Prima dell’inizio di ogni stagione di qualsivoglia sport è tradizione cercare di capire chi sarà la rivelazione dell’anno, chi sarà il giocatore che più si è migliorato rispetto alla stagione precedente, chi aumenterà la sua media punti, chi migliorerà il suo bottino di gol e via discorrendo. In questo articolo vediamo chi sono coloro che hanno sorpreso maggiormente, con le loro prestazioni, in queste prime settimane di NBA.
KRISTAPS PORGINZIS
“With the pick number four the New York Knicks selected: Kristaps Porginzis from Latvia” A questa frase del commissioner Adam Silver il pubblico di New York aveva risposto con una bordata di fischi, scettico riguardo il talento e le potenzialità del giovane lettone classe ’95. Dopo un paio di partite di ambientamento nella lega Porzingis ha iniziato a mostrare al mondo il suo talento con prestazioni sempre migliori mettendo in mostra ogni partita una qualità diversa. Il ragazzo è dotato di un buon tiro da tre, di un gran senso della posizione a rimbalzo e di una verticalità non indifferente come dimostra la stoppata su Oladipo della scorsa notte. Le partite con Charlotte, 29 e 11 rimbalzi, e con Houston, 24 e 14, sono la riprova che i Knicks quel giorno fecero la scelta giusta a puntare sul lettone, eletto da Carmelo Anthony come suo successore a NY. Il pubblico del Madison adesso ha un nuovo idolo, emblematica è la foto del bimbo che al momento della sua chiamata piange e adesso quello stesso bimbo è stato avvistato con la sua maglia, e la squadra di coach Fisher sta avendo un buon inizio di stagione.
ISH SMITH
Nove squadre cambiate in sei anni nella lega, statistiche che, a parte l’anno a Phila, hanno sempre lasciato a desiderare, minutaggio scarso in ognuna delle nove squadre in cui ha militato. Ecco con queste premesse è difficile comprendere cosa possa farci un giocatore come Ish ancora in NBA. Quest’estate rimasto senza contratto è stato contattato da New Orleans che era alla disperata ricerca di un play, data la enorme quantità di infortuni a cui ha dovuto riparare. Da essere un giocatore da garbage time o un rincalzo dell’ultimo secondo, il 27enne da Wake Forest si è ritrovato di colpo ad essere parte fondamentale delle rotazione dei Pelicans. In carriera di rado aveva superato i 12 minuti di impiego di media a partita, solamente a Phila e ai Suns, e ancor più di rado si era ritrovato ad essere un giocatore importante per la sua squadra. Ma in questo inizio di stagione Ish sta sorprendendo tutti, probabilmente anche la stessa dirigenza Pelicans, con cifre da capogiro. In 29 minuti di media in campo mette a referto 11.8 punti e 8.1 assist, ma nelle ultime due settimane sta ancor di più aumentando il suo fatturato, tanto che nella settimana dal 18 al 25 novembre ha chiuso con 18 punti e 9.2 assist di media a partita, che per un giocatore tesserato all’ultimo e non abituato a ruoli importante non è affatto male.
OTTO PORTER JR.
Nella squadra della capitale ormai da anni il leader indiscusso e trascinatore è John Wall, affiancato da un gregario di eccellenza, che ultimamente sembra essersi stancato del ruolo di secondo violino, come Bradley Beal. In silenzio e nascosto dall’ombra delle due grandi stelle della squadra sta però esplodendo questo talentuoso ventiduenne da Georgetown. In questa stagione, complice anche la partenza di Paul Pierce, Otto ha visto il suo minutaggio aumentare in maniera esponenziale, passando dai 19 minuti scarsi dell’anno passato ai quasi 32 di quello in corso, diventando ormai una presenza fissa nel quintetto base di Randy Wittman. Giocatore versatile, sa rendersi utile in tutte e due le fasi del campo, in attacco produce 12.4 punti di media, il doppio della stagione passata, in difesa è quasi sempre chiamato a marcare i top player delle squadre avversarie e le 1.7 palle recuperate a partita sono testimonianza dell’importanza che il giocatore ha all’interno delle rotazioni. I Widzards sono una squadra giovane, e se Beal deciderà di andare a cercare fortuna altrove coach Wittman sa di poter contare su un giocatore dal futuro brillantissimo.
PAUL GEORGE
Tutti abbiamo negli occhi il terribile infortunio che lo colpì nell’ estate del 2014 alla vigilia del mondiale spagnolo. L’ anno scorso era tornato a far vedere sprazzi della sua classe ma ancora non sembrava essere lo stesso PG di una volta. A distanza di un’ estate, nella quale si è parlato dei suoi malumori per la decisione di coach Voegel di trasformalo in quattro, il numero 12 è tornato a farci vedere di che pasta è fatto inanellando una serie di prestazioni sublimi, condite dai 40 punti con 7-8 dalla lunga distanza contro i Wizards. Nessuno ha mai messo in discussione il suo talento, ma sfido che qualcuno si aspettasse un impatto nel genere, considerando la lunga assenza e il nuovo ruolo ricoperto. Se continuerà su questi livelli ci sarà da stare attenti ai Pacers in ottica playoffs.
Per NBA Passion,
Zeno Nesti

