Jim Boeheim diventava coach di Syracuse il primo di aprile del 1976. Nello stesso periodo, da qualche parte in California Stephen Wozniak e Steven Jobs fondavano la Apple Computer, i Phoenix Suns raggiungevano per la prima volta nella loro storia le Finals NBA perdendo in sei partite contro i Boston Celtics di Tom Heinsohn e la rivale ABA chiudeva i battenti dopo nove anni di vita, non prima però di aver dato vita al primo storico Slam Dunk Contest. Il vincitore? Doctor J, ovviamente.
Una vita da Orange
L’introduzione era dovuta, una premessa indispensabile per poter bene individuare le coordinate temporali della carriera di Jim Boeheim. Attualmente è l’allenatore in attività con più anni di carriera nella stessa squadra, ben quarantuno. Dietro di lui Coach K, da trentasette a Duke. Ma Jim Boeheim è un caso a parte nel mondo sportivo. Il nativo di Lyons, New York, ha speso praticamente tutta la sua vita da adulto a Syracuse: prima come giocatore, poi come assistente di coach Roy Danforth dal 1969, e infine come allenatore. Dal 1962 a oggi Boeheim si è allontanato dalla sua alma mater per soli 3 anni, e cioè dal 1966 al 1969, quando era in forza agli Scranton Miners della ABL (dove vinse anche due titoli).
Dal 1969 collaboratore di Danforth, Syracuse si guadagnò la prima apparizione alla Final Four nella stagione 1974-75. Quando Danforth lasciò, nell’estate 1976, Boeheim ereditava una squadra che vantava cinque apparizioni consecutive al torneo NCAA. Con lui quella striscia arrivò a nove. Nel 1979 Syracuse fa parte delle squadre fondatrici della Big East Conference, insieme (ad esempio) a Georgetown University. Proprio gli Hoyas in quell’annata interrompono una striscia di 57 vittorie casalinghe consecutive per gli Orange. Era l’ultima partita giocata sul parquet della Manley Field House, che sarebbe stata sostituita a partire dall’anno successivo dal Carrier Dome. Era nata una rivalità che sarebbe esplosa durante gli anni ’80.

Nel brevissimo periodo lontano da Syracuse, Boeheim ha militato come guardia negli Scranton Miners, squadra della ABL.
Un titolo che continua a sfuggirgli
È proprio durante una delle partite di Big East contro gli Hoyas che Boeheim dimostra la sua caratura morale. Durante la stagione 1983-84 infatti, un giovane Patrick Ewing, centro dominante di Georgetown, è bersagliato ovunque vada da insulti razzisti. Al Carrier Dome un’arancia sfiora addirittura lo stesso Ewing mentre il lungo si prepara a tirare un libero. Così proprio non va. Coach Boeheim prende il microfono, raggiunge il centro del campo e minaccia di sospendere la partita, zittendo gli oltre 30.000 spettatori presenti, dimostrando di essere molto più che un semplice allenatore di basket.
Syracuse non fallisce mai la qualificazione al torneo NCAA. A partire dal 1982/83 saranno dieci le qualificazioni consecutive per gli Orange, serie interrotta nel 1992 solo a causa di alcune sanzioni. Manca solo il titolo. In un paio di occasioni gli Orange ci arrivano ad un passo. Nel 1986/87 Boeheim se lo vede sfuggire all’ultimo secondo, grazie al canestro decisivo di Keith Smart che a quattro secondi dalla fine consegna la vittoria a Indiana. Nel 1996 Syracuse torna a giocarsi la finale nazionale, questa volta però la favorita è la Kentucky di Rick Pitino (anche assistente di Boeheim durante nel 1976), che non fa sconti. Quei Wildcats hanno nelle proprie fila nove futuri giocatori NBA. Gli Orange, ancora una volta, si fermano a pochi passi dal traguardo.
La consacrazione di Jim Boeheim
Dalla seconda sconfitta in Finale NCAA a oggi ne sono successe di cose in quel di Syracuse. Boeheim aiuta la nazionale americana junior a vincere il mondiale in Giappone del 2001. Tornerà a occuparsi della nazionale maggiore (dopo essere già stato assistente di Krzyzewski per i mondiali dal 1990) sia come assistente che come dirigente delle operazioni cestistiche dal 2006 in poi, col ritorno di Coach K in panchina. Sempre nel 2001 gli viene diagnosticato un cancro alla prostata. Scoperto in tempo, nel pieno della stagione collegiale, Boeheim decide di operarsi immediatamente. Salta solo tre gare, dopo 10 giorni è di nuovo a bordocampo con i suoi Orange.
È qui che la nostra storia cambia definitivamente direzione. Nel 2002 Boeheim recluta un ragazzo con le treccine, di nomoe fa Carmelo. Non solo: Anthony è il giocatore del destino per Boeheim e per la storia degli Orange. Nel suo unico anno al college, Melo è dominante: 22.2 punti e 10 rimbalzi di media. Dopo soli 16 mesi dall’aver sconfitto il cancro, Jim Boeheim può finalmente alzare il titolo NCAA, il primo nella storia degli Orange. Nella finale del torneo contro Kansas (quella della stoppata di Hakim Warrick su Michael Lee) Syracuse vince 81-78. Anthony viene premiato Most Outstanding Player del torneo NCAA, e lascia per il Draft NBA.
Un nuovo millennio tra luci e ombre
Dopo i riconoscimenti ottenuti nel ruolo di allenatore per USA Basketball e il titolo NCAA, nel 2005 Boeheim viene indotto nella Hall of Fame di Springfield. Nel 2013 la squadra guidata da Michael Carter-Williams torna alla Final Four, il quinto e ultimo viaggio finora con Boeheim in panca. Contemporaneamente, delle indagini portate avanti dalla NCAA su alcune violazioni commesse dal programma comportarono, nel 2015 (dopo otto anni di indagini), una sanzione molto pesante per Syracuse. Ben 101 vittorie ottenute nel corso del decennio precedente furono cancellate. Boeheim si è sempre assunto le proprie responsabilità.
Giocatori non eleggibili in campo, come nel caso di Fab Melo (scomparso qualche settimana fa in Brasile); violazioni delle politiche antidroga; presunti aiuti monetari ad atleti del college da parte dello staff dell’università. Queste alcune delle cause delle sanzioni a Syracuse. Il 4 febbraio scorso, dopo una rimonta contro Virginia, il coach è arrivato alla sua millesima vittoria. Nonostante per la NCAA si tratti ‘solo’ della numero 899, membri attuali e passati degli Orange hanno fatto arrivare a Coach B le proprie congratulazioni, come se le sanzioni della lega non fossero mai state applicate.
Il commento di Coach B: “Brutte sconfitte. Pessime decisioni. Cose negative che sono accadute. Questa è la vita. Così vanno le cose. La chiave è superare tutto questo, per procedere alla prossima sfida. E sono stato sempre capace di fare tutto ciò”. Jim Boeheim si ritirerà l’anno prossimo, nel 2018, dopo 56 anni di permanenza semiininterrotta a Syracuse. Un allenatore speciale, un uomo vero. Una vera e propria colonna portante del college basketball.




