La WNBA Prioritization è per la commissioner Cathy Engelbert “un compromesso necessario” tra la lega e i proprietari delle squadre, previsto dal contratto collettivo di lavoro CBA.
La commissioner WNBA ha parlato prima dell’inizio delle Finals tra Aces e Sun come di consueto, affrontando i tempi più importanti.
Tra i più scottanti anche come tempistica, con la stagione WNBA 2022 che va ad esaurirsi, c’è l’annuale “esodo” di tante giocatrici verso i campionati europei e internazionali (Cina soprattutto) per il periodo invernale. Dal 2023 entrerà infatti in vigore la regola della WNBA Prioritization che obbligherà le giocatrici sotto contratto con un team WNBA, che hanno almeno 3 anni di esperienza nella lega, a presentarsi in tempo ai training camp di fine aprile per la stagione 2023, pena l’ineleggibilità a giocare.
Regola che ha creato malumori, come quelli di veterane e star come Breanna Stewart, Emma Meesseman e Courtney Vandersloot per fare alcuni nomi, secondo cui la Prioritization “va contro gli interessi“, anche economici, delle atlete, che in Cina e Europa guadagnano spesso di più che nella WNBA.
WNBA, Engelbert: “In contatto con Brittney Griner, al corrente degli sforzi”
Cathy Engelbert ha spiegato come l’introduzione della regola fosse prevista dal Collective Bargain Agreement, come tutela per i proprietari delle squadre “in cambio” degli investimenti necessari per sostenere la crescita della lega. “La mia opinione è che i proprietari abbiano preso davvero sul serio il loro impegno (…) e il risultato di questo impegno è stata la Prioritization. Di fatto il solo presentarsi in tempo per la stagione, nessuno vuole togliere alle giocatrici la possibilità di giocare all’estero“. Engelbert ha parlato di “piccoli passi” verso un aumento degli stipendi per le giocatrici WNBA, “per dare loro delle ragioni in più per restare qui e dare la priorità alla WNBA. Quest’anno la spesa per i contratti legati al marketing e alla promozione rivolti alle atlete si avvicinerà a 1.5 milioni di dollari“.
La commissioner ha anche parlato della questione Brittney Griner, che sta scontando le prime settimane di una pena di 9 anni per possesso e traffico di sostanze stupefacenti in una colonia penale in Russia, mentre la diplomazia USA è al lavoro per organizzare uno scambio di detenuti con Mosca. “Ho ricevuto di recente una sua lettera, sono davvero ispirata dal suo coraggio. Siamo assolutamente determinate a fare di tutto per riportarla a casa, lei è e resta una parte importante della famiglia WNBA“.
“Stiamo pressando il Dipartimento di Stato a tutto campo“, ancor Engelbert “E lavoriamo con loro, davvero non potrei chiedere di più a questa amministrazione in termini di sforzo, C’è bisogno che siano i russi a fare un passo in più e a venire a patti col Presidente (…) Brittney è a conoscenza di tutti gli sforzi fatti dalla lega e da me in prima persona, la sua lettera si chiudeva con un ‘resto forte’ che mi ha commossa“.
Un altro tema affrontato, pur senza novità sostanziali come ammesso dalla stessa commissioner, è quello dell’espansione della WNBA oltre alle 12 squadre attuali. L’orizzonte resta il 2025, e le città papabili a ospitare in futuro una nuova franchigia “almeno 10“. Un annuncio verrà fatto “quando ci saranno accordi precisi con i possibili proprietari” e il processo “è in corso su diversi aspetti, come il draft di espansione, le informative che andranno fatte a loro tempo ai front office (…) ma c’è decisamente interesse“.
Tra le città c’è anche Toronto, che nel frattempo ospiterà una partita di pre-season 2023, la prima volta in Canada per la WNBA.

