comprimario. Il settore dove i Lakers sembra debbano rinforzarsi è in posizione di point guard, dove il solo Rondo dà garanzie altalenanti. Certo, LeBron gioca egregiamente anche da “point forward”, ma se gli si vuole togliere pressione, LA deve trovare in questa sessione un degno rinforzo, che potrebbe prendere il nome di Derrick Rose. Un’alternativa potrebbe essere Darren Collison, mentre si sono fatti anche i nomi di Iguodala, Bogdanovic e Bertans. Staremo a vedere.

I Clippers, godono probabilmente di un roster più completo, ma stanno subendo molte battute di arresto preoccupanti, pur non mettendo a rischio un ottimo piazzamento playoffs. A differenza dei gialloviola, LAC è al completo nel reparto degli esterni, ma soffre sotto canestro, dove il positivo Ivica Zubac necessita di un aiuto di livello. Alcuni visionari hanno tracciato una pista quasi impossibile che porterebbe a Karl-Anthony Towns, mentre, più verosimilmente, i Clippers opteranno per un giocatore maturo e d’impatto. I nomi caldi sono quelli di Aaron Baynes, rinato ai Phoenix Suns, dell’esperto Thaddeus Young, e di Steven Adams, che dei tre sarebbe sicuramente il rinforzo più incisivo ed interessante.

Houston, Philadelphia e Boston

NBA Trade deadline 2020

Derrick Rose è tornato ad alti livelli, ed è uno dei pezzi pregiati della trade deadline

I Rockets sono una delle più grandi delusioni di questa metà annata. Con l’arrivo della superstar Westbrook al fianco di Harden, l’obiettivo era quello di giocarsi le prime posizioni della Western con Lakers e Clippers. Invece Houston si ritrova impantanata nella zona di mezzo della griglia playoffs, col rischio di doversi giocare le proprie carte nella post-season con il fattore campo a sfavore. I dubbi sulla convivenza dei due leader sono stati confermati, cosi la franchigia deve necessariamente mettere mano al roster in questa sessione di mercato. Uno dei nomi usciti in queste settimane è quello di Robert Covington, che andrebbe a colmare il vuoto lasciato nello spot di ala da Trevor Ariza nell’estate 2018. L’ex Sixers ha molte pretendenti, e Minnesota tentenna nel tentativo di ricavarne il maggior profitto possibile. Tra i papabili spicca comunque un nome, quello di D’Angelo Russell, leader dei disastrosi Warriors di quest’anno. Sarà difficile convincerlo ad andare via, visto il futuro rientro dei top player con conseguente innalzamento dei livello dei Golden state Warriors, ma la possibilità di giocarsi l’anello può fargli cambiare idea.

Anche Philadelphia si guarda intorno, nel tentativo di inserire i tasselli giusti in grado di fargli fare il definitivo salto di qualità. ‘Usato sicuro’ sembra essere la parola d’ordine dei Sixers, anch’essi in coda per Rose e Covington, e molto interessati a giocatori di complemento molto utili, come Jae Crowder ed Alec Burks. Sembra quindi questa l’interessante scelta della franchigia, che sta cercando giocatori duttili in grado di inserirsi subito nei meccanismi rodati della squadra.

Boston, nella bagarre della Eastern Conference (dalla terza alla sesta posizione ci sono una manciata di vittorie), è tra le squadre più attive di questa trade deadline. I problemi sono nella posizione di centro, dove al momento si stanno alternando Daniel Theis ed Enes Kanter. Nulla da dire: il loro lo fanno, ma se si vuole competere per le Finals c’è bisogno di ben altro. E la risposta potrebbe essere Andre Drummond, ormai stufo di perdere ai Detroit Pistons. Per arrivare al colosso da UConn, la concorrenza è alta, e Boston dovrà necessariamente sacrificare uno dei proprio pezzi da 90. Una scelta difficile per Danny Ainge, che valuterà quindi anche opzioni più a basso costo, che rischiano però di non cambiare le sorti dei Celtics 2019\20.

Conclusione

Si preannuncia quindi avvincente la trade deadline 2020 che, come abbiamo visto, vede tanto fervore nelle squadre di vertice. Attenzione comunque alle sorprese che possono uscire improvvisamente, ed ai movimenti delle squadre meno blasonate, che possono sfruttare questo momento per aggiudicarsi i pezzi pregiati presenti sul mercato. In ogni caso siamo sicuri che da qui al 6 febbraio, ne vedremo delle belle.

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