Anche il supporter più demoralizzato e più pessimista si aspettava una prova d’orgoglio nell’ultima stracittadina stagionale, nonchè il confronto finale di Kobe Bryant contro gli odiati cugini: per i Los Angeles Lakers è arrivato l’ennesimo KO di questa travagliata stagione, con i Clippers che hanno avuto la meglio col risultato di 91-81.
Se prima erano i biancorossi a navigare nei bassifondi della NBA, ora sono i Lakers a faticare e a ricevere continuamente pesanti mazzate: i gialloviola hanno perso un’altra disputa contro la banda guidata di Doc Rivers che, nella regular season in corso, ha vinto tutte e quattro le sfide giocate tra le due formazioni. Nel dettaglio, sono 11 le vittorie consecutive dei Clippers sui Lakers, contando le ultime annate. Basta così? Macchè. Quest’anno le sconfitte sono arrivate a quota 62, nuovo record della storia della franchigia (alla fine dello scorso anno furono 61 quelle complessive). Da quando mancano i playoff (ultima volta nel 2012/2013) il record totale è finora di 64-178, un ruolino di marcia disastroso non solo dal punto di vista dei numeri.
Malcontento e delusione regnano negli spogliatoi e, contemporaneamente, sta salendo la malinconia per l’inesorabile arrivo dell’addio doloroso di Bryant. C’è ancora tempo per vedere la leggendaria guardia elargire lampi dell’intramontabile classe di cui è dotato. Nel match coi Clippers, il Black Mamba ha mostrato un po’ del suo repertorio (soprattutto canestri in allontanamento, uno dei suoi marchio di fabbrica) mettendo a referto 17 punti. Una prestazione che però non è bastata ad oscurare la vergogna e il momento buio di una delle squadre più gloriose della lega. L’auspicio è che, in estate, il piano di rebuilding possa svoltare, magari ottenendo la scelta al draft e firmando qualche buon free agent: per il momento non resta altro che giocare le partite che mancano e tributare una standing ovation al numero 24, prima di volare pagina.

