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All Star Game: fai da te!

di NBA Sandbox Podcast

All Star Game Chicago 2020

Con l’All Star Game alle porte e la nostra mania di protagonismo che non accenna a diminuire.
Noi del Nba Sandbox Podcast abbiamo deciso di ergere Dreik e Jokke (che sono gli autori del pezzo e di conseguenza gli unici candidati mai ipotizzati) a capitani delle rispettive squadre All star.

Il regolamento è molto semplice. Parte Dreik per selezionare i titolari con Jokke primo in ordine di scelta per la panchina (Come si vedrà nel prosieguo della narrazione questa scelta si rivelerà tanto infame quanto brillante, per Jokke e non per quel povero asino di Dreik). Al termine delle scelte ci sarà la possibilità di tagliare uno degli abominevoli nomi selezionati dal sistema NBA per mettere, sostanzialmente, chi ci pare.

Ma basta indugi. Pronti, partenza, via!

Let's get ready to rumble

Prima scelta dell’All Star Game – Parte Dreik:

Con la scelta numero 1 il grande Dreik seleziona Doncic. La spiegazione è molto semplice. Siamo davanti al giocatore più importante della decade che verrà e, dopo aver perso la convocazione dello scorso anno ingiustamente, arriva a questo weekend come secondo nella classifica delle votazioni e come candidato MVP per la stagione in corso.

Luka Doncic

Arrivati alla terza scelta nello sconcerto generale per non aver assistito al solito patetico siparietto in cui Jokke si svena stile fantabasket per avere il suo pupillo Giannis, Dreik decide di selezionare Harden. Che dire? L’ignoranza al comando? Assolutamente no, il solo pensiero di avere Doncic ed il Barba nello stesso back-court lo elettrizza e gli annebbia le poche conoscenze cestistiche che ha. Solo dopo capirà infatti che due giocatori di questo tipo non possono funzionare insieme ma come detto, ignoranza al comando.

Tolto l’imbarazzo di non selezionare il greco ci si butta serenamente su Kawhi Leonard. Indubbiamente il giocatore più completo su entrambi i lati del campo e altrettanto indubbiamente il meno interessato alla competizione. Partenza in quintetto e doccia dopo 4 minuti. Ottima scelta Dreik. Le ultime due scelte del team ARROGANZA aka Dreik sono piuttosto banali con Embiid e Siakam a completare un dignitosissimo front-court.

Palla a Jokke:

Sapendo di draftare contro l’elemento piú ignorante del gruppo, Jokke é sereno nella consapevolezza di poter prendere con la seconda scelta il giocatore piú forte della lega. E infatti, ecco arrivare Lebron James. Non ci dovrebbe essere necessitá di ulteriori spiegazioni, qualcuno potrebbe peró dubitare dei livelli di effort del nostro in una partita apparentemente insignificante. Non temete, sapendo di essere perennemente in deficit da un punto di vista di Finals, Bron coglie qualsiasi occasione per accrescere il suo status di GOAT. Non lo sará mai, ma sicuramente vorrá lasciare il segno anche in questa occasione.

Lebron James

Con la scelta numero 4 Jokke si trova inspiegabilmente a poter selezionare quello che sará il secondo miglior giocatore in campo (dopo Lebron). Forse a causa del post-peperonata, Dreik gli lascia Giannis, e lui ovviamente non se lo fa sfuggire. Il fit cestistico non é forse dei migliori, ma l’idea di veder volare in contropiede due scherzi della natura del genere é fin troppo allettante.

Al momento di scegliere il suo terzo giocatore, Jokke si rende conto di avere di fronte nientemeno che quell visionario di Daryl Morey. Non resta quindi che completare il frontcourt con il pterodattilo numero 3, aka Anthony Davis. Alcuni potrebbero storcere il naso considerando la direzione presa dal basket moderno, ma in una partita in un cui si gioca ai 1000 all’ora e non difende nessuno Jokke chiaramente punta su quelli che corrono e schiacciano. Il quintetto si chiude con due scelte obligate per aprire il campo: la soliditá di Kemba appaiata all’estro creativo di Trae.

Arrivati alla panca si parte con le selezioni invertite e la trappola preparata accuratamente scatta insesorabile.

Sempre Jokke:

L’idea di partire secondi nei quintetti e primi nella scelta della panchina era dettata dal fatto che nelle reserves c’é un solo uomo al comando: IT’S DAME TIME. Incredibile come non sia titolare, senza dubbio finirá la partita in campo. Poi il fatto che dia a Jokke la possibilitá di soffiare un pupillo di Dreik é solo grasso che cola.

Damian Lillard

Dopodiché, non resta che assicurarsi i servigi dei giovani dalle lunghe leve Tatum e Simmons, e del sempreverde CP3.

Ultime scelte per Dreik:

Accusato il colpo Dreik non può che ripiegare in difesa scegliendo il suo secondo pupillo, Jimmy B. Questo giocatore a nostro avviso avrebbe meritato serenamente il quintetto titolare per quanto fatto a Miami. Trascurando i numeri l’impatto emozionale sulla squadra è lampante. Portare una banda di scappati di casa, improvvisamente etichettati come giovani promesse, nei primi posti a Est è un’impresa non indifferente. #JesuisJimmyB.

Jimmy Butler

Il draft prosegue in un calando generato dal sempre minore appeal delle scelte disponibili.

Harden

Al termine delle scelte dell’All star game NBA Sandbox la situazione sarà la seguente.

Team Jokke:

Starters: YOUNG, WALKER, JAMES, GIANNIS, DAVIS

Bench: LILLARD TATUM SIMMONS PAUL ADEBAYO MIDDLETON LOWRY

Team Dreik:

Starters: DONCIC HARDEN LEONARD SIAKAM EMBIID

Bench: BUTLER JOKIC MITCHELL WESTBROOK INGRAM GOBERT SABONIS

 

REPLACEMENTS

Come anticipatovi la seconda parte del gioco prevedeva la sostituzione di uno dei giocatori selezionati. Per il team Dreik la scelta è troppo semplice. In un All Star Game di casa a Chicago vuoi non convocare il figliol prodigo aka D Rose al posto di Sabonis? Inutile dilungarsi in ulteriori commenti, questo weekend doveva essere suo per il significato e l’impatto della stagione che sta portando avanti dopo anni e anni di purgatorio. Trovo sinceramente criminale escluderlo.

Per Jokke, ecco l’occasione di riparare ad uno dei piú clamorosi sgarbi nella storia dell’All Star Game. Fuori il mai in forma Ciccio Lowry, e dentro l’uomo del momento: Bradley Beal. Oltre ad essere l’unica ragione per cui una squadra di scappati di casa come i Wizards possa anche solo pensare di raggiungere i playoffs, non sfigurerebbe affatto accanto a Channing Tatum in un re-run di White House Down.


Se ve lo siete persi, recuperate l’ultimo episodio del podcast!

Dreik e Silve introducono l’episodio con una carrellata di commenti sulle trade. Pozz li raggiunge
per registrare la prima Special Edition del 2020, condensata con flavour alla salsa Worcestershire.

 

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