New York Knicks: Prison Break

di Luca Castellano

Michael Scofield, brillante e intelligente ingegnere, viene a conoscenza dell’omicidio di Terrence Steadman, organizzato e compiuto secondo fonti investigative da suo fratello Lincoln Burrows. Lo stesso Michael, grazie alla sua mente sagace, finge una rapina in banca con il tentativo di entrare nel penitenziario di Fox River e di liberare suo fratello, condannato a morte. Il tentativo di fuga (inizialmente riuscito) costringerà Michael e suo fratello alla reclusione in carcere con il tentativo di una nuova fuga verso Panama. In una situazione molto verosimile alla serie tv Prison Break si trovano ora i New York Knicks di coach Jeff Hornacek che, guidati dalla luce e dal talento cristallino di Kristaps Porzingis, vogliono evadere dalla mediocrità e ritornare il più presto possibile tra le migliori otto squadre della Eastern Conference. Dopo una stagione decisamente disastrosa, proprio come uno dei piani incredibilmente realizzati da Michael Scofield.

I Knickerbockers infatti hanno rivoluzionato totalmente il loro progetto, ripartendo dalle ceneri della stagione precedente. Dopo il licenziamento in estate di Phil Jackson colpevole di tre anni gestionali pessimi, l’arresto di Charles Oakley nel corso della stagione e gli addii di Derrick Rose, Justin Holiday e Brandon Jennings, anche Carmelo Anthony in queste ultime settimane ha abbandonato la prigione del Madison Square Garden. In un terremoto di simili dimensioni l’unica nota lieta è l’arrivo di Scott Perry nel ruolo di GM e una squadra giovane e di belle speranze, pronta a ripartire con alla ricerca di un’annata meno travagliata rispetto a quella precedente.

I galeotti aiutanti di Kristaps Porzingis saranno i confermati Courtney  Lee e Willy Hernangomez, capaci di ottime giocate nel corso della prima gestione di Hornacek, oltre ai nuovi arrivati Doug McDermott e Enes Kanter. Quest’ultimo sarà molto importante nelle rotazioni di questa prossima stagione data la tanta esperienza accumulata a Oklahoma City e il brutto apporto di Joakim Noah nella passata stagione. Tanta attesa anche per Frank Ntilikina arrivato dal draft e del ritorno a suon di milioni di Tim Hardaway Jr, che costerà ai Knicks ben 81 milioni di dollari nei prossimi tre anni.

Kristaps Porzings, ormai divenuto il vero e proprio uomo franchigia dei Knicks.

Dopo la questione riguardante il famigerato attacco triangolo di Jackson, che doveva essere necessariamente utilizzato da Jeff Hornacek, i Knicks in questa stagione ripartono da una sola certezza: Kristaps Porzingis. La sua grande duttilità sia sotto le plance sia lontano da canestro, ne fanno uno dei giocatori più completi in NBA.

Grazie alle sue ottime percentuali al tiro (ben 45% dal campo nella scorsa stagione con un discreto 35.7% dall’arco) e una media di 18 punti a partita in 66 apparizioni nella passata stagione, sarà il big man lettone il punto di riferimento su cui si affiderà tutto il roster newyorkese. Sia in attacco, sia in difesa. In tutto ciò è fondamentale la sua grande capacità di conquistare rimbalzi offensivi e difensivi, che hanno permesso ai Knicks di essere più lucidi nei secondi possessi e di realizzare molto più spesso in transizione o sugli scarichi dal post. Questa grande cattiveria mostrata nella lotta a rimbalzo da Porzingis e soci ha permesso ai Knicks nella scorsa stagione di affermarsi la quinta forza della NBA alla voce rimbalzi conquistati. Tutto ciò potrebbe essere d’auspicio per la velocità in contropiede degli esterni Ntilikina, Lee e Hardaway Jrcapaci di colpire anche benissimo dalla lunga distanza:  l’assenza di un realizzatore top come Anthony potrebbe essere compensata in questo modo.

Sarà fondamentale dunque per i nuovi Knicks avere un’ottima gestione del possesso, giocando molto di più di squadra e utilizzando così sempre meno isolamenti rispetto alla passata stagione. La palla finirà in post basso per i vari Hernangomez, Kanter e ovviamente per lo stesso post Porz che, inoltre, grazie alle sue capacità in pick and pop, avrà il compito di aprire il campo.

Interessante sarà vedere come Ntilikina si inserirà in squadra. La point guard franco-belga, classe 1998, è uno prospetti più intriganti da seguire. Nonostante una media punti non elevata ( soltanto 5.4 punti con la casacca dello Strasburgo), il buon Frank  è pericoloso al tiro, anche se deve lavorarci su. Ma soprattutto, capace di gestire la manovra e di eseguire con fluidità gli schemi: nella passata annata in Francia ha fatto registrare una media di 1.1 punto realizzato del 70% dei possessi gestiti nella passata stagione, innalzando così notevolmente la qualità del gioco. Questo potrà agevolare la circolazione di palla da parte dei Knicks. Inoltre, grazie alla sua struttura fisica (significativa la sua apertura alare, 216 cm) può essere un fattore difensivo. L’ottava scelta dell’ultimo draft sarà affiancata gli esperti Jarrett Jack e Ramon Sessions, che vestiranno i panni da mentore per il ragazzo, che non verrà lasciato solo al debutto coi ‘grandi’.

Grande attesa anche per il ritorno di Hardaway Jr., che insieme a Lee cercherà non solo di alzare notevolmente la qualità e le percentuali dalla lunga distanza (quasi il 35% di tiri realizzati dall’arco nella passata stagione), ma anche di dimostrare di essere una bocca di fuoco abbastanza calda per l’attacco.

Ultimo ma non trascurabile fattore di questa nuova stagione sarà la disciplina. I Knicks infatti lo scorso anno hanno fatto registrare l’invidiabile record di franchigia NBA con più multe e sospensioni ricevute nel corso della stagione. Questo fattore, insieme alle giocate decisive negli ultimi secondi del match, potranno essere elementi importanti per la stagione dei Knicks.

Bisognerà vedere quali saranno le intenzioni della società: cercare di mettere le basi per il futuro e quindi tankare per assicurarsi una scelta alta in ottica rebuilding, o giocarsi le residue chance di strappare un pass per i playoff.

 

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2 commenti

alemong 5 Ottobre 2017 - 13:54

Bellissima storia,documentata alla perfezione!

Risposta
Luca Castellano 5 Ottobre 2017 - 15:37

Grazie mille ! 😉

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