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Bucks vs Heat: Giannis alla prova del nove contro lo spauracchio Butler. Dove vedere la serie e analisi

di Francesco Catalano

La semifinale di Conference ad est Bucks vs Heat si prospetta come una delle serie più interessanti di questi playoffs NBA: ecco la preview per scoprire insieme quali sono i nodi cruciali di questa sfida.

Da una parte è vero che abbiamo la squadra con il miglior record NBA di quest’anno, ma dall’altra c’è uno dei gruppi più in forma del momento. Gli Heat, a detta di molti addetti ai lavori, sono una delle squadre col miglior gioco della lega ad oggi; sono un gruppo corale ma con tanta qualità anche nei singoli. I Bucks, invece, dopo la ripresa della stagione dalla bolla del Disney World Resort di Orlando hanno mostrato qualche affanno e qualche incertezza di troppo. Un’ altra considerazione non insignificante è che gli Heat sono forse la squadra che i ragazzi di coach Mike Budenholzer hanno sofferto di più in questa stagione.

Gli scontri diretti dicono 2-1 in favore della squadra della Florida e i due successi sono arrivati entrambi prima dello stop provocato dal coronavirus. Queste premesse servono per fare capire quanto questa serie possa essere equilibrata e combattuta. Si può quasi dire che Miami sia stata lo spauracchio di Milwaukee in questa stagione ed ora vincere 4 gare non sarà facile per nessuna delle due squadre.

Lo score ai playoffs

Milwaukee Bucks

  • First Round: 4-1, vs Orlando Magic
  • Offensive rating: 111.5
  • Difensive rating: 101.9
  • Team leaders: Giannis Antetokounmpo (30.6 PTS), Giannis Antetokounmpo (16 REB), Eric Bledsoe (6.6 AST)

Miami Heat

  • First Round: 4-0, vs Indiana Pacers
  • Offensive rating: 111.3
  • Difensive rating: 100.8
  • Team leaders: Goran Dragic (22.8 PTS), Bam Adebayo (11.3 REB), Bam Adebayo (5.3 AST)

Bucks vs Heat: il duello

Entrambe le squadre arrivano alla sfida con il roster al completo: coach Erik Spoelstra ha recentemente recuperato anche Kendrick Nunn. Quest’ultimo dopo essere arrivato tra i finalisti per il premio di rookie dell’anno  ed aver disputato un’ottima stagione regolare, ha attraversato un momento di crisi e l’allenatore degli Heat lo aveva lasciato fuori spesso per scelta tecnica. Nel frattempo in quintetto titolare è rientrato Goran Dragic che sta giocando a livelli altissimi e si sta rivelando uno dei punti di forza di questi Heat dopo aver avuto il ruolo di sesto uomo per gran parte dell’anno.

Se c’è una squadra che arriva in modo più brillante alla serie, questa è ancora una volta Miami. I Bucks avevano sulla carta un primo turno molto semplice, tuttavia non è mancato qualche imprevisto. Gli uomini di Budenholzer sono sembrati a volte imballati e poco reattivi: non a caso, hanno perso a sorpresa la prima gara della serie anche se poi hanno inanellato quattro vittorie consecutive.

La prima gara vinta dai Magic è stata il frutto di un capolavoro difensivo architettato da coach Steve Clifford, il quale è riuscito a far venire alla luce alcuni dei difetti di Giannis Antetokounmpo e compagni. I Bucks, a tratti, sono sembrati troppo Antetokounmpo-dipendenti: se la stella del greco si spegne per qualche minuto, allora i punti faticano ad arrivare. L’altro finalizzatore della squadra Khris Middleton ha faticato talvolta a trovare ritmo in queste prime partite, ma se c’è uno che può trovare il canestro a Milwaukee oltre a Giannis, quello è lui.

