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Heat – Grizzlies: Miami vince in volata all’AmericanAirlines Arena

di Mauro Manca

I Miami Heat, grazie ad uno sprint finale degno di un centometrista, bruciano i Memphis Grizzlies sulla linea del traguardo, avendo ragione della squadra del Tennessee col punteggio di 100-97. La squadra di David Joerger, trascinata da un inaspettato JaMychal Green in serata di grazia, si era ben comportata lungo l’arco dei 48 minuti, ritrovandosi ad amministrare un gap in doppia cifra ad una manciata di minuti dalla sirena. Fortunatamente per il pubblico dell’America Airlines Arena, nel finale le stelle della premiata ditta Wade-Bosh hanno illuminato la scena e messo le mani sulla gara; proprio un arresto e tiro di “Flash”, ben assistito da qualche pezzo grosso in paradiso, ha sancito il definivo sorpasso Heat a 22 secondi dallo scadere, con i Grizzlies incapaci di capitalizzare l’ultimo possesso per colpa di una sanguinosa palla persa di Mike Conley su un gioco a due con Marc Gasol.

 

Bosh una sentenza dall’arco, ma bene anche Deng, Dragic e Green.                                                                    Se Wade e Bosh rappresentano delle certezze ormai consolidate in casa Heat, il roster di Spoelstra può avvalersi di altri usati dal sicuro rendimento, elementi rodati e perfettamente in grado di fare la differenza a questi livelli. Loul Deng ha messo in mostra una prima parte di gara solida e concreta, fornendo un apporto determinante ed utile a non lasciar scappar via i Grizzlies in avvio. Dicasi lo stesso per Gerald Green, ormai nel pieno della sua maturità agonistica, che nella sfida di ieri ha dimostrato ancora una volta come la sua versione tutta fronzoli e atletismo abbia lasciato il posto ad un giocatore affidabile sia in penetrazione che dal perimetro. Poterlo utilizzare in uscita dalla panchina è un vero e proprio lusso. La regia di Goran Dragic si sposa sempre meglio con la costituzione di Miami, le sue penetrazioni, le sue esitazioni e le sue frenate aprono il campo e generano tiri in ritmo per la batteria degli esterni; per lui 8 punti e 8 assist in 34 minuti di impiego. Prova di sostanza anche per il chilometrico Hassan Witheside, ormai abbonato alla doppia doppia (anche se ieri si è fermato a quota 9 punti).

 

Partita dell’ex per Mario Chalmers, ma a brillare è JaMychal Green.                                                                      Occhi puntati sul ritorno di Mario Chalmers nella città in cui vinse due titoli all’omba dei Big Three. Marione non se la cava affatto male, ma il protagonista a sorpresa è l’uomo che non ti aspetti, JaMychal Green: il nativo dell’Alabama, le cui cifre in stagione parlano di 6,4 punti e 4,7 rimbalzi a serata, scrive a referto ben 26 punti, seppure mal conditi dalla miseria di 2 carambole. Doppia doppia per Matt Barnes (13 + 13) e buona prova anche per la coppia di lunghi tra le più in sintonia della lega, Gasol-Randolph (12 punti a testa). Qualcosa da migliorare sulla gestione dei finali, sia Lee che Conley saranno attesi a prove di questo genere nella sfiancante western conference, un territorio in cui sprecare dieci punti di vantaggio in due minuti può rivelarsi un peccato mortale.

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