fbpx
Home Eurolega Euroleague preview: Valencia-Olimpia Milano

Euroleague preview: Valencia-Olimpia Milano

di Andrea Ranieri

A Valencia indubbiamente si intendono di spiagge. Spiagge, metaforiche, protagoniste anche nello scontro di stasera in salsa Euroleague, quello fra la squadra locale e l’Olimpia Milano. Un’ultima spiaggia per gli ospiti, distanti una vittoria sola dall’ottavo posto ma in profonda crisi. Una penultima spiaggia per Valencia, anch’essa in un periodo difficile: pur potendo contare su una vittoria in più rispetto ai meneghini, una sconfitta vorrebbe dire 0-2 negli scontri diretti, all’interno di una situazione già molto complessa. Valencia-Olimpia Milano conta, conta per davvero e chi sbaglia si mette in una bruttissima posizione. L’Olimpia non può più avere paura e se ne avrà la pagherà cara, ancora una volta.

Valencia-Olimpia Milano: qui Valencia

Qualche dubbio di formazione per coach Ponsarnau, che dovrebbe comunque recuperare il paymaker Sam Van Rossom, ma farà a meno dell’esterno Jordan Loyd. In difesa, contro la Milano attuale, la priorità deve essere sicuramente la protezione del perimetro. Forte pressione sul pallone e sulle prime linee di passaggio dunque, in modo da costringere l’Olimpia a caricare di palloni e possessi i suoi lunghi o a cercare molte soluzioni in penetrazione. Concedere facili tiri dal perimetro, infatti, potrebbe tenere in vita un attacco altalenante come quello biancorosso. Ovviamente per fare questo servirà sfruttare la superiorità atletica sugli esterni, elemento fondamentale per mettere pressione senza essere battuti troppo facilmente.

Vantaggio in termini di atletismo che dovrà tradursi anche in ritmo alto e tante azioni di contropiede o transizione, entrando immediatamente nel flusso dell’azione. La difesa milanese, infatti, è efficace (merito di Messina) quando debba lavorare a metà campo, ma lo è molto meno quando la partita viaggi su azioni ad alta frequenza. Quino Colom giocherà un ruolo fondamentale nella gestione del flow offensivo spagnolo, mentre lunghi dotati di tiro come il fuoriclasse Bojan Dubljevic e Mike Tobey avranno il dovere di attaccare e portare fuori i lunghi milanesi, indispensabili nella difesa del pitturato. Questo aprirà spazio al talento degli esterni, dotati sia di tiro dal perimetro sia di gambe buone per arrivare fino al ferro. Valencia-Olimpia Milano, da parte spagnola, si vince imponendo il dinamismo.

Qui Olimpia

Eccezionalmente l’Olimpia arriva a Valencia con tutti e quindici i giocatori a disposizione. Ettore Messina dovrà dunque escluderne tre per turnover. Se pare quasi certo che non saranno nei dodici Andrea Cinciarini e Christian Burns, rischia uno tra Paul Biligha, Amedeo Della Valle e Jeff Brooks, rimasto seduto contro il Real. Da un po’ di tempo, nel tentativo di dare maggiore ampiezza al proprio attacco, Messina opta per quintetti piccoli. Resta però il fatto che la dipendenza dalle percentuali da dietro l’arco è evidente. Per trovare una dimensione interna reale non può bastare il mirevole Kaleb Tarczewski, che mostra un repertorio sempre più ampio. Luis Scola, però, date le richieste difensive del suo coach, non può stare in campo. Serve qualcosa da Arturas Gudaitis, una delle delusioni stagionali. Poi l’uno contro uno, un’arte troppo poco praticata dagli esterni biancorossi: Sergio Rodriguez ha bisogno del sostegno di Vladimir Micov, di Keifer Sykes, Amedeo Della Valle e, soprattutto, Nemanja Nedovic, orrendo nelle ultime due uscite. Una sveglia offensiva generale insomma, oppure si soccomberà.

Valencia-Olimpia Milano: Ettore Messina vive o muore con Nemanja Nedovic

Valencia-Olimpia Milano: Ettore Messina vive o muore con Nemanja Nedovic

La fase difensiva è una delle note positive di questa stagione, almeno in qualche suo aspetto. Indubbiamente – si è visto anche contro il Real – Milano ha bisogno di giocare tanto a metà campo, situazione in cui la sua difesa è molto rodata e diventa fonte per l’attacco. Necessita quindi il controllo del ritmo e, dunque, dei tabelloni, dove l’atletismo e la fisicità avversarie dovranno essere affrontate con il sacrificio e il tagliafuori. In seguito non può venir meno una transizione difensiva ordinata, che si preoccupi in primis di fermare il pallone e poi di accoppiarsi con i tiratori. Infine, contro una squadra dall’attacco bidimensionale, lo staff tecnico dovrà fare delle scelte chiare, essendo la coperta sempre molto corta. Togliere le soluzioni perimetrali o quelle interne? Forse è il caso di vedere se Bojan Dubljevic può vincere da solo il match. Una cosa è certa: se la tenuta mentale sarà quella solita delle grandi occasioni, ogni aspetto tattico e strategico verrà meno. L’Olimpia deve prima di tutto battere se stessa e i propri fantasmi, poi viene il resto.

 

Potrebbe interessarti anche

Lascia un commento

Questo sito web usa i cookies per migliorare la tua esperienza: speriamo sia ok per te, se non lo fosse puoi farne a meno. Accetta Leggi