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Nello Utah la musica non cambia, Jazz spazzati via dai Warriors 4-0

di Felice Caporaso

Neanche il trasferimento della serie a Salt Lake City e’ riuscito a cambiare il trend delle prime 2 gare: niente da fare per gli Utah Jazz che vengono battuti sia in gara3 che gara4 e vengono quindi eliminati con uno sweep dai Golden State Warriors. Troppo evidente la differenza di valori in campo in favore ovviamente dei californiani che sono riusciti a trovare con continuità e in vari modi la via del canestro (111 punti di media in 4 gare) e a limitare tutte le armi più letali dei mormoni che avevano fatto la differenza nella serie vinta contro i Clippers.

 

GARA 1: UTAH JAZZ@GOLDEN STATE WARRIORS  94-106

 

GARA2: UTAH JAZZ@GOLDEN STATE WARRIORS 104-115

 

GARA3: GOLDEN STATE WARRIORS@UTAH JAZZ 102-91

 

GARA4: GOLDEN STATE WARRIORS@UTAH JAZZ 121-95

 

 

Golden State Warriors: tutto procede per il meglio nonostante l’assenza forzata di Steve Kerr

 

Sulla baia tutto procede secondo i piani: prime due serie vinte con irrisoria facilità e strada spianata verso le finali della western conference dove i Warriors affronteranno la vincente dello scontro tra San Antonio Spurs e Houston Rockets (attualmente serie sul 3-2 in favore degli Spurs). Si ipotizzava che l’assenza di coach Kerr potesse in qualche modo minare lo spogliatoio e creare qualche dissidio ma,complice la grande esperienza di Mike Brown e l’affiatamento del gruppo, al momento tutto questo non è successo. Certo,bisognerà testare la compattezza dei californiani alle prime avvisaglie di difficoltà poiché al momento praticamente non ne hanno avute in questi playoff, però la sensazione è che il gruppo sia concentrato sul raggiungimento del tanto agognato anello e nulla possa turbarlo.

 

Kevin Durant si è ripreso benissimo dal piccolo infortunio occorsogli nella serie contro i Trail Blazers ed ha giocato alcune partite di altissimo livello, una su tutte le gara3 da 38 punti e 13 rimbalzi per ricacciare indietro gli ultimi tentativi dei Jazz di rianimare la serie,dettati più dall’orgoglio che da soluzioni in grado di creare problemi alla corazzata californiana. Stephen Curry è in un ottimo momento e sta giocando alla sua maniera, Draymond Green è sempre più il leader emotivo ed il motore dei suoi,l’attacco continua a girare che è una meraviglia quindi all’orizzonte per ora non si vedono nubi dalla baia di Oakland.

 

Utah Jazz: nonostante la sconfitta, stagione più che positiva

 

Nell’arco delle 4 partite giocate contro i campioni della western conference in carica, i ragazzi di coach Snyder non sono mai riusciti ad imporre il proprio ritmo di gioco ne a limitare l’imponente arsenale offensivo degli avversari e questo,specialmente contro i Warriors, vuol dire quasi automaticamente cedere il passo. Troppo forte il sistema di Golden State per esser impensierito dagli (seppur orgogliosi) Utah Jazz che ci hanno provato (soprattutto in gara 2 e 3) ma non sono riusciti a portare via neanche una partita alla banda di coach Kerr. Giocare contro Curry,Thompson, Durant e Draymond Green, solo per citare gli All-Star, non è facile per nessuno e probabilmente ai Jazz attuali mancano proprio le caratteristiche per poterci quantomeno provare.

 

Gli Utah Jazz escono sconfitti da queste serie in modo piuttosto netto ma sicuramente non demoralizzati. Il processo di crescita continua e questa stagione può considerarsi positiva anche in virtù del passaggio del primo turno vincendo una gara7 in trasferta che non è mai una cosa facile. Bisognerà vedere cosa riserverà il futuro con alcune situazioni da definire (in primis Gordon Hayward) ma la strada intrapresa sembra quella giusta per diventare una presenza fissa nella postseson.

 

 

 

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