Home Eurobasket 2022 Jusuf Nurkic: “Per noi Europeo oltre il basket, giochiamo per chi ama la Bosnia”

Jusuf Nurkic: “Per noi Europeo oltre il basket, giochiamo per chi ama la Bosnia”

di Ercole Guidone
jusuf nurkic

L’essere umano, sin dalla sua nascita, per riuscire a sopravvivere ha bisogno di “aggrapparsi” a qualcosa. Questo qualcosa può essere la religione, per i credenti, può essere una persona, può essere un oggetto, può essere qualsiasi cosa. In questo periodo storico che stiamo vivendo, ma non solo, molti si aggrappano allo sport, per avere qualche ora/minuto di svago. Per dimenticare almeno per un po’ la parte marcia della nostra amata Terra. È quello che vuole regalare Jusuf Nurkic, centro della Bosnia, al suo popolo, colpito da disordini politici e crisi.

“Per noi ogni partita giocata non è solo pallacanestro. Vogliamo fare qualcosa per il nostro popolo”. Queste sono le parole di Nurkic, nel corso dell’europeo. Il cestista dei Portland Trail Blazers si dice “stanco“, stanco per la sua gente che soffre quotidianamente a causa dei governi del suo Paese, invitando il popolo ad andare al voto alle prossime elezioni del 2 ottobre.

Jusuf Nurkic ha voluto, inoltre, ricordare le difficoltà che la sua nazionale ha riscontrato per riuscire ad andare a EuroBasket: “È davvero una situazione difficile per la maggior parte dei giocatori. Il viaggio è stato folle. Immaginate, ad esempio, che una nazione come la Francia non possa avere a disposizione un hotel dove dormire, cibo per i giocatori o qualcosa del genere. È incredibile, non ho parole per descrivere questo. Non giochiamo per i politici. Noi rappresentiamo il vero Paese, chi ama la Bosnia.”

Parole davvero pesanti quelle del centro bosniaco, ricche di rabbia e allo stesso tempo delusione per il suo popolo. Parole che testimoniano l’attaccamento che il giocatore ha nei confronti dei suoi connazionali, che vanno al di là della pallacanestro: “Vedo che la nostra gente continua ad andarsene. I giovani partono per avere una migliore istruzione e migliori opportunità in altre nazioni. La gente non vuole sentir più parlare di guerra, dopo 30 anni. Però poi c’è il governo con alcuni politici che ribadisce le possibilità di un nuovo conflitto. Il popolo è stanco, non vuole più sentire questo.”

“Per noi ogni partita è più del basket. Non siamo venuti qui per guadagnare soldi. Per noi l’importante è rappresentare le persone. La prima cosa che ho detto ai miei compagni appena arrivati era che anche se dovessimo perdere, dobbiamo essere una squadra. Non voglio che le persone dicano di noi che non abbiamo combattuto, non abbiamo lottato. Penso che fino ad adesso, in tutte le partite giocate comprese le qualificazioni ai mondiali, la nostra gente non può dire che non abbiamo combattuto. È questo il nostro obiettivo.”

You may also like

Lascia un commento