Il Re comanda, i Cavaliers rispondono
“La luna di miele è finita. E’ ora di giocare del vero basket ed essere fisici, soprattutto sotto le plance. Dobbiamo giocare come se non avessimo vinto nulla”
Così aveva parlato LeBron James dopo la terza sconfitta in fila dei suoi Cleveland Cavaliers a Chicago. Spesso a dichiarazioni pesanti del Re corrispondono anche i fatti, questa volta non è stato diverso. I Cavaliers hanno ripreso a vincere, espugnando i campi di Toronto e New York, due delle squadre più in forma della lega. Ancora una volta, James ha dimostrato quale sia il valore della sua leadership nello spogliatoio. Nonostante l’assenza di Smith, i compagni lo hanno seguito e sono tornati a mettere in mostra una buona pallacanestro. E ancora una volta è stato l’attacco a guidare la riscossa dei campioni in carica.
Una squadra di mentalità offensiva
“Sicuramente siamo una squadra orientata mentalmente all’attacco”
Queste le parole di coach Lue dopo i 126 punti segnati ai Knicks. nelle ultime due vittorie, i Cavs hanno segnato mediamente 121 punti. Inoltre, a New York, hanno segnato ventidue triple, nuovo record di franchigia. Ancora una volta tutto parte dai Big Three, capaci, in queste due partite, di segnare complessivamente 76 e 74 punti. C’è poco da fare, quando le tre star producono al meglio, difficilmente i Cavaliers perdono. E il livello offensivo giunge al massimo quando i gregari sono in grado di sfruttare gli spazi che la presenza di James, Irving e Love concede loro. Spesso, però, oltre a Smith e Frye, quasi nessuno riesce a fare ciò. Sarà compito di coach Lue trovare qualcuno che dalla panchina sappia portare punti e minuti di qualità per aiutare i Big Three. D’altronde la stagione è lunga e l’obiettivo è arrivare freschi ai playoff.
Il tiro da tre come termometro di questi Cavaliers
Tra Toronto e New York i Cavs hanno tirato 36/72 complessivo da tre punti (50%). E’ ormai assodato che il tiro da lontano sia fondamentale nel gioco di Cleveland, senza però esserne alla base. No, perché la base dell’attacco dei Cavaliers sono le penetrazioni di Irving e James e il post-basso di Kevin Love. Il cuore del gioco offensivo della squadra è ancora l’area. Ma, da quando i tre fuoriclasse producono cifre come quelle di questa stagione, le difese avversarie sono costrette ad intasare l’area. Ecco allora che si aprono spazi per i tiratori sul perimetro. Nel sistema ben oliato dei Cavaliers, tutto è connesso. Se girano i Big Trhee, si tira bene da tre punti e, se questi due fattori influiscono a dovere, la squadra vince.
A New York segnali incoraggianti dalla difesa
Se a Toronto la fase difensiva dei Cavs non aveva ancora convinto, a New York si è visto qualche progresso. Intanto, i punti concessi son stati meno di 100 (94). E il segnale è partito proprio dal Re. Dopo le dichiarazioni rilasciate a Chicago doveva essere lui a dare una scossa in difesa. Detto fatto, James ha tenuto Carmelo Anthony a soli 8 punti. In assenza di Rose, anche Porzingis è stato limitato da un buon lavoro di Love e Thompson, il che ha reso la vita impossibile ai Knicks. In questa Regular Season, i Cavaliers stanno difendendo in modo alterno. Quando, però, decidono di piegare le gambe per davvero, per gli avversari non c’è scampo.

La difesa di LeBron James su Carmelo Anthon è stata una delle chiavi del netto successo dei Cavaliers sui Knicks
I Cleveland Cavaliers sono tornati a marciare e, a giudicare dalle parole e dalle risposte sul campo del loro leader, non incapperanno in altre lunghe serie di sconfitte.

