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From The Corner #1 (reboot): Bentornata NBA!

di Antonio Sena

Dopo 132 giorni di attesa, da quel 13 Giugno che ha sancito la caduta dell’impero Warriors sotto i colpi degli strepitosi Raptors, l’NBA è finalmente tornata, e con lei la nostra rubrica From The Corner!

Il sorprendente epilogo della scorsa stagione, ha spronato molte franchigie a rinforzare il proprio roster, nel tentativo di giocarsi le proprie carte in una delle più indecifrabili annate dell’ultimo decennio. Dopo tanti movimenti di mercato, ed illazioni varie, l’ultima voce è sempre quella de campo. Quindi, quali sono le gerarchie ai vertici che si stanno delineando in questo primo scorcio di regular season?

From the corner: Le gerarchie per il titolo

Analizzando le prime battute, i favoriti restano i Clippers. Kawhi Leonard ha ripreso il discorso chiuso a giugno, dominando fin dalla palla a due del derby losangelino. In aggiunta, l’impatto su entrambi i lati del campo dei vari Pat Beverley, Montrezl Harrell, Moe Harkless oltre allo scorer Lou Williams, spiegano le due convincenti vittorie iniziali contro due squadrette come Lakers e Warriors. Ah, manca un tal Paul George a referto, ma son dettagli. Inciampi evitabili ci sono e ci saranno, ma i LAC restano al momento la squadra più attrezzata.

Dietro di loro possiamo porre un manipolo di squadre in evoluzione, che nell’arco della stagione dovranno dimostrare di essere delle vere contender. I Lakers di LeBron e Anthony Davis cominciano a carburare, e se il Re continuerà a prendersi beffe della sua carta d’identità, ne vedremo delle belle. L’ex Pelicans, finito finalmente in una contender, sta dimostrando di essere carico a pallettoni. Certo qualche aggiustamento nel roster ce lo aspettiamo, ma finché gioca il ‘paisà’  Alex Caruso, va bene cosi.

Kawhi Leonard, Doc Rivers e Paul George.

Houston è una delle squadre che avrà bisogno di più tempo per trovare gli equilibri, situazione ampiamente preventivata dopo l’arrivo di Russell Westbrook. Qualche piccola scaramuccia tra l’ex Thunder e Harden non poteva sfuggire all’occhio delle telecamere, ma tutto ciò non deve minare le certezze di una delle sicure pretendenti al titolo.

Giannis Antetokounmpo ed i suoi Milwaukee Bucks sono la solita squadra arcigna e rognosa, contro cui nessuno vuole giocare. Chissà se riuscirà nel definitivo salto di qualità quest’anno per giocarsi l’anello, continuando a trovare linfa anche dai più insospettabili membri del roster (eh si, gira ancora Ilyasova). Un’altra franchigia molto accreditata, sono i Philadelphia 76ers di  Joel Embiid. Nonostante qualche uscita fuori luogo (tipo la rissa con Karl-Anthony Towns), il camerunese sta facendo il suo, ben coadiuvato dai pretoriani Ben Simmons, Al Horford e Tobias Harris. Attenzione anche a loro.

Le altre

Non ci siamo di certo dimenticati le ultime due finaliste, ma se i Toronto Raptors orfani di Leonard restano tutto sommato competitivi grazie allo stellare Pascal Siakam, i Golden State Warriors sembrano l‘ombra di se stessi, presentandosi in campo con Paschall, Poole e Chriss (chi?). In questo momento, vista la quasi certa lungodegenza di Thompson e il recente infortunio di Steph Curry, è difficile vederla anche solo nella zona playoff.

Discorso simile anche per Brooklyn, che dovrà fare a meno di Kevin Durant per tutta la stagione o quasi, e che sta dimostrando finora di essere decisamente dipendenti dalla vena di Kyrie Irving. Un pò troppo poco per giocarsela ai piani alti.

nets pacers kyrie irving

Kyrie Irving.

Una menzione d’onore è giusto farla ai Denver Nuggets di Nikola ‘Joker’ Jokic, che qualcuno dovrà scientificamente spiegare come fa a dominare cosi dopo un’estate in salsa Serbia e Rock’n Roll, ed ai Dallas Mavericks del dinamico duo Doncic-Porzingis, con lo sloveno decisamente intenzionato a giocarsi le proprie carte per l’MVP. Entrambe saranno una bella spina nel fianco per tutti.

Insomma, la lotta è più aperta che mai e vedremo chi manterrà le promesse. Per il momento possiamo solo dire: bentornata NBA!

 

 

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