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New York Knicks, non c’è pace: tifosi contestatori allontanati dal Madison

di Tommaso Ranieri

Se non si può dire che la stagione agonistica dei New York Knicks sia esaltante, di certo non può dirsi la medesima cosa di quanto sta accadendo fuori dal campo. Dopo il recente caso riguardante Spike Lee ed il suo “gentile avvertimento” di uscita dal Madison Square Garden, ben più drastica sorte è toccata ad un gruppo di tifosi della franchigia newyorchese.

Nello specifico, durante la partita contro gli Utah Jazz di ieri sera (persa 112 a 104), alcuni fan sono stati scortati fuori dal campo, dopo che avevano cantato cori atti ad incitare la vendita della squadra da parte di James Dolan.

In merito a ciò, uno dei tifosi ha dichiarato di essere stato interrogato dagli addetti alla sicurezza, i quali sono addirittura giunti alle minacce di arresto. Ad ogni modo, pare che un loro eventuale ritorno al Madison Square Garden non sarà negato.

Quest’episodio, come già sottolineato in apertura di articolo, è solo l’ultimo di una serie di controversie che hanno interessato la dirigenza dei Knicks e il suo contorno fatto di numerose polemiche e critiche dovute allo scarso andamento della franchigia sotto al gestione Dolan. Tra i casi passati, in particolare, meritevole di menzione è il caso dell’ex giocatore Charles Oakley, il quale era stato addirittura arrestato dopo un alterco con l’attuale proprietario della compagine di New York. Ed è proprio la leggenda dei Knicks che ha ancora una volta espresso parole molto dure nei confronti di Dolan.

New York Knicks, le parole di Oakley

In riferimento alle numerose contestazioni, l’ex giocatore dei Chicago Bulls ha invocato l’intervento della NBA sull’operato di Dolan nella gestione del dissenso attorno alla sua squadra: “Deve essere fermato in qualche modo. Non si può continuare a chiudere gli occhi. E’ come se qualcuno picchiasse una persona e gli altri si voltassero dall’altra parte“.

La nomina del nuovo presidente Leon Rose non è bastata a placare gli animi. Su quest’ultimo, infatti, già grava il peso della vicenda riguardante il già citato Spike Lee.

Le persone non verranno più a vedere le partite perché sentiranno continuamente di questa storia. E’ una situazione cui nemmeno l’ex presidente Obama potrebbe pensare di rispondere.

Tuttavia, sempre stando al parere di Oakley, il vero responsabile di questa profonda crisi non può che essere Dolan. Dopo averlo già apostrofato in passato in maniera piuttosto pesante, anche in questa circostanza l’ex giocatore dei Raptors non si è sottratto a critiche feroci nei confronti del proprietario del team: “E’ un maniaco del controllo e fa del male a tutta la lega. Tutto questo non ha nulla a che fare con le vittorie, ma solamente con la vita delle persone. E per queste ultime non è assolutamente giusto. Non si può arrivare addirittura a preferire di non parlare di tutta la questione“.

In conclusione, dunque, possiamo certamente evidenziare come sia piuttosto desolante lo stato attuale di una delle squadre sportive più famose di tutto il pianeta. Uscire dal tunnel in cui, da quasi un decennio, i Knicks sono entrati, non è apparso mai così difficile come nelle ultime ore.

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