Ormai ci siamo. Dopo varie decisioni, un lungo parlare e un numero di discussioni intorno che non si era mai visto prima, l’All-Star Game numero 70 della storia della NBA sta finalmente per mettersi in scena ad Atlanta e mostrare al mondo il suo lungo abito che raramente come quest’anno ha una storia così tormentata.
Sarà Team LeBron contro Team Durant, alla fine, con la Lega che continua a proporre questo format di selezione delle squadre scelte dai due capitani, e mantenendo anche quello riguardo il formato della partita, cambiato in onore della scomparsa di Kobe Bryant.
In più, le varie gare, le cosiddette skills challenge, di solito proposte il sabato, sono state più o meno compresse in questa unica notte.
Non manca nulla no?
La voglia, probabilmente. Così risponderebbero tanti dei giocatori sia che vedremo questa notte, sia a cui è stata chiesta un’opinione sulla partita.
Però se c’è una frase che può rappresentare l’America e il suo modo di intendere le cose, gli spettacoli e delle volte anche la vita, beh quella è The show must go on. Ed è ancora una volta lei a farla da padrone.
Volendo o non volendo, l’evento che verrà messo in scena questa notte profumerà per sempre di storia: un All-Star Game giocato nell’anno della pandemia, a porte chiuse. Impossibile non venga ricordato, a maggior ragione considerando le varie iniziative collaterali che ci saranno, con la NBA che continua ad impegnarsi soprattutto nella lotta al razzismo.
Un modo anche metaforico nel far vedere che, in mezzo al silenzio assordante, rimane sempre una forte voce, quella della parità razziale.
Perciò, per quanto come evento sportivo in sé per sé possa non piacere, è innegabile come la risonanza di varie situazioni limitrofe possa rendere un All-Star Game indimenticabile.
Di seguito racconteremo in breve 5 All-Star Game, ordinati cronologicamente, che a modo loro sono entrati a far parte della storia della NBA e (forse) anche di quella dello sport in generale.

