Questione di mentalità

di Luca Previtali
Chris Paul e DeAndre Jordan Los Angeles Clippers

Dalla costa ovest degli Stati Uniti, tira un’aria diversa, un’aria che, nelle ultime stagioni, soffiava piano piano ed era quasi impercettibile, ma che quest’anno rischia di diventare un uragano inarrestabile.

Sto parlando dei Los Angeles Clippers che, pur essendo la seconda squadra a rappresentare la città degli angeli, da un po’ di tempo a questa parte è l’unica a presentarsi in modo continuativo alla postseason, con tutti i meriti del caso.

Wild Wild Ovest:

I Los Angeles Clippers hanno un ottimo roster da qualche anno, ma per diversi motivi non sono mai riusciti a vincere il titolo. Sicuramente perché nella Western Conference esiste una concorrenza spietata e trovarsi di fronte colossi come Golden State o San Antonio non è assolutamente una passeggiata. Il problema, però, è che ci sono anche altre ottime squadre come Portland, Houston e Oklahoma City per citarne solo alcune e già durante la Regular Season bisogna combattere senza tregua per raggiungere la posizione migliore in classifica generale, in modo da iscriversi ai Playoff con un tabellone abbordabile.

Sì, perché avere un percorso non troppo impegnativo nella seconda parte di stagione, ti permette di risparmiare le energie per le partite più importanti, per le gare in cui, presumibilmente, ci si ritroverà ad affrontare le squadre più forti e di conseguenza le serie più difficili da vincere.

Los Angeles Clippers, Questione di forza mentale:

 

Un altro problema è, probabilmente, la forza mentale della squadra; la palla “pesa” molto di più nei Playoff rispetto alle 82 partite della stagione regolare, quindi, durante la postseason è necessaria quella marcia in più che permette ai giocatori di lottare su ogni pallone, quella freddezza che permette di piazzare un canestro nei momenti più difficili e decisivi.

Ripeto, non mancano i campioni a questa formazione: hanno forse, ma senza forse, il miglior playmaker della lega, Christopher Emmanuel Paul, in arte CP3, un ottimo passatore (11esimo nella classifica all-time degli assist) ed un buonissimo realizzatore che, insieme a due giganteschi schiacciatori come DeAndre Jordan e Blake Griffin (e non solo schiacciatori, almeno Blake), forma un attacco da favola, da far invidia a chiunque.

Allora perché non hanno mai vinto in questi anni?! Eh, bella domanda. A volte una stagione può essere compromessa da un infortunio e a volte basta una singola vittoria a cambiare le sorti di un’intera stagione; è difficile capire cosa può scattare all’interno di una squadra nel corso del tempo, conta come l’allenatore imposta il gioco e ovviamente se i giocatori giocano l’uno per l’altro, ma non solo, è fondamentale che tra l’allenatore e la squadra non ci siano intoppi.

Se Griffin si fa sospendere per un pugno al magazziniere, di certo non aiuta la sua squadra a vincere, se Jordan si scorda di difendere, di certo non ha lo stesso effetto di quando schiaccia in testa ad un avversario e se JJ Reddick sbaglia un tiro da 3 con spazio, di sicuro non mette la carica ai suoi compagni. Ogni singolo tassello è importante, nello sport come nella vita; in particolare, nello sport, bisogna essere uniti ed avere tutti il medesimo obiettivo (in Ohio pare che questo concetto l’abbiano ben chiaro; Hard work, Together….Duro lavoro, insieme).

Dopo anni di stagioni così così, ora, gli eterni secondi potrebbero finalmente diventare primi; hanno iniziato la stagione in modo stupefacente e hanno perso soltanto due partita delle 12 giocate, vincendo sempre con grande margine sugli avversari (in media 15 punti di differenza) e solo i Cleveland Cavaliers hanno lo stesso record. Funziona tutto, l’attacco (ma non è una novità) e pure la difesa; se poi aggiungiamo che hanno delle ottime rotazioni e che tra queste ritroviamo il sesto uomo dell’anno in carica, ossia Jamal Crowford, ci si aspetta un’annata da paura.

Se CP3 e Griffin non si perderanno per strada e saranno in grado di guidare i loro compagni verso il successo, allora sì, questa potrebbe essere la stagione giusta, la stagione in cui lo Staples Center cambierà tinta e passerà dal “più classico” giallo-viola dei Lakers al bianco-rosso-blu dei Clippers.

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