Niente miracolo. La Reyer esce dall’Eurocup Women dopo aver perso anche al ritorno contro una London chirurgica, qualitativamente superiore e più fisica delle oro-granata. Le lagunari ci provano, giocano una pallacanestro magari non spettacolare, ma per 26′ restano quantomeno agganciate prima di perdere le distanze. Le londinesi sfruttano una serie di triple (5) che nel primo tempo non erano entrate per creare il solco decisivo e stendere per la seconda volta in sei giorni la formazione veneziana.
Finisce 71-59 per la formazione di coach Kaltsidou, che porta in doppia cifra Gustafson con 19, Winterburn con 17, 4 rimbalzi e 5 assist e la solita Fagbenle che chiude a quota 14 con 9 rimbalzi. Tre in doppia cifra anche per Mazzon, che ne ha 21 con 13 rimbalzi da una devastante Shepard, 13 da Berkani e 12 da Villa. Seconda eliminazione consecutiva per la formazione veneziana in semifinale di Eurocup Women: per arrivare all’ultimo atto manca forse qualcosa in termini di fisicità e scaltrezza.
London-Reyer, chiavi e post game
Passaggio del turno ampiamente meritato per London, che soffre tantissimo l’aggressività della Reyer nei primi 20′ prima di scavare il solco con le bombe di Winterburn, Meyers, Fagbenle e Snytsina. Le oro-granata hanno il merito – dopo un avvio decisamente a rilento e sofferto – di restare agganciate al match, imponendo il proprio livello di freschezza, attenzione e qualità, mettendo la testa avanti con una Shepard devastante ed una Villa che non perde certo l’occasione per mostrare tutte le sue qualità e la sua personalità.
Nella ripresa approccia bene la squadra lagunare, ma è una bomba di Fagbenle a rovesciare l’inerzia, togliendo i freni alla squadra britannica, che poi viaggia a gonfie vele verso la fuga. Le oro-granata si disuniscono, perdono diversi palloni banali, prestando il fianco al ritmo londinese, che significa tiri ad alta percentuale e soprattutto grande fiducia incamerata verso il finale di match. Se nei primi 20′ la squadra di Mazzon si è trovata con sole 3 perse ed altrettanti recuperi, la differenza in negativo la hanno fatta gli 8 possessi persi nella ripresa.
Difficile contenere il pick and roll dinamico ed atletico per le lunghe Fagbenle e Gustafson, che hanno dominato scavando il solco. I problemi principali per le oro-granata si sono visti nel momento in cui Shepard (37′ in campo) ha perso lucidità e Villa non è più riuscita ad incidere per meriti difensivi avversari: troppe giocatrici sotto lo standard abituale non hanno permesso di mantenere alto il livello e l’impatto nelle due metà campo è andato in calando. Pesanti i soli 9 punti combinati da Kuier, Fassina, Makurat e Pan con un brutto 4/16 dal campo oltre ad un insufficiente 19% da oltre l’arco, che è molto al di sotto rispetto all’abituale 38%.
Nel complesso resta un torneo decisamente buono per la squadra lagunare, che però ha pagato in termini di qualità, fisicità e soprattutto scaltrezza nei momenti cruciali negli 80′: non va comunque dimenticato che questa London è costruita per giocare al piano superiore.
Nel post match un pizzico di amarezza e delusione da parte di coach Mazzon: “Dobbiamo riconoscere il grandissimo livello della squadra di Londra, formazione costruita per l’Eurolega, hanno tante giocatrici di spessore e talento. Gli auguro di arrivare fino in fondo e vincere la coppa. Sono imbattute e hanno un modo di giocare che non è facile vedere nel basket femminile con grande fisicità ed atletismo. Ho detto alle ragazze che hanno provato a dare il massimo e a fare delle buone cose. Avevamo impostato bene la partita, concludendo il primo tempo alla grandissima, trovando buoni tiri da tre anche se poi non sono entrati, concedendo a loro solo due triple e facendo solo tre palle perse. Siamo stati in grado di reggere al loro impatto fisico. Abbiamo iniziato bene il terzo quarto prendendo l’inerzia della gara, sono arrabbiato per come abbiamo giocato dopo, abbiamo fatto 8 palle perse banali, non abbiamo visto le linee di passaggio, ci hanno messo ko le cinque triple nella frazione. Abbiamo eseguito tutto bene per poi arrivare in quel momento lì e non avere avuto la giusta concentrazione. E’ vero che la pallacanestro è domani, ognuno ha imparato qualcosa da questa gara, dobbiamo resettare e prepararci per la prossima partita. Ci aspetta una trasferta tosta a Campobasso”.


