L’evento più atteso dagli amanti dello spettacolo ad ogni costo: parliamo ovviamente dell‘All Star Game. Nelle ultime edizioni si è disputato a New Orleans, poi a Charlotte e nel 2020 tornerà in una grande città che vive di basket. Chicago 2020 All Star Game da non perdere, con tanti nuovi protagonisti: uno su tutti Zion, pronto ad esibirsi, anche se non lo ha ancora confermato, alla gara di schiacciate, uno dei momenti più attesi da tutti gli appassionati.
Quella appena trascorsa è stata l’ultima notte in cui Toronto è stata il centro del mondo del basketball, la storica sfida East VS West ha visto i giocatori della conference occidentale, guidati da Kobe Bryant nel suo ultimo ASG, vincere una partita caratterizzata da una difesa (ovviamente) inesistente e quindi da un punteggio esorbitante: 196 -173 per l’esattezza.
Il titolo di MVP è andato a Russel Westbrook, migliore dei suoi con 31 punti, 8 rimbalzi, 5 assists e 5 palle rubate.
Ma è tra i giocatori della Eastern Conference che troviamo il miglior giocatore della notte: la superstar di Indiana, Paul George, è stato autore di una prestazione storica con 41 punti (uno in meno del record di Wilt Chamberlain del 1962) e, con un ottimo 9 su 19 tiri da dietro l’arco, ha stabilito sia il record per il maggior numero di triple tentate (19), sia il record per maggior numero di triple realizzate (9) in un All-Star Game.
Per chi ancora non l’avesse capito, Paul George is back.

Il 65° NBA All-Star Game di Toronto, in programma questa domenica, oltre a tutto il weekend di eventi, sarà visibile grazie al pacchetto All-Star di NBA LEAGUE PASS (
Di seguito alcuni numeri e curiosità riguardanti l’NBA All-Star 2016:
Giocatori dell’NBA All-Star
amente sotto i 25 punti. Chi lo vede giocare capisce che uno così passa solo una volta ogni 50 anni. E lo capiscono anche i college: Kentucky, Clemson, Mississippi State farebbero carte false per averlo, ma Michelle Lambert (la “nuova mamma”) lo spinge a Marquette, dove secondo lei Butler può ricevere la preparazione accademica migliore nel caso in cui non vada bene con il basket. A Marquette si ritrova in conflitto con coach Williams che lo lascia in panca l’intero anno da sophomore. Butler però è fortissimo, è solo questione di tempo. Ed infatti nell’anno da senior diventa l’uomo immagine della squadra al punto di cominciare a ragionare in ottica DRAFT. E infatti dopo una stagione eccezionale con medie di più di 30 punti a partita, si dichiara eleggibile per il DRAFT 2011.







