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Euroleague preview: Olympiacos-Panathinaikos

di Andrea Ranieri

Un derby è partita insidiosa sempre e comunque per chi parte col favore del pronostico. Lo è ancora di più se quel derby si chiama Olympiacos-Panathinaikos e se chi è favorito gioca in trasferta e viene da un periodo non brillantissimo. Da una parte la squadra del Pireo vuole rilanciarsi definitivamente nell’avvincente lotta playoff; dall’altra il Pana cerca di non farsi risucchiare in una situazione che rischierebbe di diventare molto pericolosa. Tutti i pericoli di un derby insomma, più quelli, aggiuntivi, della competizione. C’è materiale per divertirsi al Pireo.

Olympiacos-Panathinaikos: qui Olympiacos

Sicuramente fuori dai giochi Vassilis Spanoulis, operato qualche settimana fa alla caviglia, dovrebbe mancare anche il centro Nikola Milutinov. Il problema difensivo principale sarà indubbiamente limitare la fisicità superiore del Panathinaikos. E allora la ricetta non può che essere quella tipica delle squadre fisicamente più piccole: tante aggressività sulla palla e sulle linee di passaggio più immediate. A livello di collaborazioni offensive complesse, il cambio sistematico dovrebbe essere la via più facilmente percorribile, a patto che ci sia la voglia di sacrificarsi per stare davanti ai lunghi avversari in post-basso e quella di tenere più palleggi possibili contro gli esterni.

Olympiacos-Panathinaikos: padroni di casa sempre senza Vassilis Spanoulis

Olympiacos-Panathinaikos: padroni di casa sempre senza Vassilis Spanoulis

In attacco sarà imperativo sfruttare le disattenzioni difensive della squadra di coach Pitino, particolarmente in difficoltà quando si tratti di tornare in difesa. Ritmo alto, dunque, per trasformare la differenza di stazza in un vantaggio, nel tentativo di trovare impreparata più volte possibile la retroguardia dei Greens. Contro la difesa schierata, invece, tanto dipenderà sicuramente dal processo di inserimento della guardia Dwight Buycks e di Shaquielle McKissic, giocatori con numeri, ma che necessitano di tempo per inserirsi. Poi le solite certezze: tanto pick and roll per Taylor Rochestie e altrettanto post-up per Georgios Printezis, che potrebbe far pesare la minor esperienza dei pari-ruolo avversari.

Qui Panathinaikos

Potendo contare sul roster al completo, coach Pitino ha decisamente bisogno di trovare equilibrio in una squadra che, evidentemente, non sta difendendo. Prima di tutto la transizione difensiva: rallentare in fretta il pallone per accoppiarsi con i tiratori dell’Oly e costringere la squadra locale a cercare soluzioni nel pitturato. Solo schierandosi a metà campo, infatti, la fisicità dei Greens potrà essere un vantaggio in difesa, alla condizione che ovviamente i giocatori di Pitino inizino a stamparsi in testa il concetto di “responsabilità individuale”: difensori battuti al primo palleggio non permetteranno mai ai propri lunghi di operare aiuti efficaci. Ci vuole sacrificio, Pitino lo sa e insisterà. Se così non fosse? Il Pana si prepari allora a dover lottare per i playoff.

In attacco sarà importante imporre un ritmo compassato e ragionare. La questione da districare assolutamente è quella della doppia dimensione. A Madrid è mancato completamente l’apporto di lunghi come Ian Vougioukas, Georgios Papagiannis e Kostantinos Mitoglou. Oggi dovranno essere serviti tanto in movimento quanto in post-up, per dare un senso alla loro presenza in campo. Solo così si apriranno gli spazi per il talento di Jimmer Fredette, DeShaun Thomas e Ioannis Papapetrou. Tutto è nelle mani della gestione Nick Calathes, di cui serve vedere al più presto la miglior versione. Attenzione alla variabile Tyrese Rice: decise l’andata con 41 punti e per la difesa biancorossa risulta accoppiamento difficile; però avrà bisogno anche lui di spazi creati dando la palla dentro.

 

 

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