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Analisi swot: i Los Angeles Clippers di Leonard e George

di Andrea Esposito

Oggi torniamo con la quinta puntata di quella che sarà l’analisi, in evoluzione delle aspettative per le varie squadre NBA: via con l’analisi Swot dei Los Angeles Clippers, attraverso i loro punti di forza, quelli di debolezza, eventuali minacce e opportunità per la stagione NBA 2019-2020. Cosa li aspetta?

Per coach Doc Rivers e i suoi Clippers questa è stata un’estate storica, una free agency capace di ribaltare la storia di una franchigia. La firma dell’MVP delle ultime finali Kawhi Leonard e la trade che ha spedito Danilo Gallinari, Shai Gilgeous-Alexander e un pacchetto corposo di scelte ad OKC per mettere le mani su Paul George fanno dei Clips una delle principali pretendenti al titolo, se non i maggiormente indiziati. Al giorno d’oggi lo starting five di coach Rivers si presenta così:

  • Patrick Beverley
  • Landry Shamet/Lou Williams
  • Paul George
  • Kawhi Leonard
  • Ivica Zubac/Montrezl Harrell

Ora andiamo ad analizzare i punti di forza e quelli di debolezza di questo quintetto, nella nostra analisi SWOT dei Los Angeles Clippers.

  • Strengths (forza)

Questi Clippers sembrano completi sotto tutti i punti di vista: in panchina possono contare su uno dei migliori allenatori in circolazione e che già possiede la ricetta della vittoria, mentre in campo possono disporre di uomini capaci di dominare la partita su entrambi i lati del campo.

La stagione scorsa Doc Rivers ha combattuto contro tutto e tutti per imporre la sua squadra tra le migliori, e giocarsi quindi i playoffs a discapito di tutte le previsioni che vedevano i Clippers ormai diretti verso una stagione di transizione in vista del draft. Tesi all’epoca avvalorata dalla trade che lo scorso febbraio spedì il miglior giocatore della squadra, Tobias Harris, ai Philadelphia 76ers.

Proprio all’indomani della trade i Clippers si sono compattati ancora di più, attorno ai pick-and-roll tra Williams e Harrell, la difesa di Pat Beverley e la classe di Danilo Gallinari. Quella squadra senza una vera star ha incantato, ore può contarne addirittura due, dove possono arrivare?

  • Weaknesses (debolezze)

Trovare una debolezza in questa edizione 2019\20 dei Clippers è oggettivamente difficile: tatticamente possono alternare quintetti molto offensivi e dinamici ad un’altro che sembra essere il quintetto difensivamente più pericoloso della lega.

Da decifrare saranno le figure di due giovani dalle belle speranza come Ivica Zubac e Landry Shamet. I due molto probabilmente partiranno in quintetto, continuando un percorso di crescita ben avviato l’anno scorso con entusiasmo da coach Rivers. Questa mossa permetterà così l’uscita dalla panchina del duo Luo Williams-Montrezl Harrell, che nella seconda metà della scorsa stagione è salito in cattedra rubando la scena a tutti nella serie contro i futuri finalisti Golden State Warriors. L’unico punto interrogativo di rilievo, ad oggi, della prossima stagione in casa Clippers sembra essere proprio l’impatto dei due giovani. Saranno in grado di recitare un ruolo importante in una squadra che sogna il titolo?

  • Opportunities (opportunità)

I sogni di gloria dei Clippers sono ora più che mai fondati. Il roster è pronto e maturo per scrivere le pagine di storia forse più importanti della franchigia. Dalla loro nascita i Clippers sono stati etichettati come “la seconda squadra di LA”, di sicuro la convivenza con la franchigia più famosa della lega ha giocoforza monopolizzato l’interesse della Città degli Angeli prima e di tutta la lega dopo. Ma ora i Clippers hanno concretamente, forse per la prima volta in assoluto, la possibilità di vincere. Vincere allo Staples Center, far salire uno stendardo rosso-blu nella marea di stoffa giallo-viola potrebbe significare tantissimo.

  • Threats (minacce)

La minaccia più importante per i Clippers arriva proprio dai loro vicini di casa: i Lakers di Lebron James. I giallo-viola hanno dovuto ingoiare il boccone amaro della telenovela Kawhi Leonard, un suo ritorno nella città che gli ha dato i natali era un finale auspicabile, ma quasi nessuno dava ancora i Clippers favoriti dopo le mosse giallo-viola (che hanno trovato il modo di liberare lo spazio salariale necessario alla firma).

Insomma, la squadra più motivata a scarabocchiare il magnifico quadro di Doc Rivers è proprio”l’altra” di Los Angeles. Per non parlare delle molteplici coppie di superstar formatesi in giro per lega: rimanendo ad Ovest, come non citare i ritrovati amici Russell Westbrook e James Harden?

“Ubuntu”.

Il coaching staff dei Los Angeles Clippers lavorerà con l’intento di creare un’anima, nel tentativo di emulare i Boston Celtics dell’estate 2007 quando Kevin Garnett e Ray Allen si aggiunsero a Paul Pierce e coach Rivers per vincere subito l’anno dopo.

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