Dei funzionari dell’ambasciata USA in Russia hanno potuto visitare Brittney Griner in carcere nella giornata di giovedì.
Si è trattato della prima volta dalla condanna a 9 anni e mezzo di carcere, poi ridotta a 8, ricevuta dalla giocatrice WNBA ad agosto per possesso e trasporto di sostanze stupefacenti in Russia, per la precisione meno di un grammo di olio di hashish contenuto in alcune cartucce ricaricabili per sigaretta elettornica.
Per parola del portavoce del dipartimento di Stato degli USA Ned Price, durante la visita in carcere i funzionari hanno potuto apprezzare “la tenacia e la perseveranza” di Brittney Griner “nonostante la sua situazione e le circostanze“. Price ha garantito inoltre che l’amministrazione Biden proseguirà a lavorare per il rimpatrio della star del basket femminile USA, e di Paul Whelan, altro cittadino americano detenuto in Russia e condannato per spionaggio nel 2020 a 16 anni di prigione.
Secondo la portavoce della Casa Bianca Karine Jean-Pierre “Brittney Griner se la sta cavando bene, tenendo conto delle circostanze in cui si trova“, e ha definito la sua detenzione “inaccettabile e ingiusta“, come sempre sostenuto da Washington sin dal suo arresto a febbraio all’aeroporto Sheremetyevo di Mosca.
L’offerta di un scambio di detenuti con Mosca per il rimpatrio di Griner e Whelan “resta in essere” per la Casa Bianca, ma al momento la Russia non ha dato alcun seguito alla proposta inoltrata già in agosto dal segretario di Stato Antony Blinken, e non ci sarebbero pertanto progressi nei negoziati.

