Uno dei discorsi che tiene banco d’estate, è quello sul titolo di MVP. Tanti sono i pretendenti, ma qualche candidatura, sulla carta, è più autorevole di altre. Togliendo dal discorso l’attuale campione in carica, per i 5 sfidanti scelti ci sono ( almeno ) 5 motivi ciascuno, per vederli trionfare in primavera.

 

1. LeBron James

OAKLAND, CA - JUNE 19: LeBron James #23 of the Cleveland Cavaliers gets handles the NBA championship trophy against the Golden State Warriors during the 2016 NBA Finals Game Seven on June 19, 2016 at ORACLE Arena in Oakland, California. NOTE TO USER: User expressly acknowledges and agrees that, by downloading and or using this photograph, User is consenting to the terms and conditions of the Getty Images License Agreement. Mandatory Copyright Notice: Copyright 2016 NBAE (Photo by Jesse D. Garrabrant/NBAE via Getty Images)

LeBron James con i due titoli vinti alla Oracle

1) Dopo essersi liberato del peso dell’anello a Cleveland, giocherà più leggero e rilassato. 2) Gli avversari, come miglior giocatore della Eastern Conference, scarseggiano; il dominio netto visto negli ultimi anni potrebbe essere premiato. 3) Il titolo conquistato da assoluto protagonista, ma con l’aiuto evidente dei compagni, forse porterà il King a fidarsi maggiormente dei propri compagni. Le statistiche degli assist e il gioco di squadra ne beneficeranno. 4) Preso atto della scelta di Kevin Durant, sarà extra motivato in vista della nuova stagione. 5) Le ultime prestazioni stagionali di LBJ sono state da incorniciare, se ne deduce che è ancora nel suo prime, il che non è una buona notizia per gli altri.

 

2. Russell Westbrook

Westbrook con la canotta dei Thunder.

Russell mentre esegue una leggera schiacciata.

1) La partenza di KD35 avrà sicuramente fatto affilare gli artigli a Russell. Non si darà per vinto, così come non lo farà OKC. Poi tra il dire e il fare… 2) Nella stagione 2014-15, i Thunder fallirono l’obiettivo playoff a causa degli infortuni. Westbrook però ebbe così l’opportunità di esibirsi al massimo delle sue potenzialità. A fine anno si è laureato miglior marcatore (28.1 di media) e terzo nella classifica MVP. 3) Billy Donovan è un ottimo coach, certo ha avuto anche una buona squadra, quindi è lecito pensare che ora costruirà un sistema intorno al numero 0 per farlo rendere come una superstar al 100%. 4) A Oklahoma sono cambiati molti giocatori, per questo il play da UCLA inizialmente dovrà sostenere la baracca. Dipende tutto, o quasi, da Russell Westbrook. 5) Senza Durant le sue stats recitano:

 

In quel periodo il grido "MVP, MVP, MVP" si alzava per lui alla Chesapeake Energy Arena

In quel periodo senza Durant, il grido “MVP, MVP, MVP” si alzava per lui alla Chesapeake Energy Arena

Statistiche con e senza KD in campo. Come MVP è uno dei candidati forti.

Statistiche con e senza KD in campo.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

3. Paul George

Paul George e la comunità di Indianapolis: un rapporto che sembra essere molto saldo

Paul George con la seconda maglia dei Pacers.

1) E’ tornato alla grandissima dall’infortunio. La voglia di rivalsa è sensazionale, ma non basta per essere a quei livelli, c’è tanto lavoro dietro. L’ala dei Pacers è pronta a lavorare duramente per migliorare ancora e in una lega così competitiva, il lavoro paga. 2) Il roster di Indiana conta nomi nuovi e non è difficile vederla come principale contender dei Cavs. George sarà l’ago della bilancia di questo processo di crescita. 3) Essere l’uomo franchigia sembra non pesare a PG13, che durante quest’anno ha dimostrato di essere un two-way player come pochi in circolazione. 4) La “polemica” tra Paul e il videogame NBA2k ha portato il brand a scegliere proprio lui come testimonial. Insomma se si mette in testa una cosa, è difficile se non impossibile togliergliela. 5) Il 2015-16 ha visto migliorare molte statistiche personali, non è forse lecito aspettarsi un ulteriore miglioramento?

Statistiche a confronto

Statistiche a confronto

 

4.  Anthony Davis

Anthony Davis Fonte Batmattz - Copia

Anthony Davis Fonte Batmattz – Copia

1) Lo scorso anno proprio in questo periodo, non si sentiva parlare d’altro che del monociglio. “Sarà il suo anno” o “MVP assicurato entro 3 anni”, bene il 2015-16 non è stato decisamente la sua stagione, perchè non potrà essere la prossima? 3) Nonostante l’annata non brillante ha messo a referto statistiche invidiabili: 24.3 punti, 10.7 rimbalzi e 2 stoppate di media in 35.5 minuti a partita. 4) Ha soli 23 anni lo si può già considerare clutch. Come dimostra la tripla segnata allo scadere che praticamente ha portato i Pelicans ai playoff.

5) Il video risale a 13 mesi fa. 208 cm, 115kg e tira così?! Scherziamo?! Palesemente il giocatore del futuro e come cantano i Non Phixion “The future is now.”

 

5. James Harden

Il Barba

Il Barba

Nome un po’ a sorpresa. 1) Ha 27 anni e la sua eredità dipenderà da questo momento della carriera, non può più permettersi di sbagliare. 2) Da quando è a Houston la sua media punti è di 26.9. Il trofeo di MVP viene assegnato principalmente da queste statistiche. 3) Da anni è il go to guy, quello che si è preso sulle spalle la squadra e l’ha portata ai playoff nella conference più difficile. Senza Dwight Howard sarà ancor di più così. 4) Le difese avversarie quando programmano il piano partita  contro gli Spurs dovranno essere attenti a Aldrige, Leonard ecc. Quando affrontano i Cavs ai i big three, e così via. Houston ha praticamente solo Harden, specialmente nei momenti che contano. 5) Il contratto non è in scadenza, ha firmato una sponsorizzazione, con l’Adidas, ha detto no alle olimpiadi, perciò durante l’estate si può concentrare solo sul gioco.

 

 

Chi vincerà dunque l’ambito premio?

Non solo questi nomi sono in lizza, ma anche: il già citato Stephen Curry, il neo Warriors Kevin Durant, Damian Lillard, Kawhi Leonard, Chris Paul e pochi altri. Stando ai bookmakers il più quotato alla vittoria finale del MVP è LeBron James, è lecito però aspettarsi sorprese. Sempre che Curry non ripeta le mostruose prestazioni della regular season, anche se con KD in più in squadra è difficile credere che non verranno ridotti i possessi a sua disposizione e quindi i tiri. Certo è che gli assist potrebbero avere un notevole incremento. La lotta per il premio più inutile e più ambito è appena iniziata e non si fermerà prima di maggio 2017.

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