Grecia-Russia è il terzo quarto di finale di Eurobasket 2017. Entrambe le squadre hanno fatto vittime eccellenti nei rispettivi ottavi di finale: mentre i Greci hanno eliminato la favorita Lituania, i Russi hanno dominato una Croazia svuotata di voglia ed energie mentali e fisiche. La partita si preannuncia interessante, per due squadre tecnicamente agli antipodi, ma che hanno trovato fiducia ed entusiasmo in una competizione che per entrambe si è sviluppata in crescendo.
QUI GRECIA
Dire che la fase a gironi non sia stata molto felice per la Grecia par quasi un generoso eufemismo, anzi lo è. Giunta agli ottavi battendo la Polonia in uno scontro diretto, la nazionale ellenica, agli ottavi, sembrava già spacciata contro la Lituania, parsa fino a quel momento più in palla. Eppure i Greci hanno trovato qualcosa in più, alzando il tono difensivo, correndo in transizione ed affidandosi alle armi offensive che danno loro certezze.
E sono proprio queste le certezze da cui ripartire contro una Russia che potrebbe tecnicamente essere un difficilissimo cliente per il gioco greco. Prima di tutto, la difesa dovrà essere almeno pari e non inferiore a quella vista agli ottavi. Specialisti della materia come Mantzaris ma anche Sloukas e Antetokounmpo dovranno portare quell’aggressività sugli esterni, che tanto era mancata nella prima fase, per permettere alla propria squadra di trovare punti in transizione.
Ed è dall’attacco nei primi secondi che gli Ellenici devono ricavare diversi punti, non solo andando al ferro e subendo falli, ma anche e soprattutto per dare ritmo ai loro micidiali tiratori, primo fra tutti Papanikolaou. La transizione secondaria potrebbe essere poi occasione per attivare il micidiale pick and roll di Sloukas, i cui palleggi arresto e tiro dietro al blocco costituiscono un’alternativa in più rispetto alle situazioni in cui il palleggiatore è Calathes.

A guidare la Grecia in attacco e in difesa dovrà essere ancora un maestoso Sloukas, grande spauracchio per la difesa della Russia
I problemi maggiori si pongono nell’attacco a difesa schierata. A metà campo la difesa della Russia ha dimostrato di essere una delle migliori delle competizione. La Grecia, dal canto suo, cercherà di appoggiare spesso la palla in post-basso con Bourousis e Papagiannis, ma anche con i suoi esterni, soprattutto Printezis, per costringere la difesa a chiudersi. La Russia, però, ha stazza sugli esterni ed ha in mezzo all’area un totem come Timofey Mozgov, perfettamente in grado di reggere l’uno contro uno. Quando sarà possibile, la difesa schierata avversaria dovrà essere evitata, a costo di alzare il punteggio del match, situazione che vedrebbe la Grecia avvantaggiata.
QUI RUSSIA
L’Eurobasket della Russia è stato un continuo crescendo, fin dalla fase a gironi, in cui la squadra di coach Bazarevich ha dimostrato di avere un’identità di gioco chiara e ben definita, con gerarchie certe e mai in discussione. E grazie a questi elementi la i Russi hanno potuto infliggere una severa sconfitta alla Croazia, contro la quale hanno imposto il proprio ritmo e le proprie idee tattiche.
Il primo elemento di sicurezza è una difesa a metà campo di altissimo livello. Bazarevich è bravo a sfruttare i centimetri ed i chili che ha disposizione fra lunghi ed esterni per rendere difficile agli avversari il gioco interno e l’uso di penetrazioni al ferro. A guidare la difesa ci sono prima di tutto Kurbanov e Mozgov, sempre bravi ad usare la loro fisicità. Nonostante la stazza, la difesa della Russia presenta una certa efficienza anche sugli esterni, dove l’efficienza di Kulagin e la “classe operaia” in uscita dalla panchina la fanno da padrone, riuscendo anche a nascondere le mancanze difensive solitamente palesi di Shved.
D’altronde è dal giocatore del Khimki che parte perlopiù l’attacco russo. Shved sta dimostrando una maturità che sembrava ormai elemento per sempre estraneo alla sua carriera. Crea molto per se stesso e prende diversi tiri, ma è diventato bravo a leggere le difese e a servire spesso il compagno più libero (12 assist contro la Croazia). Arma letale il suo pick and roll con Mozgov, da cui nasce la maggior parte delle situazioni favorevoli all’attacco russo. Ad aiutare le due stelle ci sono i comprimari, che dovranno essere bravi a segnare i tiri aperti. Tra loro spicca Fridzon, lupo di mare dei parquet europei, sempre efficiente in uscita dalla panchina.

La Russia si affida alla propria difesa e all’immenso talento di Aleksei Shved
La chiave di tutto sarà cercare di tenere un ritmo molto basso, quello a cui la Russia si trova meglio e la Grecia peggio. Le due nazionali sono agli antipodi come concezione di gioco e ciò rende questo quarto di finale il più interessante da un punto di vista tattico. Impedire alla Grecia di trovare punti in transizione e costringerla ad una sfida basata sulla difesa a metà campo e sulla creazione individuale dal palleggio metterebbe la Russia in una posizione di vantaggio. Fatto ciò, la fisicità russa limiterà la creazione greca dal post-basso. Una volta arrivati in attacco, palla a Shved, che dovrà illuminare se stesso, compagni e tifosi.

