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Da 5 a 10, le pagelle della Trade Deadline: flop Orlando, rivoluzione in Ohio

di Daniele Guadagno

La scorsa settimana è giunta la trade deadline, ovvero il termine ultimo concesso a tutte le franchigie per scambiare i loro giocatori. Il tutto per puntellare il roster in vista dei playoff oppure per smantellare la squadra e ricominciare da zero. Nell’articolo seguente proveremo a stilare una pagella dal 5 al 10 sulle principali trade che si sono concluse in questa breve sessione di mercato.

Voto 5 agli Orlando Magic

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Elfrid Payton, il colpo alla deadline dei Phoenix Suns

La maledizione playoff non accenna a placarsi in casa Magic; con questa sono sei le stagioni consecutive fuori dalla postseason (al momento). La dirigenza aveva quindi deciso di cedere tutti i suoi talenti durante la deadline per ottenere alte scelte al draft. Ma tra i vari Aaron Gordon, Evan Fournier e Mario Hezonja alla fine nessuno si è mosso e cosi ci si è dovuti accontentare di vendere Elfrid Payton ai Suns in cambio di una seconda scelta al prossimo draft. Poco rispetto al reale valore del ragazzo, unica nota lieta nelle ultime stagioni dei Magic. La ricostruzione è comunque alle porte e in estate probabilmente ci sarà un bel via vai dalle parti di Orlando.

Voto 6 a Marco Belinelli: Trust the Process

Questa deadline ha lasciato posto anche al trasferimento del nostro Marco Belinelli ai 76ers. Dopo Chicago, San Antonio, Charlotte e Atlanta il nativo di San Giovanni in Persiceto prosegue la carriera NBA nella città dell’amore fraterno, mai come quest’anno cosi vicina ai playoff. Philadelphia si arricchisce di un veterano con esperienza di titolo, capace di portare triple in uscita dalla panchina. Marco avrà il compito di far rifiatare JJ Redick e al contempo di aiutare nella crescita i tanti giovani presenti a roster. L’entusiasmo di certo non manca, come lui stesso ha dichiarato in un tweet:

Voto 7 al ritorno di Dwyane Wade

Certi amori non finiscono, fanno giri immensi e poi ritornano“. Sulle note di Venditti i Miami Heat hanno riaccolto il loro figliol prodigo, Dwyane Wade. The Flash, approfittando del caos di Cleveland, ha deciso di tornare all’ovile, dove in più di dieci anni ha conquistato tre titoli e un MVP delle Finals. Malgrado la veneranda età e un fisico ormai logorato dal tempo, la sua leadership potrà rivelarsi utile alla causa degli Heat soprattutto in ottica postseason. Dopotutto parliamo di una delle migliori guardie della storia NBA.

I tifosi non si sono dimenticati del loro beniamino

Voto 8 alla rischiosa (ma vincente) rivoluzione dei Cavs

Quando si rivoluziona una franchigia a febbraio di solito si manifestano problemi di coesione e adattamento in campo. Eppure da quando si è chiusa la deadline i Cavaliers hanno vinto tre partite di fila, dimostrando un affiatamento mai visto prima in stagione. Rilasciati i giocatori più disfunzionali (Derrick Rose, Isaiah Thomas, Jae Crowder e Dwayne Wade), i Cavs si sono gettati su giovani di grande talento, non certo All-Star, e con la giusta mentalità (Rodney Hood, George Hill, Larry Nance Jr. e Jordan Clarkson). L’efficienza difensiva è notevolmente migliorata, cosi come la percentuale da oltre l’arco grazie soprattutto ad un ritrovato J.R. Smith. I Celtics al momento distano solo 6 partite, e la rimonta di Cleveland è tutt’altro che impossibile.

A LeBron è tornato il sorriso, ora l’addio non è più scontato

Voto 9 al colpo dei Detroit Pistons

I Pistons sono riusciti a mettere sotto contratto il pezzo più pregiato di questa deadline: il 5 volte All-Star Blake Griffin. L’ex Clippers non ha palesato problemi di ambientamento anzi, con Andre Drummond compone la coppia lunghi più devastante della lega. La perdita di due validi giocatori come Tobias Harris e Avery Bradley si farà sentire (soprattutto in difesa), ma a conti fatti il gioco è valso la candela: Detroit è tornata in corsa per la postseason più agguerrita che mai.

Blake Griffin e Andre Drummond combinano in sintonia

Voto 10 ai Los Angeles Lakers

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Magic Johnson.

La lode spetta ai giovani Lakers di Magic Johnson: fuori Jordan Clakson e Larry Nance Jr., dentro Isaiah Thomas e Channing Frye. Los Angeles accoglie un piccolo play che aldilà dei suoi limiti difensivi rimane uno scorer di tutto rispetto e una power forward abile nel tiro da fuori (I gialloviola sono penultimi nella lega per percentuale da tre punti con un misero 33.2%). Ma la notizia migliore riguarda le cessioni: l’addio di un contratto pesante come quello di Clarkson aumenta lo spazio salariale in vista di questa estate e quindi anche le chance di firmare un pezzo grosso nella prossima free agency. Si prospetta un futuro radioso nella città degli angeli.

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