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Detroit Pistons: Van Gundy parla di Josh Smith e Monroe

di Marco Tarantino

Esiste una vecchia regola dello sport secondo la quale una squadra vincente non è il semplice risultato di fredde addizioni; in altre parole non serve a molto riempire i roster di giocatori talentuosi, se dietro non c’è un progetto tecnico ben preciso che tenga conto delle caratteristiche di ogni elemento e della capacità degli interpreti di interagire tra loro per il bene della propria squadra.

In un certo senso è successo proprio questo ai Pistons della scorsa stagione; una squadra costruita con molti giovani di talento e con ambizioni di vertice, che si è ritrovata man mano a precipitare nell’anonimato dell’NBA, in virtù di un gioco mai decollato e di grandi stelle (reali o potenziali) che non hanno mai dato l’impressione di marciare verso lo stesso obiettivo.
Emblema di questa situazione è stata la questione relativa al reparto lunghi, arma in più nelle intenzioni della dirigenza nello scorso precampionato, rivelatasi un flop durante l’arco della stagione, con Monroe a soffrire della convivenza con Drummond e Josh Smith impiegato nel ruolo per lui inusuale di ala piccola, con esiti quantomeno discutibili. E sono stati proprio Greg Monroe e Josh Smith gli argomenti di maggior preoccupazione per Stan Van Gundy, nominato quest’estate head coach e presidente dei Detroit Pistons dal proprietario Tom Gores.
La grana più grande per l’uomo chiamato a risollevare le sorti della squadra avendo ricevuto poteri assoluti dalla proprietà, è stata la trattativa relativa al rinnovo del contratto di Greg Monroe. Il lungo da Georgetown ha rifiutato un contratto di 4 anni migliore di quello che la dirigenza offrì un anno fa a Smith per avere le sue prestazioni e si avvia a diventare free agent a fine stagione; dal canto suo, Josh Smith è chiamato a riscattare una stagione fallimentare e a giustificare i 50 milioni di dollari del suo contrattone. In definitiva, il mancato rinnovo di Monroe e le incognite che accompagnano da sempre l’avventura in Michigan di Josh Smith, sembrano essere i testimoni più attendibili del crack del progetto tecnico dei Pistons più recenti, che hanno puntato molto (tutto?) sull’impatto, in teoria devastante, del quintetto ‘pesante’ con tre lunghi.
Raggiunto da un inviato del The Detroit News, Van Gundy ha rilasciato interessanti dichiarazioni riguardanti sia i suoi due lunghi, sia alcuni aspetti salienti del suo nuovo duplice ruolo di allenatore e di capo delle operazioni legate al basket. A proposito di ciò, il coach dei Pistons ha precisato che anche quando inizierà la regular season, non svestirà del tutto i panni da dirigente: “Non so se interromperò mai la mia attività dietro la scrivania. Ho già pianificato con il GM Jeff Bower e con Dennis Mannion (presidente del Palace of Auburn Hills, casa dei Pistons), il modo migliore di comunicare per quel che riguarda gli aspetti dirigenziali. Con Jeff, quando sarò in città, ci incontreremo ogni giorno alle 7 e mezza prima delle riunioni con gli allenatori, proprio per mantenere il costante controllo della situazione.”

Stuzzicato anche su Josh Smith, Van Gundy si è lanciato in un elogio del suo giocatore, non senza una sottile critica rivolta alle sue prestazioni durante la scorsa stagione: “La scorsa stagione non può essere indicativa delle sue capacità da giocatore di basket. Quando ho avuto modo di allenare contro di lui, è stato sempre un avversario incredibilmente duro da affrontare. Era un problema sui due lati del campo. E’ uno dei lunghi più versatili dell’intera lega. Ha il potenziale per essere un grande giocatore sia in attacco che in difesa, ma in tutta onestà ciò non si è visto lo scorso anno. Penso che Josh possa essere d’accordo con me su questo.”
Ma la storia cambia quando il discorso vira su Greg Monroe e sulla sua vicenda contrattuale, nonostante Van Gundy tenga a precisare che “…gli affari sono affari. L’atteggiamento di Greg finora è stato fantastico, è uno che lavora duro ed è molto attento alle direttive mie e del mio staff, oltre ad essere una persona molto divertente.” Difficile però da parte del coach, cancellare l’amaro in bocca per come si è svolta e conclusa la trattativa: “ Non so dire fino a che punto siamo stati vicini all’accordo. A un certo punto della trattativa, il suo agente (David Falk) ha detto: ’non abbiamo intenzione di tirarla troppo per le lunghe, fateci la vostra offerta migliore’. Ci abbiamo ragionato molto, insieme alla proprietà abbiamo formulato un’offerta molto solida e Greg ha dovuto fare una scelta. Sarò onesto: sono rimasto piuttosto deluso.”

Riuscirà Van Gundy a convincere Monroe a ri firmare con i Detroit Pistons per la prossima stagione?

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