Italia contro Finlandia, questo pomeriggio la squadra azzurra, allenata da coach Messina, si gioca le sue carte per passare il turno ed entrare nelle magnifiche otto che si giocheranno i quarti di finale.
Ecco le parole di Messina, coach della Nazionale italiana di basket riportate da La Repubblica: “Siamo arrivati ad avere gerarchie chiare, i veterani che guidano il gruppo, gli esordienti che seguono, mettendoci voglia, ed anche iniziativa, e uno staff che mi sta rendendo felice di vivere qui questi miei ultimi giorni in azzurro, a partire da Roberto Brunamonti, che conoscevo bene come mio giocatore, che conosce bene me, e che è il team manager giusto per darmi una mano robusta nella gestione del gruppo. Siamo arrivati qui facendo ognuno il suo, non mi interessano le classifiche del talento, o della stazza fisica, rispetto alla concorrenza, perché c’erano limiti che conoscevamo. Solo con la Germania mi sono preoccupato, perché eravamo usciti dal controllo del match, l’unica volta in cui li ho visti innervositi. Conto che non ricapiti domani, cercherò anch’io, nel caso, di aiutare i ragazzi a ritrovare la serenità, come non mi riuscì coi tedeschi, e intanto dico chiaro che la Finlandia è forte, come attestano i suoi risultati, e come profilo un po’ simile a noi. La chiave sarà togliere loro percentuale nei tiri da tre, così come mantenere noi la nostra, perché tanto si tirerà, dall’arco.”
Messina parla poi del pericolo pubblico numero 1: “Di Markkanen avete visto tutti, credo avrà subito un ruolo nella Nba, anche se non saprei dire quanti minuti, in una squadra in costruzione come Chicago. Però ha numeri veri e cresce in fretta. Per marcarlo abbiamo ovviamente Melli, un po’ Biligha, ma soprattutto la difesa di squadra, concludendo che dovremo anche attaccarlo, prendergli falli, farlo lavorare dietro. Capisco che il nome Finlandia non evochi un’avversaria di grido, e so pure che, se una volta si perdeva, i tre inviati al seguito ti rifilavano un quattro e mezzo e adesso ci sono quindicimila followers a dire sui social che non hai capito nulla, ma tante nazionali crescono, hanno federazioni che curano bene selezione e reclutamento, mandano i migliori in America”.

