Home NBA, National Basketball AssociationApprofondimenti Cavaliers-Pacers: LeBron contro un vero collettivo

Cavaliers-Pacers: LeBron contro un vero collettivo

di Pierluigi Ninni
Cavaliers-Pacers-Playoffs NBA 2018

Chi pensava che la strada dei Cavs e di LeBron verso le quarte NBA Finals fosse già scritta, è stato completamente smentito da queste prime 2 gare del primo turno playoff. La squadra di coach Lue sta confermando le difficoltà dimostrate in regular season, nonostante la postseason sia una specialità di LeBron e compagni. Quest’anno, l’alchimia di squadra sembra essersi dissolta. Grande impatto, invece, per gli Indiana Pacers di coach Nate McMillan, che hanno trovato in Oladipo e nel reparto lunghi due certezze fondamentali per l’intera durata delle due sfide.

CAVALIERS-PACERS: L’ANALISI DI GARA 1

Nella gara d’esordio della serie, la costante principale è stata la difesa assente dei Cavs e, di contrasto, l’ottima copertura nei mismatch da parte dei lunghi di Indiana, ovvero Myles Turner e Thaddeus Young. I Pacers hanno subito premuto sull’acceleratore, concludendo il primo quarto in vantaggio per 33-14. La corsa di Oladipo e del quintetto base di Nate McMillan hanno messo in grande difficoltà Cleveland, proprio nelle prime due frazioni. Gli ottimi raddoppi difensivi uniti a tanti recuperi (con Collison e Oladipo) hanno consentito ai Pacers di avere molte transizioni in campo aperto. Essenziale il lavoro della batteria lunghi: oltre a Turner e Young, elencati in precedenza, anche la second unit del frontcourt formata da Domantas Sabonis e Trevor Booker ha reso al massimo limitando notevolmente i realizzatori di Cleveland ( Rodney Hood e Jordan Clarkson). L’aggressività in marcatura dei Pacers e le importanti percentuali al tiro (quasi 40% da 3) le chiavi principali dell’impresa di gara 1.

Continuamente in difficoltà sia Larry Nance che Kevin Love, in particolare nella fase di ripiegamento. Anche in attacco, il secondo violino dei Cavs ha faticato a trovare continuità di tiro, nel suo consueto gioco di catch and shoot. Immagine inequivocabile della mancanza di un gioco concreto nella franchigia dell’Ohio. Nonostante un LeBron in grande spolvero, che ha concluso vicino alla tripla doppia, i Cavs non riescono mai ad entrare in partita e a gestire i momenti critici di gara , dove Indiana ha creato lo strappo decisivo. Il finale del terzo quarto aveva illuso i tifosi di Cleveland per una possibile rimonta, ma il 4/4 è stato l’emblema dell’essenza dei vicecampioni NBA in carica: palla a Lebron e speriamo che la decida lui..

La corsa di Indiana e il tiro di Oladipo: variabili impazzite di gara 1

CAVALIERS-PACERS: IL RIASSUNTO DI GARA 2

L’inizio di gara 2 ha completamente cambiato gli equilibri osservati nel primo match. Il primo quarto è interamente di marca James, che realizza 16 punti consecutivi, risultando immarcabile in tutta la partita dalla difesa Pacers. Lo strappo realizzato nel primo quarto, però, viene ricucito dagli uomini di McMillan nel secondo periodo, chiudendo a -4 all’intervallo lungo. Decisiva, per l’esito finale del match, la situazione falli di Indiana ad inizio gara: Oladipo con 2 falli dopo i primi 2 minuti di gioco verrà relegato in panchina, giocando complessivamente 26 minuti. Oltre al mancato contributo di Oladipo, causa falli, è letteralmente crollata la percentuale al tiro di Indiana che ha chiuso intorno al 22%. Le variabili che avevano portato alla vittoria nel sunday night, condannano i Pacers tre giorni dopo. Nonostante la prestazione di LBJ (29 punti all’intervallo, 46 punti e 12 rimbalzi alla fine) e le mancanze al tiro, Indiana ha perso solo di 3 punti!

In gara 2, sono state confermate le attese dell’attacco dei Cavs, viste le due possibili soluzioni ideate da Lue: cercare il tiro o l‘uno contro uno di LeBron oppure il blocco per l’uscita dei tiratori (Kyle Korver e JR Smith) dalla linea da 3. Ottimo il contributo di Korver che, dopo due gare, è il secondo realizzatore di Cleveland partendo dalla panchina. Rivedibili gli ultimi minuti di gara, con due turnover che potevano compromettere l’esito della sfida, uno dei quali causato da una disattenzione dell’ex giocatore degli Atlanta Hawks.

COSA DOBBIAMO ASPETTARCI?

La forma di LeBron James potrebbe condizionare le nostre prospettive per il proseguo della serie. Aldilà di questo fattore, il recupero di un Love modalità PO 2016 sarebbe la notizia migliore per la franchigia dell’Ohio. Inutile dire, inoltre, che la difesa è il vero tassello da migliorare: una delle difese meno efficienti e più brutte da vedere delle squadre impegnate in postseason. La second unit Cavs deve svoltare in fase realizzativa. In particolare con Clarksons e Hood, per garantire rotazioni più equilibrate in caso di assenza dal campo di Bron.

Se continua ad esprimere questa intensità, il gioco di Indiana potrebbe essere fastidiosissimo in vista delle gare finali della serie (6 o 7), dove il pallone scotta tantissimo. Vero è che molto del cammino dei Pacers dipende dalla continuità di Oladipo e l’efficienza al tiro di tutto il roster. Ora, la serie si trasferisce ad Indiana, dove già i Cavaliers hanno subito una sonora batosta in stagione. La serie è apertissima a tutti gli scenari: certo che, in caso di 3-1, in molti rimarrebbero a bocca aperta. Nonostante questa ipotesi non sia così inimmaginabile viste le due gare già disputatisi.

You may also like

Lascia un commento