Lo schema di gioco prediletto dai ragazzi di Budenholzer è sempre lo stesso. Tanta corsa e tanti possessi. I Bucks fanno della transizione la loro arma preferita e non a caso hanno il pace più alto della lega: 105. Le ripartenze della squadra del Wisconsin sono spesso fulminanti e contenerle non è per nulla semplice. Il compito primario di partire in velocità ed attaccare il ferro, spetta all’MVP della passata stagione. Gli altri uomini sono pronti intorno all’arco per ricevere qualche scarico in caso la penetrazione a canestro non abbia avuto successo. E i Bucks di tiratori ne hanno a volontà: Wesley Matthews, Khris Middleton, Ersan Ilyasova, George Hill, Pat Connaughton, Donte DiVincenzo, Kyle Korver e Brook Lopez. Tutti dotati di buone percentuali dall’arco.

La transizione: l’arma offensiva prediletta dai Bucks

In fase di playmaking, invece, c’è qualche problema in più. Dopo l’addio discusso durante la scorsa free agency di Malcolm Brogdon, approdato a Indiana, i Bucks si sono rimessi a Eric Bledsoe nel ruolo di point guard. Quest’ultimo però non ha né le mani raffinate né la fantasia di Brogdon ed infatti i Bucks tendono ad affidarsi raramente alle sue giocate in fase offensiva. Il suo contributo è molto più evidente nella metà campo difensiva, in cui l’intera Milwaukee si sa muovere bene. I Bucks hanno infatti confezionato durante la regular season il miglior defensive rating della lega con una media di 102.9 punti subiti a partita. Questo grazie anche ai grandi miglioramenti fatti vedere da Giannis Antetokounmpo, vincitore del premio di difensore dell’anno di quest’anno.

Proprio la difesa dei Bucks dovrà fare gli straordinari per riuscire a contenere le frecce infuocate degli uomini di Spoelstra. Il gioco dei Miami Heat si può dire diametralmente opposto a quello degli avversari e lo si vede subito dal dato fornito dal pace (98.3), il terzultimo della lega. Miami predilige quindi una fase offensiva molto più ragionata volta a sfruttare appieno tutti i 24 secondi a disposizione. Spesso e volentieri, infatti, assistiamo ad un giro palla vorticoso finalizzato a trovare il tiro migliore dall’arco. Il tiro da tre punti, infatti, è proprio una delle armi offensive maggiormente utilizzate da Miami: 35.4 tentativi a partita con una percentuale di realizzazione del 37.9% (la seconda migliore della lega).

La percentuale dall’arco è così alta data la selezione dei tiri e la vasta gamma di specialisti presenti nel roster degli Heat: Goran Dragic, Jae Crowder, Kelly Olynyk, Kendrick Nunn, Tyler Herro, Andre Iguodala e soprattutto Duncan Robinson. Quest’ultimo, estratto quest’anno dal cilindro da Spoelstra, si sta dimostrando uno dei migliori tiratori della lega grazie ad una macchina di tiro encomiabile e a delle percentuali sontuose (44.6% dall’arco!).

Nella ricerca del tiro da tre punti migliore, gli Heat fanno ampio uso del cosiddetto hand-off o passaggio consegnato. Il pilastro di questa giocata è Bam Adebayo, lungo atipico dotato di grandissimi doti atletiche, di buon ball handling e di una capacità di lettura delle situazioni offensive e difensive superiore alla media. Adebayo quest’anno ha esibito una crescita esponenziale che gli è valso il posto come finalista per il Most Improved Player of the Year.

Il giropalla vorticoso degli Heat alla ricerca del tiro migliore.

Le altre soluzione offensive di Miami sono le giocate offerte sotto canestro da Adebayo che in stagione regolare ha già dimostrato di non aver paura della fisicità di Antetokounmpo e Lopez, e il tiro dal mid-range di Jimmy Butler. Quest’ultimo è il vero traghettatore della squadra, capace di unire e compattare tutto il gruppo intorno alla sua energetica e carismatica figura. Da qui passa anche la forza degli Heat: un gruppo coeso fino all’inverosimile che ruota attorno al proprio leader.

