Jack è un anziano di 70 anni. Ha appena passato le ultime due ore alla guida, solo per guadagnare qualche soldo “Il business dei taxi è a dura prova, dopo l’arrivo di Uber. Io sto lavorando più di quello che dovrei alla mia età, ma sono contento di fare questo giro verso l’aeroporto, lontano dal traffico e dal centro in fase di ricostruzione

Racconta di non avvicinarsi mai alla Quicken Loans Arena durante le partite dei Cavs “Troppo affollato, troppa follia… Ma non preoccuparti, questa sarà l’ultima volta che Cleveland giocherà delle Finals per un pò di tempo. Te lo dico: questa è Cleveland, Ohio. La gente ci ripone tutte le proprie speranze. Tutta questa gente avrà il cuore spezzato. Loro non capiscono. Cleveland non vincerà mai nulla. E’ scritto nei tarocchi. Certo, vorrei che Cleveland vincesse il titolo, ma non succederà. E dopo aver perso, LeBron ci abbandonerà perchè capirà che non si può vincere qui“.

Non ha molte speranze Jack, nemmeno il giorno in cui Cleveland ha la più grande possibilità di interrompere 52 anni di miseria sportiva.

Girando per la città, tutti indossano qualcosa di Cleveland e gridano “All In” come modo di salutarsi. Anche Jason Herron, che nel 2010 passò alla storia per aver bruciato la maglia di Lebron in diretta nazionale, è tornato ottimista sul futuro della propeia squadra “Di solito penserei che perderemo, Cleveland è una città maledetta o qualcosa del genere” spiega Jason “Ma per la prima volta nella mia vita, penso che questa squadra possa vincere il titolo. Sarebbe il finale perfetto. Lebron torna a casa, ci guida alla rimonta da 3-1 e la gara 7 si gioca durante il Father’s Day“.

Jack, l’anziano tassista, ride sentendo parlare tutti questi giovani ottimisti. Lui ha la memoria lunga “Questa città sta disperatamente cercando di vincere qualcosa che tutti stanno salendo sul carro. Abbiamo vinto gara 6? Era solo gara 6!

Jack è anziano, ma si ricorda tutto. The Drive, The Shot, The Fumble e The Move. Ricorda che il suo dolore più grande è stato nel 1980-1981, quando il QB dei Cleveland Browns si fece intercettare un lancio contro gli Oakland Raiders quando sarebbe stato meglio un comodo field goal da distanza ravvicinata “Quell’azione distrusse questa città”

Ma adesso Cleveland sembra voler rialzare la testa e si prepara all’evento. Sono state stampate magliette, tazze del caffè e striscioni in tutta la regione. In ogni partita casalinga i Cavs hanno messo a disposizione asciugamani bianchi che recitavano solo due parole “ALL IN”. Che potrebbe essere anche frainteso. Infatti il drappo bianco storicamente significa resa, e il messaggio ALL IN nel poker rappresenta l’azione di mettere tutto sul piatto e non avere più il controllo del risultato “ALL IN per me significa vivere e accettare il risultato, sia favorevole che sfavorevole” spiega Eric Harper, 24enne laureato ad Akron cresciuto a Youngstown tifando LeBron James durante la sua prima dinastia a Cleveland.

E questo è il principale cruccio per i tifosi dei Cavaliers: è possibile accettare il risultato senza rischiare di rimanere con il proprio cuore infranto? E’ sempre dura accettare qualsiasi esito, soprattutto quando riguarda lo sport e la vita. Cleveland e San Francisco sono due pianeti diversi di due galassie diverse. Come diceva Jack, quando “giri da due ore per pagare una dannata corsa perchè Uber indebolisce i tuoi affari“, allo stesso modo le startup tecnologiche della Baia sono i responsabili indiretti per la crisi nelle città della Rust Belt come Cleveland, basate sul lavoro manuale e colletti blu. La stessa Uber, ad esempio, ha sede a San Francisco, dove Golden State Warriors hanno la propria casa.

Forse è esagerato mettere sullo stesso piano la vita e il lavoro con lo sport, ma in molti casi lo sport non è solo sport. E su una cosa il tassista Jack aveva ragione: la downtown di Cleveland fa schifo. Sembra un’intera città in ricostruzione e guidare da quelle parti negli ultimi mesi è uno schifo. Le strade sono dissestate, gli edifici in ricostruzione. C’è la polvere dei cantieri ovunque e il rumore di gru e macchine da lavoro. Ma una cosa è successa dopo che i Cavs hanno vinto gara 6: le strade intorno alla Quicken Loans Arena sono state pavimentate.

Arrivati in aeroporto, è tempo di salutare il tassista Jack. Che alla fine strappa comunque una confessione “Stanotte tiferò comunque Cleveland. Ho sempre tifato per le squadre di Cleveland. Solo che ci ho rimesso il cuore troppe volte. LeBron? Quando se ne è andato non mi ha fatto arrabbiare. Prima di andarsene, bisogna ricordare che ha trascorso i primi sette anni qui e noi non siamo riusciti a vincere. Se dovesse farcela stanotte, allora resterebbe in città e diventerebbe pazzesco. Io spero che lo faccia. Spero di aver sbagliato il mio pronostico. Questa è l’unica cosa che posso dire. Io mi sbaglio il 99% delle volte. Per tutta la vita, quando ho creduto di farcela, mi sono sempre sbagliato”.

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