Joel Embiid Towns-Embiid

La chiamata al draft nel 2014. Il calvario al piede destro, con due operazioni per rimediare ad una brutta frattura che lo ha costretto a rimanere ai box per due intere annate. Gli indugi, le speranze, gli oscuri dubbi che a lungo hanno aleggiato sul suo possibile debutto nella NBA. La ripresa dell’attività, i progressi, l’ottimismo e finalmente, la prima grande esibizione sul palcoscenico più importante della palla a spicchi. Quella di Joel Embiid è stata in un certo senso un’odissea, un tortuoso percorso dopo il quale ha raggiunto una fondamentale tappa: l’esordio come cestista professionista.

Su questo ragazzotto si è parlato tanto, troppo. Tutti volevano vederlo all’opera perchè nel sangue, come si diceva, scorreva del puro talento, quello tipici dei predestinati. Si è fatto aspettare, per cause di forza maggiore, e nel mentre ha pensato di passare un po’ di tempo sui social: memorabile il tweet con cui annunciò ai propri fan di provare ad avere un appuntamento con la bella cantante Rihanna.

Tempi andati, ormai. Grazie al recupero e un duro lavoro tra offseason e preseason, il centrone camerunense ha finalmente calcato il parquet. E lo ha fatto strappando applausi a scena aperta: 20 punti, 7 rimbalzi e 2 stoppate. Il tutto è stato messo a referto in soli 22 minuti nella sconfitta dei suoi Philadelphia Sixers contro gli Oklahoma City Thunder. Meglio di così poteva andare?

Sono subite balzate agli occhi le sue potenzialità e una tecnica da palati fini. Il suo footwork è un lusso per un giocatore di quella stazza e, a quanto pare, il jump shot dalla media distanza sembra essere nelle sue corde, come una cosa normalissima. Un mix di strapotere fisico e fondamentali affinati con la pratica: il primo canestro della sua carriera ne è l’esatta rappresentazione. Embiid riceve palla, penetra in area, usa finemente il piede perno ed insacca con un’eleganza pazzesca. Andre Roberson non può opporsi, l’intero Wells Fargo Center esplode di gioia.

Il primo canestro in NBA di Joel Embiid.

Il primo canestro in NBA di Joel Embiid.

Il suo repertorio offensivo è già bello vasto da poterlo rendere una bocca di fuoco abbastanza calda, capace di colpire da ogni zona del fronte. Che sia sotto canestro, dalla linea dei tre punti (no, non può di certo mancare il gioco in pick and pop e il conseguente tiro dal perimetro) o in isolamento (chiedere informazioni a Stevena Adams e Enes Kanter) non fa alcuna differenza. Appena riceve la palla,  il classe 1994 diventa un pericolo pubblico da tenere d’occhio, poichè in grado eludere con perizia il proprio marcatore.

 

La shot chart di Joel Embiid attinente al match con OKC: i tiri messi a segno sono rappresentati dai pallini neri. (Fonte foto: ESPN)

La shot chart di Joel Embiid attinente al match con OKC: i tiri messi a segno sono rappresentati dai pallini neri. (Fonte foto: ESPN)

Un aspetto da non sottovalutare è la sua dote di percorrere il campo a grandi falcate, tenendo conto che stiamo parlando di un giovincello alto 213 cm che si porta addosso 113 kg. Con la sua velocità Embiid può essere utile anche nelle transizioni, non appena il possesso viene recuperato. Ciò si è visto quando, dopo che Jerami Grant ha abbrancato un rimbalzo, si è subito avviato verso l’altra metà campo: la difesa dei Thunder è stata lenta nel rientrare e Nik Stauskas ne ha approfittato per servilo. Semaj Christon tenta di fermarlo ma commette fallo.

Jerami Grant prende il rimbalzo e serve il pallone a Nik Stauskas: Joel Embiid è già partito in contropiede e viene servito, guadagnando un fallo.

Jerami Grant prende il rimbalzo e serve il pallone a Nik Stauskas: Joel Embiid è già partito in contropiede e viene servito, guadagnando un fallo.

Difensivamente parlando, il lungo africano è ancora un giocatore tutto da scoprire. Bisogna dire che per una valutazione più completa e corretta serve ancora un po’ di tempo. Tuttavia, ha dimostrato di essere uno in grado di far sentire la propria coriacea presenza e di avere una buona attitudine riguardante la protezione del ferro. Per non parlare della sua predilezione alla stoppata: con il suo senso della posizione ha tutte le carte in regola per divenire un affidabile intimidatore, un muro solido sul quale le velleità avversarie possono infrangersi.  A provare questa forte emozione è stato nientepopodimeno che Russell Westbrook, cancellato proprio quando era sicuro di andare ad infilare un canestro all’apparenza facile facile.

Big Block by Joel Embiid!

Big Block by Joel Embiid!

Insomma, giusto esaltarsi di fronte ad un prospetto del genere, ed è giusto allo stesso tempo andarci coi piedi di piombo. Dovranno passare diverse partite per verificare la sua integrità fisica e per testare la sua continuità. Ci sanno altre performance positive, altre meno, dove emergeranno delle sbavature dovute all’età. Embiid non è un prodotto fatto e finito, necessita ancora di rodaggio. Nell’attesa, non si può far altro che dare il benvenuto ad un astro nascente dalle premesse abbastanza rosee.

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