In fase difensiva gli Heat hanno già dimostrato di poter frenare con successo le scorrazzate degli uomini di Budenholzer. Soprattutto Adebayo ha dimostrato di poter marcare sapientemente Antetokounmpo e infatti da questo matchup dipenderà gran parte della serie. Poi, in genere, gli Heat tendono a non concedere il tiro da 2 punti, bensì quello dell’arco. Questo perché godono di ottimi difensori perimetrali e di giocatori (tra cui anche Adebayo) in grado di cambiare su qualsiasi giocatore. Infine,per la squadra della Florida saranno fondamentali inoltre gli apporti dalla panchina di Olynyk (talismano di coach Spoelstra), Nunn, Derrick Jones jr., Hill, Herro e Iguodala.

Bucks: roster e rotazioni

  • #11 Brook Lopez, C
  • #9 Wesley Matthews, SG
  • #24 Pat Connaughton, SG
  • #0 Donte DiVincenzo, SG
  • #42 Robin Lopez, C
  • #34 Giannis Antetokounmpo, PF
  • #7 Ersan Ilyasova, PF
  • #22 Khris Middleton, SF
  • #6 Eric Bledsoe, PG
  • #3 George Hill, PG
  • #26 Kyle Korver, SG
  • #23 Sterling Brown, SF
  • #5 D.J. Wilson, PF
  • #43 Thanasis Antetokounmpo, SF
  • #20 Marvin Williams, PF
  • #15 Frank Mason III, PG

Heat: roster e rotazioni

  • #55 Duncan Robinson, SF
  • #13 Bam Adebayo, PF
  • #25 Kendrick Nunn, SG
  • #9 Kelly Olynyk, C
  • #7 Goran Dragic, PG
  • #5 Derrick Jones jr., SF
  • #22 Jimmy Butler, SF
  • #14 Tyler Herro, SG
  • #0 Meyers Leonard, C
  • #30 Chris Silva, PF
  • #28 Andre Iguodala, SG
  • #99 Jae Crowder, SF
  • #44 Solomon Hill, SF
  • #2 Gabe Vincent, PG
  • #4 KZ Okpala, SF
  • #40 Udonis Haslem

Bucks vs Heat: dove vedere la serie

Bucks vs Heat, volete godervi tutti i minuti di questa sfida? Le NBA Finals sono visibili in due modi diversi. Ecco quali:

  1. Bucks vs Heat su Sky Go
  2. Bucks vs Heat su NBA League Pass

Nel primo caso sarà possibile vedere le sfide della serie su Sky, tramite l’applicazione per smartphone, tablet e pc. I requisiti? Avere un abbonamento con Sky da almeno un anno ed avere attivo il pacchetto sport.

Così potrete vedere in diretta i match, ma anche registrarli e riguardarli su Sky e sui vostri dispositivi. Per il secondo metodo invece basta abbonarsi sul sito web di NBA League Pass, selezionare il pacchetto desiderato e potrete vedere tutte le gare anche in contemporanea in diretta, in streaming su PC, tabletcellulare.

Coach Spoelstra

Erik Spoelstra, coach dei Miami Heat

Insomma, mettetevi comodo e preparatevi a gustare una delle serie più belle di quest’anno. Per i Bucks di Antetokounmpo l’imperativo è vincere: uscire al secondo turno e mancare anche quest’anno l’assalto al titolo significherebbe fallimento per Milwaukee. Gli Heat, dal canto loro, avranno la possibilità di giocare con più serenità, ma di certo non si faranno intimorire dalla squadra del Wisconsin. Hanno già fatto vedere di non essere una squadra a cui si addice un comportamento reverenziale; anzi, probabilmente cercheranno subito di essere aggressivi e di imporre i propri ritmi alla partita.

L’obiettivo primario di Spoelstra sarà quello di imbrigliare e contenere The Greek Freak: quando l’MVP è in difficoltà, allora anche tutto il resto della squadra tende a collassare e a perdere la bussola della partita. D’altro canto Miami dovrà cercare di mantenere il suo stile di gioco e quindi di non farsi trasportare dai ritmi vorticosi e frenetici che gli uomini di Budenholzer tenteranno di imporre alla partita.

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