La stagione NBA per i Cleveland Cavaliers non è iniziata nel migliore dei modi, o almeno, non come si sperava. Sappiamo benissimo che l’estate è stata caratterizzata principalmente dall’addio di Kyrie Irving e dall’approdo in Ohio di Isaiah Thomas, Jae Crowder, Dwayne Wade e Derrick Rose, su tutti.
Ovviamente queste prime uscite stagionali di certo non fanno dormire sogni tranquilli, ma ci sono almeno quattro motivi per cui i Cleveland Cavaliers a giugno giocheranno ancora una volta le NBA Finals.
1) Il ritorno di Isaiah Thomas
Come detto prima, a Cleveland quest’estate c’è stata una bella rivoluzione. Tutto è partito dalla partenza di Irving nella trade con i Boston Celtics. Proprio la nuova destinazione del talento di Duke sarà una delle principali antagoniste dei Cavaliers.
All’interno della suddetta trade, in quel di Cleveland sono arrivati Isaiah Thomas, Jae Crowder e Ante Zizic.
Rimanendo sui nomi dei giocatori coinvolti, chi ci ha guadagnato tra Cavs e Celtics è davvero dura dirlo, se però consideriamo che Thomas tornerà a disposizione di coach Tyronn Lue a fine anno, i conti sono decisamente più semplici.
Ecco, questa è una delle ragioni per cui Cleveland può sperare di giocarsi le Finals: nonostante l’infortunio, prima o poi il giocatore di Tacoma, rientrerà e darà una gran mano alla sua nuova franchigia. E sappiamo tutti quanto il piccolo grande uomo possa fare la differenza se in salute.
2) La sfortuna altrui: ovvero l’infortunio di Gordon Hayward
I Boston Celtics, dicevamo, saranno con ogni probabilità i veri antagonisti dei Cleveland Cavaliers.
I ragazzi di coach Brad Stevens con gli innesti di Kyrie Irving, Gordon Hayward ed un’ottima scelta al draft come Jayson Tatum, possono ambire davvero a detronizzare LeBron James e compagni. Almeno, potevano.
La sfortuna però si è abbattuta su Boston dopo appena cinque minuti dalla prima palla a due della stagione. Nella partita inaugurale infatti (proprio tra Celtics e Cavaliers) Gordon Hayward si è procurato un’infortunio orrendo alla caviglia sinistra.
Per il talento ex Utah Jazz purtroppo, la prima stagione in maglia biancoverde, è ampiamente compromessa. Questa frattura costerà cara anche ai Celtics, dando così un vantaggio in più ai Cleveland Cavaliers.
3) La profondità e l’esperienza del roster dei Cleveland Cavaliers
I Cleveland Cavaliers, non va dimenticato, hanno un roster lungo e una panchina profonda.
Le alternative che ha Lue sono svariate. Basta pensare che nel ruolo di playmaker i Cavs potranno contare su Isaiah Thomas (al momento infortunato), Derrick Rose e anche Jose Calderon.
Le rotazioni dunque sono ampie, più o meno in tutti i ruoli. Cleveland dunque potrà fare affidamento su diversi elementi anche con una bella esperienza, come per esempio Jeff Green, Dwayne Wade e gli stessi Calderon e Rose. In una Eastern Conference con poche squadre all’altezza, questi due fattori possono pesare enormemente in favore dei Cavs.
4) LeBron James
Bastano un nome ed un cognome: LeBron James. Non c’è bisogno di molte spiegazioni per questo. Per i Cleveland Cavaliers avere il numero 23, miglior giocatore sul pianeta Terra, non può che essere un fattore di grandissimo vantaggio. Se poi consideriamo che il Prescelto è da sette anni consecutivi che arriva all’evento decisivo di inizio estate, non è difficile pensare che possa allungare ancora la sua striscia di Finals.
Il ragazzone di Akron infine, ha ancora una fame di vittoria che in pochi hanno e cerca disperatamente il quarto titolo in carriera.





















