Un sottile filo lega Toronto ad Oakland, due città per certi versi agli antipodi. Cosmopolita, moderna e fredda la prima; stravagante, colorata e mite la seconda. Su quel sottile filo balleranno le speranze di un gruppo alla prima apparizione in assoluto sul palcoscenico NBA più prestigioso e quelle di team voglioso di scrivere un’altra pagina di storia. L’ennesima, dal 2015 a questa parte. La distanza di 4224,5 km verrà percorsa e ripercorsa, fin quando il filo verrà spezzato dall‘inerzia che penderà su un versante o l’altro. Toronto Raptors contro Golden State Warriors, i protagonisti delle Finals 2019. Un incrocio tanto inedito quanto affascinante e ricco di spunti.
Nell’ormai archiviata regular season le franchigie si sono affrontate due volte, ed in entrambe le occasioni a spuntarla sono stati i ragazzi di coach Nike Nurse. 131-128 dopo un overtime in terra canadese, mentre all’Oracle Arena finì 113-93.
LO SCORE AI PLAYOFF
Toronto Raptors
- First round: 4-1, vs Orlando Magic
- Eastern Conference Semifinals: 4-3, vs Philadelphia Sixers
- Eastern Conference Finals: 4-2, vs Milwaukee Bucks
- Offensive rating: 108.1
- Defensive rating: 102.4
- Team leaders: Kawhi Leonard (31.2 PTS), Kawhi Leonard (8.8 REB), Kyle Lowry (6.4 AST)
Golden State Warriors
- First round: 4-2, vs Los Angeles Clippers
- Western Conference Semifinals: 4-2, vs Houston Rockets
- Western Conference Finals: 4-0, vs Portland Trail Blazers
- Offensive rating: 116.4
- Defensive rating: 110.2
- Team leaders: Kevin Durant (34.2 PTS), Draymond Green (9.9 REB), Draymond Green (8.2 AST)
RAPTORS-WARRIORS: IL DUELLO
C’è da ricordare che l’assenza di Kevin Durant perdurerà almeno fino a gara 1. Una variabile che può stravolgere gli equilibri. L’ala piccola non calca il parquet dal terzo quarto di gara 5 della serie contro gli Houston Rockets, a causa di un infortunio al polpaccio. Nonostante ciò, gli uomini di Kerr senza di lui hanno mostrato carattere e hanno convinto, rispolverando quell’impianto di gioco che aveva caratterizzato l‘inizio della dinastia. Il ritmo è ovviamente la chiave di volta della serie. Correre è il mezzo con cui i campioni in carica preferiscono confezionare degli strappi fondamentali. I Raptors dal canto loro preferiscono procedere a passo sornione (il pace ammonta a 96.05) ed evitare così sanguinose ripartenze: se i canadesi non riusciranno ad imporsi a rimbalzo offensivo potrebbero essere puniti dalle fulminanti e variegate scorribande di californiani, che possono andare a segno dal perimetro o banchettare in area con facilità.
La banda guidata da Steve Kerr vanta una retroguardia duttile ed aggressiva, capace di adattarsi ad ogni situazione. Contro la manovra dei corale degli avversari servirà attenzione e prontezza. In particolare le linee di passaggio saranno sporcate a dovere, questo in modo da ostacolare la circolazione della palla e costringere Toronto a prendere tiri forzati; il dato delle deflections è eloquente in tal senso (13.3). Sarà importante compiere le scelte giuste e proteggere l’area dalle penetrazioni e dai tagli. I Raptors portano un lungo in punta (di solito Gasol) che poi va a servire eventuali iniziative dei compagni: battezzare al tiro pesante Siakam ed avere un uomo in più a salvaguardare il pitturato sarebbe un ottimo stratagemma, utile anche ad ottimizzare le rotazioni sugli scarichi. Infatti, probabilmente, si inviterà l’attaccante all’ingresso in area piuttosto che concedere triple aperte (i Warriors sono la squadra con più tiri da tre contestati, circa 29.3 a partita).
