Domenica 21 Maggio, il mondo assiste, ad un inaspettato evento, i Cavs dopo aver dominato in lungo e in largo le prime 2 gare della serie si sciolgono letteralmente e perdono la prima partita della loro offseason dopo aver infilato 10 vittorie consecutive, come se non bastasse, la stella più luminosa della costellazione “celtica” non era presente causa infortunio. Il primo indiziato del fallimento della franchigia sita nello stato dell’Ohio è stato il Re che fa registrare una partita con “solo” 11 punti 6 assist 6 rimbalzi e 6 palle perse il tutto con un 4/13 dal campo (0/4 da 3). Aldilà dei numeri, però c’è una partita, un contesto all’interno del quale collocare questi.
Ovviamente non è solo sua la responsabilità del crollo, tutta la squadra è parsa distratta (come al solito) solo che questa volta i ragazzi di coach Lue non hanno avuto modo di fare affidamento sulla presenza “mentale” oltre che fisica del 23 ma andiamo per ordine. Sono 3 gli aspetti della partita di LeBron James che mi hanno colpito.
1. Un’insolita insicurezza in se, come gli accadeva i primi anni della sua carriera quando forzava le giocate per poi cambiare idea all’ultimo istante. La sua capacità di leggere difese e attacchi lo rendono “ingestibile”, costringendo le squadre avversarie ad un semplice “Pick your Poison”. Ieri sera, invece, è sempre sembrato indeciso sul da farsi, in questo modo ha servito molti brutti palloni ai suoi compagni contribuendo negativamente all’armonia offensiva dei Cavs.
2. La pigrizia; in diverse situazioni il Re è rimasto più del dovuto a terra o a discutere con gli arbitri mentre i Celtics correvano in transizione, anche in difesa è stato “richiamato” da Kyrie durante il terzo quarto perché per andare in suo aiuto (in situazioni in cui non ne aveva bisogno) aveva lasciato il suo uomo solo sul perimetro con conseguenti tiri aperti.
3. Durante il terzo quarto, a mio modesto parere, era necessario fare qualche cambio; dare più minuti a Deron, ad esempio, avrebbe levato la palla dalle mani di James o di Kyrie permettendo a questi di potersi rendere pericolosi off the ball o semplicemente per recuperare fiato e mettere in ritmo tutti i giocatori a disposizione. Comunque questa sconfitta potrebbe essere un’ottima medicina ai cavs che dopo aver ucciso ogni forma di competizione sono stati costretti, come detto da Kyrie nelle interviste post partita, a mangiare “A slice of humble pie” (una fetta di torta di umiltà). Questo dolce indigesto, sicuramente servirà come sveglia per LeBron e i suoi Cavs e da questa partita ne usciranno più forti.
I danni di questa sconfitta, comunque, potrebbero essere causare conseguenze molto spinose, se Golden State, come presumibile, chiuderà la serie in Texas a gara 4 potranno godere di una pausa di una settimana in più rispetto ai Cavs permettendo ai vari Iggy, Durant e Curry di poter recuperare al meglio dopo gli acciacchi patiti durante i PO. Della prestazione della scorsa sera non tutto è comunque da buttare, più della prestazione di Kyrie mi vorrei soffermare un minuto sulla grande partita di Kevin Love e della sua crescita durante questi PlayOff.
Fattore Kevin Love
Oltre a rimanere una minaccia sul perimetro e una sicurezza sui rimbalzi difensivi (uno dei pochi ad essere talmente bravo a tagliar fuori da non dover aver bisogno di saltare per prendere i rimbalzi) il suo miglioramento in avvicinamento spalle a canestro e soprattutto l’attenzione in difesa lo stanno trasformando da bella promessa (mai mantenuta) ad un vero campione. Ovviamente non parliamo di un difensore tenace come Draymond Green o una torre come Gobert ma l’attenzione è alta e anche la comunicazione è migliorata, le prossime partite saranno cruciali per valutare e consolidare questi cambiamenti. Un’ultima osservazione notata mentre guardavo il replay di un air ball su un tiro libero del 23 durante il terzo quarto. Subito dopo aver dato il cinque ai compagni si gira verso la panchina, cerca lo sguardo di qualcuno e gli fa un cenno negativo, da li in poi prenderà solo un altro tiro. Andando a spulciare altre situazioni di questo tipo ho notato che questa comunicazione già si era presentata in altre 2 occasioni, sempre in seguito a pessimi tiri. Problema tecnico o forse c’è altro? Magari qualche acciacco fisico? Lo scopriremo solo guardando le restanti partite della serie!

Feb 3, 2016; Charlotte, NC, USA; Cleveland Cavaliers forward LeBron James (23) gets a high five from his teammates guard Kyrie Irving (2) and forward Kevin Love (0) after scoring during the second half of the game against the Charlotte Hornets at Time Warner Cable Arena. Hornets win 106-97. Mandatory Credit: Sam Sharpe-USA TODAY Sports

