Squadra profonda, risultati altalenanti
Kyle Korver, Derrick Williams, Deron Williams, Andrew Bogut. I quattro acquisti che hanno reso i Cleveland Cavaliers la squadra più profonda della NBA. Quattro arrivi di buona qualità in ottica playoff, utili ad alzare la qualità della second unit della squadra dell’Ohio. Eppure, nelle ultime quattro partite, sono arrivate tre sconfitte. Se quella a Miami era stata “programmata”, dato che sono rimasti a riposo Irving e James, quella a Boston e quella alla Q Arena, sempre contro gli Heat, hanno fatto riemergere un vecchio problema dei Cavs: nelle sconfitte, in attacco, le due stelle del team vengono lasciate sole. Emblematica l’ultima sconfitta contro Miami, in cui Kyrie e LeBron hanno combinato 62 punti, ma, tra gli altri, nessuno ha segnato in doppia cifra. I compagni dei due fenomeni hanno inoltre combinato un 3/13 totale da tre punti (28%). Da queste cifre sembrano passati mesi dalla invece recente vittoria di Atlanta, con 135 punti segnati e 25/46 da 3 punti, frutto di ben sei giocatori dei Cleveland Cavaliers capaci di segnare almeno tre volte dall’arco. Cosa ci dicono queste cifre? Semplice, Irving e James hanno bisogno che i compagni approfittino delle attenzioni che la difesa riserva loro, segnando con costanza sugli scarichi. A Boston e contro Miami casualmente questo non è avvenuto e in due, a pallacanestro, difficilmente si vince. Ed è anche vero che è utile essere profondissimi ma, se le riserve non danno un contributo utile, allora si torna ad essere corti esattamente come prima.

Kyle Kover, col suo tiro da tre punti, è chiamato guidare la second unit dei Cleveland Cavaliers
Cleveland Cavaliers: preoccuparsi sì, ma non troppo
Le ultime sconfitte devono far riflettere i giocatori e lo staff dei Cleveland Cavaliers, ma la preoccupazione deve essere contenuta. Le due stagioni passate ci hanno mostrato che i Cavs iniziano ad inserire le marce alte in postseason, quando il loro leader, anzi, il loro Re decide che è il momento di accelerare. Nei due anni passati, Cleveland non ha mai raggiunto le 60 vittorie in Regular Season, un po’ per le proprie difficoltà tecniche, un po’ per la decisione di risparmiarsi in vista dei playoff. Proprio lo stile di LeBron James, che plasma la propria squadra anche da questo punto di vista. Quindi vale la pena di preoccuparsi troppo del recente calo? La risposta è no. L’impressione è che la squadra non stia sfruttando a pieno il proprio immenso potenziale. Ma ai playoff, anche per la mancanza di serie concorrenti, i Cleveland Cavaliers non avranno difficoltà ad arrivare alle Finals e lo faranno con il loro gioco, fatto di uno contro uno, scarichi e tiri da tre punti, quest’anno più che mai. Possono sorgere dubbi vedendo il minutaggio in questa stagione di James, il più alto da quando è tornato a Cleveland (37.6 minuti a partita), ma va detto che il Re spesso si riposa in difesa e, inoltre, non sembra accusare questo peso, dato che sta facendo una delle migliori stagioni della sua carriera (26 punti, 8.8 assist, 8.2 rimbalzi, 39.8% da tre punti); e pensare che non sta ancora giocando al massimo delle sue possibilità. A Cleveland devono riflettere, ma possono stare abbastanza tranquilli: In LeBron James, Kyrie Irving (and the others) they trust.

I Cleveland Cavaliers possono essere tranquilli in vista dei playoff, dove saranno guidati, come sempre, dal loro Re, LeBron James