Anche Toronto può contare su una squadra difensivamente attrezzata, capace già di limitare Giannis Antetokounmpo e inceppare il sistema dei Milwaukee Bucks. I cambi non dovrebbero essere un problema così come eventuali closeout sui tiratori, repentini nelle Eastern Conference Finals. Letture accurate dovranno essere fatte sui pick and roll, dove Stephen Curry riesce a mettere a referto 8.7 punti di media a gara. Pascal Siakam e Serge Ibaka possono cambiare, mentre Marc Gasol è più adatto nel contenimento. In ogni caso, cercare di limitare il numero 30, dotato di un range di tiro illimitato e di un primo passo bruciante, può mettere i lunghi avversari in grossa difficoltà: al netto di questo i raddoppi sono una potenziale soluzione per ostacolare la point guard e ostruire così l’attacco Warriors (almeno fino a quando mancherà KD). Alla difesa dei Raptors, inoltre, il compito di lavorare sui tagli, con gli aiuti che dovranno essere puntuali.
I Raptors confidano in Kawhi Leonard per un upset dal sapore storico. L’ex San Antonio Spurs, nella metà campo offensiva, si è consacrato come giocatore della mille sfaccettature, in grado di insaccare canestri in diversi modi. Il tiro dal midrange è una delle sue armi preferite (51% di precisione), così come gli isolamenti dove riesce a realizzare 2.6 tentativi su 4.4. Leonard toglierà le castagne dal fuoco quando sarà necessario: a braccarlo saranno lo specialista Andre Iguodala e anche Draymond Green; senza dimenticare che appena rientrerà KD si scatenerà un duello esplosivo su entrambi i lati del campo. Kyle Lowry dovrà mettere intensità nel marcare Curry, mentre a Danny Green spetterà inseguire in lungo e in largo Klay Thompson. Fondamentali saranno gli scontri sotto le plance tra Green e il trio Siakam, Ibaka, Gasol.
Attenzione a DeMarcus Cousins. Le condizioni del centro sono in miglioramento e potrebbe essere della serie. Ciò può permettere a Kerr di aumentare la pericolosità perimetrale e costringere i lunghi dei Raptors ad uscire dall’area. Dall’altra parte il possibile rientro di OG Anunoby farà bene alla ben nutrita panchina, capace di fornire 25.1 punti in media, portando versatilità difensiva e atletismo.
RAPTORS: ROSTER E ROTAZIONI
- Patrick McCaw, #1
- Kawhi Leonard, #2
- OG Anunoby, #3
- Kyle Lowry, #7
- Jordan Loyd, #8
- Serge Ibaka, #9
- Malcolm Miller, #13
- Danny Green, #13
- Eric Moreland, #15
- Jeremy Lin, #17
- Jodie Meeks, #20
- Fred Van Vleet, #23
- Norman Powell, #24
- Chris Boucher, #25
- Marc Gasol, #33
- Pascal Siakam, #43
WARRIORS: ROSTER E ROTAZIONI
- Stephen Curry, #30
- Klay Thompson, #11
- Kevin Durant, #35
- Draymond Green, #23
- DeMarcus Cousins, #0
- Andre Iguodala, #9
- Andrew Bogut, #12
- Shaun Livingston. #34
- Jordan Bell, #2
- Jacob Evans, #10
- Kevon Looney, #5
- Jonas Jerebko, #15
- Damion Lee, #1
- Alfonzo McKinnie, #28
- Marcus Derrickson, #32
RAPTORS-WARRIORS STREAMING
Raptors-Warriors streaming, cercate questo? Le NBA Finals sono visibili in due modi diversi. Ecco quali:
- streaming su Sky Go
- streaming su NBA League Pass
Nel primo caso sarà possibile vedere le sfide della serie su Sky, tramite l’applicazione per smartphone, tablet e pc. I requisiti? Avere un abbonamento con Sky da almeno un anno ed avere attivo il pacchetto sport.
Così potrete vedere in diretta i match, ma anche registrarli e riguardarli su Sky e sui vostri dispositivi. Per il secondo metodo invece basta abbonarsi sul sito web di NBA League Pass, selezionare il pacchetto desiderato e potrete vedere tutte le gare anche in contemporanea in diretta, in streaming su PC, tablet, cellulare.
Il saper gestire la pressione e la grande esperienza sono fattori che colloca il team della Baia nella casella dei favoriti alla vittoria finale. I Raptors potrebbero soffrire la loro organizzazione di gioco e il ritmo elevato delle gare; l’eventuale rientro di KD creerebbe un altro grattacapo per Nurse e costringerebbe Leonard, faro offensivo del team, a spendersi molto in difesa. Rispettare il fattore campo e mettere tanta abnegazione in difesa può consentire ai canadesi di giocarsela in fondo.



