Home NBA, National Basketball AssociationApprofondimenti5 spunti di riflessione su Lakers-Wizards

5 spunti di riflessione su Lakers-Wizards

di Raoul Oliva
5 episodi interessanti nelle prime giornate in NBA

Nella notte, alle ore 4:30,  si è conclusa all’overtime Los Angeles Lakers-Washington Wizards. Allo Staples Center, i padroni di casa, in campo con la divisa classic (con le lettere MPLS che invocano gli anni dal ’47 al ’60 in cui la franchigia aveva sede a Minneapolis) si sono imposti 102-99 dopo che i 4 quarti canonici erano finiti in parità (92-92). La partita è stata abbastanza equilibrata, contro ogni pronostico. Ora analizziamo 5 punti che, sono stati importanti nella vittoria dei gialloviola.

1) FINALMENTE INGRAM

ingram

Brandon Ingram.

Un fattore determinante è stato Brandon Ingram. La seconda scelta del Draft 2016 finalmente ha regalato una grande prestazione, risultando il miglior marcatore della squadra (19 punti) e il miglior rimbalzista (10 rimbalzi, a pari merito con Nace Jr.). Oltre alle statistiche, è stato lui a mettere il canestro del 92-92 sulla sirena, che ha permesso ai suoi di andare (e poi vincere) al supplementare. Di fatto, mentre fino a qualche giorno fa quando la partita iniziava a complicarsi lui spariva, stavolta è stato fondamentale proprio nel finale e in generale nel quarto quarto. Insieme a Lonzo Ball sembra aver trovato la cosiddetta quadratura del cerchio, visto e considerato che, anche grazie agli assist del rookie più discusso di questa NBA, sta riuscendo ad essere più decisivo. Ingram può essere quel giocatore di cui coach Luke Walton non può fare a meno, ma ora viene la parte più difficile: continuare su questi livelli. Difficile, ma il ragazzo ha talento, e finalmente lo ha dimostrato.

2) LUNGHI IN CRESCITA (O QUASI)

Da non sminuire anche la grande prestazione dei lunghi. Larry Nance Jr. ha realizzato ben 18 punti e 10 rimbalzi, svolge il suo ruolo in maniera esemplare e ha contenuto anche Otto Porter in alcune occasioni: è sicuramente un giocatore su cui puntare. Piccoli progressi anche per Julius Randle, un 4 che però si sta dimostrando più utile da 5. Il numero 30, ultimamente meno coinvolto per quanto riguarda il minutaggio, contro i Wizards nei 19 minuti in cui è stato impiegato ha dato buone impressioni, soprattutto quando è entrato nel quarto quarto, in cui ha annullato Marcin Gortat, difendendo molto bene e arrivando a compiere comunque a 3 stoppate. Sotto esame è Brook Lopez, che ancora non convince del tutto. Certo, si porta a casa i suoi punti, ma quando non segna è un giocatore come al solito quasi nullo in difesa, e in suoi lavori in post se non si concretizzano diventano deleteri anche per il resto della squadra. Pochi minuti (2) invece per Andrew Bogut, ancora non al meglio della condizione.

3) JOHN WALL POCO INCISIVO

John Wall.

Nonostante i 18 punti e i 9 assist (miglior assistman dei Wizards), John Wall non ha giocato una grande partita. Il numero 2, che secondo il suo compagno di squadra Gortat avrebbe dovuto torturare Lonzo Ball per 48 minuti, alla fine è stato ben guardato a vista, in particolare da Kentavious Caldwell-Pope, che ne ha limitato il raggio d’azione soprattutto nel quarto quarto e nell’overtime. Insomma, quando serviva la sua velocità e le sue penetrazioni sono venute meno e di conseguenza è stato un punto a sfavore per la squadra. Pur vero che i Wizards non possono dipendere esclusivamente da lui, e che comunque non ha giocato troppo male, ma poteva fare sicuramente qualcosa in più. O meglio, da come ci ha abituato ci aspettiamo sempre tanto da lui, ma in questa partita gli è mancato quel qualcosa. Non è un dramma: la RS è appena iniziata e, dopo 3 grandi prestazioni, ci sta un piccolo stop. Che non si ripeta mai più, però.

4) POCHE TRIPLE

La partita è stata condizionata da tanti errori al tiro, specialmente nel tiro da 3, dove entrambe le squadre hanno concluso con il 23% (7/30 i Lakers, 6/26 i Wizards). Da segnalare il dato statistico che nel quarto quarto e all’OT i Wizards abbiano concluso con 0/11 da 3 punti. Troppo poco (anzi, nulla) per vincere una partita qualsiasi in NBA, figuriamoci contro questi Lakers, che non saranno fortissimi, ma sono ben organizzati in campo (merito a Luke Walton per questo), e che, nonostante abbiano avuto anche loro bassissime percentuali, hanno segnato da 3 soprattutto nel finale. Tutto questo soprattutto grazie al solito Caldwell-Pope, giocatore ritrovato in questi Lakers, che ha messo ben 3 triple, che nel contesto della partita di oggi sono veramente tante.

5) LAKERS IN CRESCITA, WIZARDS DA RIVEDERE

Luke Walton.

Sicuramente c’è ancora da lavorare molto per entrambe le franchigie, ma se da una parte i Lakers possono farlo con serenità e consapevolezza di non essere una squadra materasso (record 2-2), i Wizards subiscono la prima sconfitta della loro annata (record 3-1), che probabilmente non allarmerà più di tanto coach Scott Brooks, ma che dovrà dare indicazioni per evitare di commettere gli stessi errori in futuro. Nella notte tra venerdì e sabato, i Lakers affronteranno allo Staples Center i Toronto Raptors, in un test importante che potrà darci ancora più indicazioni sui gialloviola; mentre i Wizards avranno l’arduo compito, alla Oracle Arena, di affrontare i campioni in carica dei Golden State Warriors, che non hanno iniziato egregiamente la stagione, ma che restano la squadra da battere. Vedremo di che pasta sono fatte entrambe le squadre.

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