C’era una volta una squadra che in regular season aveva un record di 28 vittorie e 8 sconfitte, si trovava nettamente prima ad Est ed era 1-0 contro i principali rivali per il titolo. Sembra possibile che qualcuno possa lamentarsi di questa squadra? Si, se ha tra le proprie fila LeBron James.
Sono bastate 5 sconfitte nelle ultime 7 per attivare definitivamente l’allarme nella testa di LeBron, che vuole fortemente un playmaker che faccia rifiatare Irving. Il leader della franchigia campione 2015-2016 si è sfogato ai microfoni dopo la partita persa contro i Pelicans (senza Anthony Davis) 122-124. A dire il vero, James è scontento del roster dei Cavs già da alcune settimane, ma adesso lo ha ufficialmente palesato, anche con toni molto duri e senza mezze misure.

Il disappunto sul volto di LeBron James
Le dichiarazioni
Il Re, dopo la quarta tripla doppia stagionale firmata contro New Orleans (26 punti, 12 assist e 10 rimbalzi), ha dichiarato:
Siamo troppo (la parola usata da lui non è esattamente questa, nda) sbilanciati. Ci siamo io, Kyrie (Irving) e Kevin (Love), e quando non ci sono giocatori a disposizione, in regular season è un massacro. Spero che l’organizzazione non sia soddisfatta.”
I problemi del gm Griffin
Queste parole indicano il malcontento di un giocatore che vuole a tutti i costi un altro anello, e che cerca di eliminare i difetti della propria squadra. Il problema principale di Cleveland è che già è a circa 130 milioni di dollari di stipendi annuali (nessuno spende tanto), e le scelte rimaste da scambiare per avere un play di riserva sono quelle del 2021. La situazione perciò è critica, perché la dirigenza ha poche possibilità a propria disposizione:
- Accontentare LeBron e scambiare una scelta (poco appetibile) per un play che non è facile trovare sul mercato, o addirittura ottenerla sacrificando Iman Shumpert;
- Non accontentare LeBron, con tutte le conseguenze del caso.
Shumpert fa parte del quintetto titolare, è un ottimo difensore e nelle ultime 5 partite è sempre andato in doppia cifra dall’altro lato del campo; inoltre, lasciare andare lui non risolverebbe il problema a livello numerico palesato da LeBron.
Il Re ha ragione a lamentarsi?
Le conseguenze del problema dei Cavs si notano nel minutaggio necessariamente alto delle stelle della squadra: LeBron, nelle ultime 5 partite, è andato 3 volte sopra i 40 minuti; Irving ha giocato 41 minuti sia stanotte contro i Pelicans, sia contro gli Spurs; anche Love ha fatto gli straordinari contro New Orleans con 37 minuti sul parquet.

Questi dati ci fanno capire che probabilmente The King ha ragione (nonostante le rassicurazioni di coach Lue), ma, dopo aver analizzato la situazione dei Cavs, cosa potrà fare il gm David Griffin? A lui l’arduo compito.

