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Euroleague preview: Olympiacos-Olimpia Milano

di Andrea Ranieri

In una competizione di alto lignaggio come l’Eurolega attuale giocare in casa di squadre più deboli è occasione e pericolo allo stesso tempo. Occasione perché le avversarie non si fermano e conquistare due punti in trasferta ha sempre un notevole peso specifico. Pericolo perché nessun campo è facilmente espugnabile a questi livelli. Questa è la sostanza di Olympiacos-Olimpia Milano. Per la prima volta dopo anni possiamo dirlo: l’Olimpia è più forte e ha l’occasione di un’importante successo esterno, ma non deve sottovalutare il pericolo rappresentato dal Pireo.

Olympiacos-Olimpia Milano: qui Olympiacos

Tra le assenze certe in casa greca c’è quella di Willie Reed, mentre rimane da valutare l’impiego di Will Cherry, mancante dalla settima giornata. Ciò su cui all’Olympiacos converrà contare è una solida dimensione interna. Con l’assenza di Gudaitis, appoggiare la palla dentro per Nikola Milutinov, Augustine Rubit e Georgios Printezis, ma anche per Kostas Papanikolaou, sarà vitale per costringere la difesa milanese a delle scelte. Poi, da lì, bisognerà leggere ogni volta per l’uno contro uno o per le riaperture a tiratori come Kevin Punter. La seconda possibile arma sono i pick and roll di Vassilis Spanoulis e Taylor Rochestie, nell’intento di attaccare soprattutto Rodriguez e di sopperire alla mancanza di talento in uno contro uno. Che questo possa funzionare anche contro gli altri esterni milanesi, più solidi in difesa? Tutto da verificarsi.

Olympiacos-Olimpia Milano: tanto del destino greco è ancora nelle mani di Vassilis Spanoulis

Olympiacos-Olimpia Milano: tanto del destino greco è ancora nelle mani di Vassilis Spanoulis

In difesa, onestamente, la situazione si presenta abbastanza problematica per i Greci, soprattutto a livello di esterni. Sulle più forti guardie milanesi mancano difensori di spicco; ci sono anzi diversi giocatori che avrebbero bisogno di essere protetti. Credibile dunque che l’Oly scelga di rischiare qualcosa in più contro i lunghi di Ettore Messina, evitando di intasare eccessivamente l’area, dove coach Kestutis può contare sui suoi difensori più efficaci. Sui giochi a due e gli uno contro uno milanesi le soluzioni sembrano poche; indubbiamente sul pick and roll di Rodriguez e Nedovic la scelta di uno show per far sì che passino il pallone pare obbligata.

Qui Olimpia

Ancora fuori Arturas Gudaitis, Ettore Messina riabbraccia anche in Europa Amedeo Della Valle, parso in forma domenica contro Sassari. Il principale pericolo per i Milanesi sarà costituito dal gioco interno avversario. Con Kaleb Tarczewski sempre a rischio falli, è indispensabile che Paul Biligha dia qualche minuto di sostanza e che Jeff Brooks e Aaron White, se avrà minuti, portino energia. Naturalmente intasare l’area potrebbe essere la scelta migliore, rischiando magari qualcosa in più contro gli esterni di Kestutis. Contro i pick and roll di Spanoulis e Rochestie il contenimento sembra rischioso, mentre, soprattutto con Biligha in campo, potrebbe essere una via percorribile quella del cambio difensivo, a patto che l’area sia sufficientemente presidiata e che l’esterno che cambia sul lungo provi a stare davanti allo stesso. Su Spanoulis, ancora faro dell’attacco greco, a lavorare sarà probabilmente Shelvin Mack, dimostratosi tra i più forti difensori d’Europa negli ultimi turni.

Olympiacos-Olimpia Milano: servirà tanto il lavoro si Shelvin Mack su Spanoulis

Olympiacos-Olimpia Milano: servirà tanto il lavoro di Shelvin Mack su Spanoulis

In attacco, per una volta, alzare il ritmo potrebbe essere la scelta giusta contro una squadra da rotazioni non lunghissime e che ama giocare con quintetti pesanti. Indispensabile da questo punto di vista, ovviamente, il lavoro di Sergio Rodriguez, ma anche la capacità di Luis Scola di partire in palleggio direttamente dal rimbalzo. Non essendo forse la partita giusta per martellare molto la palla in post-up, sarà fondamentale attaccare gli esterni avversari con il pick and roll del Chacho e di Mack, ma anche con gli uno contro uno di Amedeo Della Valle e, soprattutto, Nemanja Nedovic, nella speranza di trovare tiri aperti per i mortiferi Vladimir Micov e Michael Roll. Creare superiorità numerica battendo gli esterni greci vuol dire innescare rotazioni difensive che farebbero passare in secondo piano la fisicità dell’Olympiacos nel pitturato, proprio quello che serve a Milano. Una Milano che deve imporre la propria difesa e il proprio talento sul perimetro, perché, per rimanere ai piani alti, dal Pireo si deve uscire con una vittoria.

 

 

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