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Home NBA, National Basketball AssociationApprofondimenti Mondiali FIBA 2019: la preview del girone E

Mondiali FIBA 2019: la preview del girone E

di Andrea Ranieri

Tra i gironi dei Mondiali FIBA 2019 che prenderanno avvio con la seconda giornata di gare, il primo di settembre, c’è il gruppo E. I quattro team che lo compongono sono Team USA, Turchia, Repubblica Ceca e Giappone, per un raggruppamento sulla carta abbastanza prevedibile ma non necessariamente scontato.

Mondiali FIBA 2019: il girone D sarà giusto un comodo avvio per Team USA?

Mondiali FIBA 2019: il girone D sarà giusto un comodo avvio per Team USA?

Mondiali FIBA 2019: le squadre del girone D

In testa a tutti, ovviamente, Team USA. Sinora la preparazione della truppa di Gregg Popovich si è resa nota perlopiù a causa delle innumerevoli rinunce delle varie stelle NBA. Non per questo la squadra non può puntare al gradino più alto del podio. Kemba Walker è guida designata di un gruppo giovane e comunque talentuoso. Tra le macchine da punti primarie saranno sicuramente Donovan Mitchell, Khris Middleton, Jayson Tatum e Kyle Kuzma. Da non sottovalutarsi l’impatto difensivo di un gruppo che annovera tra le propria fila specialisti della materia quali Marcus Smart, Jaylen Brown, Myles Turner e Mason Plumlee. Una squadra che sicuramente proverà anche ad alzare il ritmo per innescare tiratori micidiali come Joe Harris e Brook Lopez (sì, sarebbe il centro). Indubbiamente il minor talento in uno contro uno rispetto al solito richiederà un maggiore flusso, un maggiore movimento e una maggiore intensità difensiva, almeno dalla seconda fase in poi.

La transizione primaria potrebbe essere arma micidiale quando guidata da Kemba Walker

La Turchia arriva ai Mondiali FIBA 2019 nel pieno della propria ricostruzione cestistica. Una ricostruzione che passa prima di tutto dalle giovani e talentuose mani di Cedi Osman e Furkan Korkmaz, che avranno il compito di essere il faro offensivo della loro squadra. Insieme a loro un giocatore di comprovata esperienza e intelligenza come Ersan Ilyasova, già apparso in spolvero durante la preparazione. Non essendoci, aldilà del naturalizzato Scott Wilbekin, giocatori in grado di creare vantaggi da fermi, l’imperativo sarà quello di creare corsa da una difesa aggressiva, trovando magari un lungo tecnico come Semih Erden spalle a canestro o un tiratore come Melih Mahmutoglu piazzato fuori dall’arco. Un mix che dovrebbe bastare per mettere in saccoccia quantomeno il secondo posto nel gruppo E.

Cedi Osman sarà il fato della Turchia ai Mondiali FIBA 2019

Cedi Osman sarà il faro della Turchia ai Mondiali FIBA 2019

La Repubblica Ceca poteva candidarsi a pericolosa outsider del girone, forte di un asse play-centro composto da Tomas Satoransky e Jan Vesely. Purtroppo per i Ceci, il lungo del Fenerbahce ha dovuto rinunciare alla rassegna iridata a causa del prolungarsi dei problemi fisici che ne hanno compromesso il finale di stagione. Tutto, o quasi, dunque, sarà sulle spalle dell’atipico Satoransky, che non pare avere però le caratteristiche per essere la prima soluzione offensiva. Grandi alternative? Onestamente non sembrano vedersene all’orizzonte; e giocare pick and roll con Patrick Auda, conoscenza del campionato nostrano, non è come giocarlo con Vesely. Troppo poco anche per fronteggiare la Turchia in ricostruzione.

Il Giappone si candida a squadra materasso del girone E, come spesso capita con le squadre che provengono dalla zona asiatica. L’unico reale interesse è rivestito da quel che sarà in grado di fare il giovane Rui Hachimura, prossimo allo sbarco in NBA dopo l’ultimo Draft e primo giocatore giapponese veramente promettente. Il fatto che si debba esibire proprio nel girone di Team USA getta luce e curiosità su ciò che il giovane nipponico sarà in grado di dimostrare, un po’ come nel caso di Marco Belinelli, in quel mondiale di tredici anni fa.

Le gerarchie del girone

Forse sarà uno dei “peggiori” Team USA degli ultimi anni, ma il primo posto della truppa di Popovich non sembra essere in discussione. I giovani vogliosi di ribalta con la maglia della nazionale dovrebbero essere un patrimonio sufficiente per inanellare tre vittorie. A creare qualche fastidio potrebbe essere la sola Turchia, a cui il talento dei suoi tre tenori NBA e di qualche buon giocatore d’Eurolega dovrebbe bastare per mettere dietro il Giappone e anche la Repubblica Ceca. Questa, senza il suddetto Vesely, pare destinata alla “lotta nel fango” con la nazionale del Sol Levante.

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