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Inside the duel: Golden State Warriors vs San Antonio Spurs

di Felice Caporaso

Saranno i Golden State Warriors ed i San Antonio Spurs a contendersi lo scettro della Western conference e di conseguenza l’accesso alle Finals NBA. I californiani vengono da due sweep consecutivi rifilati prima ai Trail Blazers e poi agli Utah Jazz, mentre l’immortale squadra di Gregg Popovich ha fatto fuori prima i Memphis Grizzlies e poi gli Houston Rockets con il medesimo punteggio di 4-2. Ci sono tutti gli ingredienti per vedere una serie pirotecnica e veramente interessante oltre che divertente: l’attacco più esplosivo della Lega contro la squadra più costante dell’ultimo ventennio NBA che sembra sempre sul punto di abdicare e invece trova sempre il modo di rigenerarsi e competere ad altissimi livelli. Sarà anche una sfida tra uno dei più grandi allenatori emergenti, Steve Kerr (anche se i suoi problemi di salute non sono ancora risolti), e un’icona della pallacanestro, un vero e proprio maestro come Gregg Popovich che negli anni ha saputo trasformarsi e reinventarsi al passo con l’evoluzione tecnica del gioco.

 

Nei playoff queste due franchigie si sono incontrate solamente 2 volte ed al momento lo score è di una vittoria a testa; sarà la prima volta però che si giocheranno la finale della Western conference.

 

GOLDEN STATE WARRIORS STATS

 

First round: 4-0, vs Portland Trail Blazers

Conference semifinals: 4-0, vs Utah Jazz

Offensive Rating: 114.4

Defensive Rating: 96.9

Team leaders: Stephen Curry (27.1 PTS), Draymond Green (9.1 REB), Draymond Green (7.3 AST)

 

SAN ANTONIO SPURS STATS

 

First round: 4-2, vs Memphis Grizzlies

Conference semifinals: 4-2,vs Houston Rockets

Offensive Rating: 112.9

Defensive Rating: 106.1

Team leaders: Kawhi Leonard (27.8 PTS), LaMarcus Aldridge (8.0 REB), Kawhi Leonard (4.7 AST)

 

 

 

IL DUELLO

 

La sfida si prospetta davvero molto interessante e piena di spunti sui quali poter dibattere e cercare le possibili chiavi della serie. E’ probabile però che alla fine a fare la differenza possano essere i dettagli,dato il livello di preparazione delle due squadre. Quando si tratta di Golden State, come già detto e ridetto, controllare il ritmo e’ fondamentale: i californiani fanno della transizione e del flusso di gioco le armi più importanti anche se ovviamente non le uniche. Gli Spurs devono riuscire a imporre i propri ritmi perché altrimenti,complice anche la differenza di atleticita’, rischiano di dover rincorrere fin dalla palla a 2 di gara1. Sicuramente i texani hanno un vantaggio fisico e tecnico sotto le plance dove un ritrovato Aldridge e l’espertissimo e sempre pericoloso Gasol , oltre a Dedmon e Lee, possono davvero dar del filo da torcere al frontcourt dei Warriors. Inoltre gli Spurs hanno un sistema ben collaudato e sanno passarsi la palla, anzi, amano passarsi la palla e sono la squadra che più di tutte e’ in grado di rinunciare ad un buon tiro per trovarne uno ottimo. D’altro canto non bisogna però dimenticare che Golden State ha un attacco atomico che è il più variegato ed efficace della lega, che ha dei meccanismi oramai consolidati e una difesa che quando c’è da giocarsi per davvero una partita e’ in grado di cambiare marcia, soprattutto con il famigerato Death line up( Curry,Thompson,Iguodala,Durant e Green), un quintetto che è in grado di cambiare su qualsiasi blocco e che ha fatto le fortune di coach Kerr e il suo staff.

 

Gli Spurs saranno orfani di Tony Parker per tutta la serie ed eventualmente per il resto dei playoff, ma ritroveranno la loro stella Kawhi Leonard per gara1 (ha saltato gara6 contro i Rockets). Questo significa,come già visto nella seconda parte della serie contro Houston, più spazio per Patty Mills e chiedere un sacrificio maggiore in termini di minuti all’inossidabile Manu Ginobili che a 39 anni, anche se non è più quello di una volta, può sempre regalarti quella giocata d’orgoglio che ti cambia una partita o una serie come la stoppata in gara5 sul tiro decisivo di Harden.

Golden State invece dovrà ancora fare a meno del proprio allenatore Steve Kerr ancora alle prese con i problemi alla schiena che già gli hanno fatto saltare tutta la serie contro i Jazz e metà di quella contro i Trail Blazers. Kerr è una presenza carismatica che ha un rapporto speciale con i suoi giocatori, e solo il fatto di esserci per alcuni di loro può fare la differenza ma il gruppo dei Warriors è parecchio solido e focalizzato sull’obiettivo da raggiungere e quindi certamente riuscirà a giocare la solita pallacanestro anche in assenza del proprio mentore.

 

Il duello individuale più significativo ed esaltante sarà certamente quello tra Kawhi Leonard e Kevin Durant: due superstar assolute, due giocatori di un QI cestistico sopra la media e che amano le grandi sfide, su entrambe le metà campo. Il rebus difensivo per San Antonio invece,oltre ovviamente a Stephen Curry che è sempre il pericolo numero 1, potrebbe essere Draymond Green: Pop non ha un giocatore con le caratteristiche adatte per tenere a bada il leader emotivo dei Warriors che se si accende trascina con sé pubblico,staff,compagni e magazzinieri. Bisognerà vedere cosà si inventerà l’allenatore degli Spurs che non è nuovo ad intuizioni del tutto inaspettate ma che poi stravolgono le partite a suo favore.

 

 

Per caratteristiche dei singoli e per la forza dell’insieme,unite alla genialità di coach Popovich, San Antonio può mettere in difficoltà seria i campioni in carica della Western Conference, che restano però o favoriti per la vittoria di questa serie e l’approdo alle Finals NBA. Ora non resta che metterci comodi ed aspettare l’inizio della serie, previsto che domenica 14 maggio alle ore 21:30 (italiane) all’Oracle Arena di Oakland e goderci lo spettacolo.

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